Ott 14 2019

L’esercito turco e gli addestramenti nella scuola di Vicenza

Da Il Salbanello

Riot Control Training in Turchia

Il 9 ottobre è iniziata l’operazione “Sorgente di pace”, scatenata dalla Turchia di Erdogan nel Nord-est della Siria, il cui intento è spezzare la Resistenza curda.

In Siria è in corso una guerra in cui le potenze internazionali si contendono la spartizione di petrolio e materie prime.

La Turchia, a cavallo tra Europa e Medio Oriente, è la seconda forza armata della NATO. Stima affari da record con i paesi occidentali per quanto riguarda la vendita di armi e materiale bellico.

Lo Stato turco è legato a doppio filo con l’Italia, negli ultimi 4 anni sono state autorizzate forniture militari per 890 milioni di euro ed è stato consegnato materiale bellico per 463 milioni di euro.

A Tal proposito, il professore e giornalista Antonio Mazzeo riporta alcuni dei ricchi contratti che l’italiana Leonardo, ex Finmeccanica, intrattiene con le forze armate di Erdogan:

<>.

Questa è solo una parte delle relazioni tra l’Italia e le forze armate turche. Queste ultime infatti vantano una presenza non marginale proprio a Vicenza, all’interno delle agenzie di polizia internazionali dislocate presso la caserma dei carabinieri Chinotto.

In questa struttura, hanno la propria sede la Gendarmeria Europea, il Centro di Eccellenza per la Polizia di Stabilità della NATO e il Centro di Eccellenza per le Unità di Polizia di Stabilità dei Carabinieri.

Con ciascuna di queste agenzie collabora la Jandarma, la Gendarmeria turca che fornisce uomini e mezzi all’Eurogendfor, così come alla NATO SP COE, il cui vicedirettore è il colonnello della Jandarma turca Tamer Sert.

Invece presso il Coespu la gendarmeria turca riceve formazione e addestramento. Negli ultimi due anni, sono stati formati più di 1500 militari turchi all’interno di un corso di formazione denominato “Rafforzare la capacità istituzionale del Comando Generale della Gendarmeria turca in materia di gestione dell’ordine pubblico e controllo della folla”, iniziato nel 2017 e conclusosi a febbraio 2019. Il corso di formazione è stato sviluppato all’interno del progetto di gemellaggio europeo EU-Twinning 2016-18 promosso da “Studiare Sviluppo” , società del Ministero dell’Economia e Finanza, specializzata nel supporto alle politiche pubbliche per lo sviluppo e la cooperazione internazionale che tra le altre cose, si occupa anche di “Tutela della salute, sicurezza interna e dei confini” degli stati beneficiari attraverso la stretta collaborazione attivata proprio con i Carabinieri del Coespu. Questi ultimi si sono occupati dell’addestramento dei militari turchi alternando lezioni nella sede di Vicenza ad altre tenutesi in Turchia.

La mission di agenzie come il Coespu è quella di formare unità di polizia da impiegare nelle missioni di “peace-keeping”, un modo subdolo per definire interventi militari che prevedono lo schieramento di forze armate volte a ristabilire l’ordine negli scenari di cosiddetta crisi.

La guerra, quindi, non è un’entità distante dai nostri luoghi quotidiani. Nel caso di Vicenza, è qui che la guerra viene orchestrata, insegnata e poi esportata dove si consumano i conflitti.

Il caso turco, a sua volta, è emblematico. La Turchia è, da sempre in prima linea, nella repressione dei movimenti di piazza, come successe nel 2013 al Gezi Park, dove il movimento di protesta contro il premier Erdogan venne stroncato nel sangue, piuttosto che contro la minoranza curda che rivendica indipendenza e autonomia. La repressione parte dal nostro cortile di casa e lo Stato turco presta il fianco alla sperimentazione di pratiche repressive che poi impiega a casa propria contro chiunque metta in discussione l’autorità preposta.

Denunciare i responsabili delle guerre e gli avamposti della repressione è un gesto che spetta a noi, ora, qui.


Ott 14 2019

Sardegna – Comunicato sul corteo del 12 Ottobre contro la base militare di Capo Frasca

Tratto da nobordersard:

Capo Frasca 2019, una giornata dal sapore conosciuto.

Quando siamo andati via era buio, sul ponte che porta all’ingresso della base c’erano ancora i celerini schierati e le camionette con i lampeggianti accesi dietro di loro.

A qualcuno è sembrato di vivere un déjà-vu del 23 novembre 2016, quando dopo una bellissima giornata di lotta, alla celere non rimase che presidiare le decine di metri di rete tagliata, mentre i manifestanti allegri e soddisfatti se ne andavano via.

