Kabul, Trento, Bergamo e Brescia

 Il secondo
Reggimento artiglieria terrestre (alpino) “Vicenza”, che ha sede
alla caserma “Pizzolato” di Trento, ha di recente assunto la
responsabilità
del “comando di piazza nelle città di Bergamo e Brescia” nell’ambito
dell’operazione “Strade sicure 2” voluta dal governo. I militari
– comandati dal colonnello del “Vicenza” Luca Fontana – hanno
lo status di “agenti di pubblica sicurezza”.

Dopo i
territori
della ex Iugoslavia e dell’Afghanistan, ora le strade di Bergamo e
Brescia.

L’indistinzione
tra guerra esterna e guerra interna (a cui corrisponde quella tra nemico
esterno e nemico interno) è ormai evidente, anche a partire dal ruolo
dei militari della sorniona Trento. Ora questi Alpini pattugliano le
strade di Brescia e Bergamo (dove controllano soprattutto gli
immigrati),
domani potrebbero essere usati in Trentino a difesa delle varie nocività
osteggiate dalla popolazione (TAV, inceneritore, base di Mattarello…).

L’impiego
dell’esercito con funzioni di polizia è un fatto estremamente grave,
accettato da tutte le forze politiche, passato nell’indifferenza dei
più (o addirittura tra qualche applauso).

Anche solo
vent’anni fa la presenza di scarponi e mimetiche nelle strade avrebbe
sollevato vive proteste. Adesso c’è solo il silenzio delle pantofole.

Sentirsi
sicuri
e protetti dall’uso interno dell’esercito (da sempre
sinonimo e immagine delle dittature) è uno di quei paradossali segni
del tempo presente, in cui la “collettività” è sempre più un
Organismo Televisivamente Modificato (OTM).

C’è da ritenere
che il cosiddetto popolo non ami la libertà. E noi (io e te)?


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