Mag 28 2009

Creato Eatr, robot da guerra che può nutrirsi di carne: s’infiamma il dibattito sulla cyberetica

È dotato di un motore che per funzionare utililizza sostanze organiche.

Miami – (Ign) – Sul campo di battaglia i cadaveri dei caduti potrebbero essere il combustibile più
facile da utilizzare per questa nuova arma robotica che, per funzionare, utilizza biomassa. Le
società costruttrici smentiscono: è ‘vegetariano’. Ma la discussione sui limiti da dare a queste
macchine, che gli scienziati prevedono saranno presto in grado di fare scelte autonome, per evitare
conflitti etici è da tempo in corso.
Miami, 21 ago. (Ign) – I robot cui oggi siamo abituati al massimo imitano i cani o sono
aspirapolvere che scorrazzano per casa alla ricerca di briciole. Ma, sempre più spesso, ‘esseri
meccanici’ svolgono compiti complessi, magari in teatri di guerra, come accade in Iraq e
Afghanistan. L’ultimo arrivato tra i robot soldato, un veicolo da trasporto che si muove grazie ad
un motore a biomassa, ovvero che brucia sostanze organiche per funzionare, crea delle perplessità
nel mondo della cibernetica. Infatti, su un campo di battaglia il combustibile più comune per lui
potrebbe essere la carne umana. Continue reading


Mag 16 2009

La base militare di Mattarello

Governo e Provincia di Trento vorrebbero costruire, tra la concessionaria Dorigoni a sud di Trento e l’aeroporto di Mattarello, una base militare in grado di ospitare 1600 soldati di professione. Una base estesa su circa 30 ettari di campagna, un vero e proprio paese nel paese con alloggi, sala convegni, cinema, campi sportivi, officine, armerie, poligono di tiro, ecc., più un’area consistente (superiore al 30%) sottoposta a segreto militare.
Per via del rischio di esondazioni dell’Adige, la cittadella militare verrebbe rialzata con migliaia di metri cubi di porfido, causa di emissioni nocive di radon: possiamo renderci conto dell’impatto ambientale di un simile progetto, calato sulla testa della popolazione.
Ma senza trascurare l’aggressione al territorio (tutte le basi militari inquinano con solventi e metalli pesanti), i costi (si parla di 400 milioni di euro) e i forti disagi creati ai suoi abitanti (convivere con 1600 soldati non è uno scherzo), il punto fondamentale è che una simile installazione serve ad uno scopo ben preciso: la guerra.
Finanziando interamente la costruzione della base militare di Mattarello, la Provincia di Trento è l’unica Provincia italiana ad avere a bilancio una spesa di guerra.
Per ampiezza, costi e caratteristiche (un villaggio militare di tipo americano), la base di Mattarello è uno dei progetti italiani più importanti sostenuti dall’esercito.
Teniamo presente che i soldati di stanza nelle attuali caserme di Trento hanno già partecipato a diverse operazioni di guerra (in particolare nella ex Jugoslavia). Inoltre, le truppe degli Alpini hanno e avranno un ruolo strategico in diversi conflitti che vedono o vedranno presente l’esercito italiano (pensiamo all’Afghanistan). Queste truppe trovano in Trentino un terreno ideale di addestramento.
Benché l’accordo tra governo e Provincia di Trento risalga al 2002, solo nell’autunno del 2007 si è cominciato a saperne qualcosa di più. Come nel caso di altre grandi opere (ad esempio il TAV), si è aggirata ogni discussione persino nell’ambito formale del consiglio comunale e provinciale di Trento.
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Mag 11 2009

Ancora sul rapporto della NATO

Ascolta l’intervista con un compagno di Milano sul rapporto NATO "Urban Operations  In The Year 2020"

http://noblogs.org/flash/mp3player/mp3player.swf

Oppure clicca qui per scaricare il file mp3 (2.8MB)


Mag 6 2009

Due parole sul convegno antimilitarista del 2 maggio a Trento

Il convegno del 2 maggio si poneva due obiettivi. Approfondire l’analisi del militarismo (in particolare il rapporto tra guerra esterna e guerra interna) e rilanciare, a partire da alcune esperienze, la lotta autorganizzata contro la macchina bellica e il suo mondo.


Per quanto riguarda il primo aspetto, ci è sembrato importante partire dall’analisi del rapporto NATO sulle operazioni urbane nel 2020, esempio davvero emblematico di come fronte esterno e fronte interno della guerra capitalista ai poveri sia sempre più esile. I padroni del mondo – tramite le teste d’uovo della NATO – sanno che le metropoli saranno in un futuro prossimo delle vere e proprie polveriere sociali, per via della crescente povertà e della penuria delle risorse energetiche. Nella prospettiva di affidare agli eserciti la gestione dei conflitti sociali (per cui i governi si stanno armando, in termini di conoscenze scientifiche e di equipaggiamenti tecnologico-militari), si capisce meglio perché vogliano assuefarci fin d’ora alla presenza dei soldati nelle città. Sarebbe un errore considerare l’introduzione, in nome dell’ideologia della sicurezza, dell’esercito in alcune città italiane un colpo di testa del ministro La Russa e del “governo fascista di Berlusconi”. Il modello – a cui tutte le potenze NATO si ispirano – sembra piuttosto quello della democrazia israeliana, laboratorio di guerra permanente e vero e proprio avamposto di una tendenza planetaria. Apartheid sociale, territori occupati dall’esercito, muri e confini interni sono perfettamente compatibili con la democrazia parlamentare. Per questo in un convegno antimilitarista hanno portato il loro contributo i compagni di Torino, attivi contro rastrellamenti, CPT e Alpini nei quartieri proletari, e quelli di Napoli, i quali hanno raccontato come la questione dei rifiuti in Campania – e dei conflitti sociali che ha scatenato – sia una sorta di terreno di sperimentazione nell’uso dell’esercito (a difesa dei siti “di interesse strategico nazionale”, cioè i cantieri di megadiscariche e inceneritori, ma di fatto in tutto il territorio).

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