La giornata di ieri, è stata una bella giornata. Continue reading


Ott 8 2019

‘Dobbiamo continuare la ricerca scientifica?’ Di Alexander Grothendieck

Dal numero 15 di Malamente, di cui ringraziamo la redazione per averci fornito il testo

    Ogni scienza, quando la intendiamo non come uno strumento di potere e dominio, ma come un’avventura nella conoscenza perseguita dalla nostra specie attraverso i tempi, altro non è che questa armonia, più o meno vasta e più o meno ricca da un’epoca all’altra, che si svolge nel corso delle generazioni e dei secoli, per il delicato contrappunto di tutti i temi che appaiono di volta in volta, come evocati dal vuoto.
    Alexander Grothendieck, Récoltes et Semailles

Probabilmente il nome di Alexander Grothendieck non dirà nulla a molti dei nostri lettori. In realtà Grothendieck è stato uno dei principali e più influenti matematici del secondo Novecento, considerato l’“Einstein della matematica”. A un certo punto della sua vita, però, ha interrotto la propria carriera accademica e si è fatto nemico implacabile della comunità scientifica, ritenuta il principale sostegno della civiltà tecnologica e industriale che con la sua irresponsabilità stava – e sta tuttora – conducendo al collasso l’umanità e l’intero pianeta.
Continue reading


Ott 8 2019

Con la benedizione di Washington

Da junge Welt
testo in italiano su ReteKurdistan

Il Presidente USA Donald Trump dà il via libera a un ingresso turco in Siria del nord. Acuto pericolo di guerra in Rojava
Di Nick Brauns

Veicoli blindati turchi durante una pattuglia sul confine siriano con la Turchia, vicino alla città di Tel Abyad, Siria nord-orientale (4.10.2019)

Un ingresso dell’esercito turco e delle sue truppe di mercenari jihadisti nella zona di autogoverno nella zona nordorientale della Siria Rojava è imminente. Secondo quanto riferito dall’agenzia stampa Hawar News, lunedì mattina gli USA hanno ritirato le loro truppe dalle città di confine Serekaniye (Ras Al-Ain) e Tel Abjad. In precedenza, il Presidente USA Donald Trump in una telefonata con il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, aveva dato al partner della NATO il via libera per l’ingresso nelle zone a est dell’Eufrate in Siria del nord. “La Turchia presto procederà con la sua operazione in Siria del nord pianificata da tempo”, ha fatto sapere la Casa Bianca in un comunicato stampa. Continue reading


Ott 7 2019

Bielorussia: Azioni degli anarchici contro il disegno di legge militare “contro le proroghe”

Tradotto da: AnarchistsWorldWide

Gli anarchici bielorussi continuano la campagna di strada contro la legge di nuova introduzione sulla proroga per il servizio militare (NDT: Si tratta di una legge proposta dal Ministero della Difesa Bielorusso, che limita il diritto a rinviare il servizio militare al fine di completare gli studi superiori. Prevede che il rinvio sia effettivo fino al conseguimento della laurea di primo livello; se lo studente desidera proseguire gli studi deve prima completare da uno a un anno e mezzo di servizio militare), che condurrà sempre più giovani verso la schiavitù. A Minsk, Grodno e Brest sono stati distribuiti volantini informativi sulla nuova legge e sui metodi per combatterla. A Brest, in uno degli uffici di registrazione/arruolamento per il servizio militare, è stato appeso lo striscione “deputati alle armi, studenti allo studio”.
L’autorganizzazione in piccolo gruppi e le campagne di strada per entrare in contatto con le persone – ecco da dove si può iniziare un’attività di protesta. Se permetti alle autorità di lasciar passare agevolmente questa legge, sarà soltanto peggio. Questo disegno di legge militare per l’esercito bielorusso è qualcosa che può avere ripercussioni su di te o su qualcuno che ami, un figlio, un amico. E le conseguenze del servizio militare non solo possono rovinare una vita futura, ma anche stroncarla, come nel caso dei molti che hanno perso la vita nel mondo militare. La nostra inazione, oggi, è d’aiuto ai banditi al potere.
Unisciti alla lotta!


Ott 7 2019

Francoforte, Germania: Auto della Siemens data alle fiamme in solidarietà con i prigionieri anarchici

Tradotto da: AnarchistsWorldWide

Foto dai media istituzionali riportano la notizia degli attacchi incendiari.

Durante la note fra il 12 e il 13 agosto abbiamo dato fuoco a un’automobile della Siemens a Francoforte-Bockenheim. Siemens trae profitto dalla costruzione di sistemi di sicurezza per le carceri, fornendo tecnologie di sorveglianza alla Turchia, fra gli altri, e potenziando Frontex e i confini esterni europei. Salutiamo Lisa imprigionata in Spagna, I tre della panchina, Loic e gli altri che sono tenuti prigionieri dallo Stato o che si sono dati alla macchia. Siamo con voi nei nostri pensieri e nelle nostre azioni, possano questi barlumi di ribellione penetrare le mura e le sbarre fino a voi! Andiamo Avanti, a dispetto delle circostanze, contro al falsa pacificazione dello spazio pubblico e per i momenti in cui possiamo ancora vivere il nostro amore e la nostra libertà.
Per un mondo senza prigioni, libertà per tutti i prigionieri!


Ott 7 2019

Bergen, Germania. Attaccati poligono e campo di addestramento NATO

tradotto da: AnarchistsWorldWide


Per mostrare che nemmeno la NATO è invulnerabile nelle sue aree di addestramento, il 6 settembre 2019, di venerdì, abbiamo attaccato un poligono di tiro nel campo di addestramento NATO di Bergen-Hohne. Abbiamo devastato l’edificio di controllo rendendolo temporaneamente inutilizzabile. Nella meravigliosa brughiera di Luneburgo, abbiamo impreziosito ogni genere di esercizio militare e materiale di addestramento con scritte e simboli politici.
La NATO ha sostenuto negli gli ultimi 70 anni un’aggressiva guerra imperialista e non può immaginare sé stessa in un entroterra sicuro o in un tranquillo fronte interno. È attualmente coinvolta in diversi conflitti, un esempio è la guerra in Afghanistan. Mentre per le popolazioni civili dei rispettivi paesi questo ha avuto conseguenze devastanti, le aziende del complesso militare-industriale degli Stati NATO ne hanno tratto profitti. Fino a che la guerra continuerà ad essere un affare redditizio e uno strumento per gli interessi economici o geopolitici, non avrà mai fine. Continue reading


Ott 4 2019

Namur, Belgio: sull’esercizio militare “Celtic Uprise”, dal 18 al 25 settembre 2019.

riceviamo e pubblichiamo:

Da decenni la Francia è uno dei principali fornitori di ordigni di morte ai quattro angoli del mondo. Con un fiorente complesso militare-industriale, conduce regolarmente guerre, sostiene truppe irregolari (come quelle del generale Haftar in Libia) e si addestra anche sul proprio suolo….. o su quello dei suoi vicini. Nell’ambito del programma CaMo (capacità motorizzata) firmato nel giugno 2019 con uno dei partner privilegiati della NATO, il Belgio, ha fornito a quest’ultima 450 veicoli corazzati (382 trasportatori di truppe Griffon e 60 veicoli di ricognizione Jaguar), che gli saranno consegnati a partire dal 2025. L’altro aspetto di questo accordo è il rafforzamento del “partenariato strategico” tra le forze terrestri francesi e belghe, che si concretizza in particolare in addestramenti congiunti. Cosa potrebbe essere più banale fino ad ora, se non che l’esercito ha deciso di addestrarsi non solo in caserme o centri dedicati* che ricostituiscono città in miniatura….. ma direttamente tra la popolazione civile eseguendo esercizi su scala reale. E’ cosi che, più di 1.000 militari belgi e francesi occuperanno la provincia di Namur (dieci comuni situati nel triangolo Walcourt-Hastière-Couvin) e Hainaut (triangolo Beaumont-Chimay-Froidchapelle) dal 18 al 25 settembre prossimo. “L’obiettivo è quello di avviare la cooperazione militare franco-belga integrando unità di entrambi i paesi in un ambiente civile. Ci permetterà inoltre di scambiare competenze e migliorare la nostra interoperabilità in molti settori, come le comunicazioni radio e Continue reading


Ott 4 2019

Tre comunicati in solidarietà agli indagati dell’ “Operazione Lince”

Zustissa mala

Ki sa zustissa est mala è una sorta di avvisaglia, un eco che abbiamo sempre sentito dai nostri avi fino ai giorni nostri. La storia della nostra terra è piena di episodi che certificano la valenza di questo modo di dire e di pensare; rappresaglie, pestaggi e arresti hanno sempre dimostrato la prepotenza dello Stato, il suo tallone di ferro sulle popolazioni e le sue modalità di attacco e di difesa, usando la divisa e i suoi burocrati come dei veri e propri devastatori sociali. I nostri paesi sono pieni di episodi dove sa zustissa mala ha cercato di instaurare il suo dominio, spesso riuscendoci, ma altrettanto spesso rimanendo nella difensiva, accusando i colpi e arretrando di malavoglia, ed è in questi casi che nasce la logica vendicativa dello Stato, costruendo i suoi percorsi, accentuandone la sua malvagità. Negli ultimi mesi i suoi artigli si sono stretti su delle lotte più rappresentative degli ultimi tempi, quella dei pastori e di chi ha partecipato solidalmente con loro, e quelle cosi dette antimilitariste, che erano riuscite, in parte, Continue reading


Ott 4 2019

Cagliari – iniziativa contro il comando militare in solidarietà agli antimilitaristi indagati

Sabato 21 Settembre a Cagliari un folto gruppo di antimilitaristi si è radunato in un presidio sotto il comando militare di via Principe Amedeo, dando vita successivamente ad un corteino per le vie del centro. Il presidio era stato chiamato perché appena due giorni prima si è scoperto che la Procura di Cagliari ha chiuso le indagini nei confronti di 45 persone per fatti riguardanti il ciclo di lotte antimilitariste degli anni 2014-2017. Nell’indagine compaiono quaranta persone indagate per fatti specifici riguardanti cortei e campeggi mentre su cinque persone grava anche l’accusa di 270bis.
Il corteo, aperto dallo striscione “contro le basi azione diretta”, ha percorso qualche via del centro ribadendo piena solidarietà agli indagati e in difesa delle pratiche che con questa indagine vengono colpite.