Set 11 2014

LA GUERRA FRA POVERI, DIETRO L’ANGOLO

Ci raccontano che certi orrori del passato sono per fortuna scomparsi. Ma non è così. E per accorgersene non è necessario guardare a ciò che sta accadendo in Iraq, in Siria, in Ucraina o in Palestina. A volte basta girare l’angolo.

A Marco (Rovereto), quest’estate, l’aggressione a una giovane donna è stata l’occasione per una colpevolizzazione collettiva di tutti i profughi presenti e futuri “ospitati” all’ex Polveriera.

Giornali, polizia, politici di destra e di sinistra, Circoscrizione di Marco hanno creato un clima sociale che è arrivato a pochi passi dal linciaggio. Poco è mancato che certi discorsi da piazza o da bar si trasformassero in spedizione punitiva.

Questo numero del foglio di critica sociale “Adesso” è dedicato a questa vicenda.

ADESSO n.29


Set 11 2014

Oltre le frontiere. La resistenza delle comunità federaliste e libertarie fra Siria e Iraq

Ascolta l’intervista: Radio Black Out:

http://radioblackout.org/2014/09/oltre-le-frontiere-la-resistenza-delle-comunita-federaliste-e-libertarie-tra-siria-e-iraq/

 Le notizie dal Vicino e Medio Oriente si susseguono a un ritmo incalzante. Il Kurdistan si trova, ancora una volta, nell’occhio del ciclone, dilaniato dall’esplodere delle tensioni tra le potenze regionali che si spartiscono il suo territorio.

Non è semplice, in un simile scenario, fornire un quadro della situazione che non sia immediatamente superato dall’incedere degli eventi. I quintali di notizie, parole, immagini, vomitati dai mass media, invece di chiarire la complessità dello scenario mediorientale, contribuiscono a spargere una confusione che è tutt’altro che casuale.

Perciò ci sembra prioritario – nei limiti di quanto è possibile fare in un breve articolo – provare a fornire qualche strumento interpretativo utile a comprendere le dinamiche in corso con uno sguardo di più lungo periodo rispetto alla cronaca emergenziale del giorno dopo giorno.

Da un lato, è necessario ricordare come quel che accade in Kurdistan (e più in generale in Medio Oriente) sia sempre, anche, il precipitato dell’inter-azione di forze esterne, a cominciare dagli Stati che ne occupano il territorio, ossia la Turchia, la Siria, l’Iraq e l’Iran (a loro volta, peraltro, veicoli di uno scontro di interessi su scala mondiale).

Dall’altro, è bene sottolineare come ciò non precluda l’esistenza di specifiche dinamiche locali, le quali, anzi, dimostrano sempre più spesso come proprio questi momenti di crisi e disfacimento possano rappresentare le crepe da cui emergono nuovi percorsi di autonomia, rivolta e protagonismo popolare.

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Set 3 2014

Né con l’Ucraina né con la Russia

 

Riceviamo e diffondiamo la versione italiana di un testo pubblicato su Tridni Valka. Segue un estratto dall’introduzione dei compagni che ne hanno curato la traduzione:

Diserzioni di massa, proteste contro l’invio delle truppe al fronte, manifestazioni contro la guerra e contro il peggiorare delle condizioni di vita, scioperi di minatori difesi anche con le armi. Gli episodi raccontati nel testo che segue appartengono a un conflitto che non è certo nato qualche mese fa in Ucraina, ma accompagna praticamente da sempre la storia dell’umanità,
intrecciandosi, o meglio, tentando di resistere e opporsi alle guerre che di volta in volta contrappongono gli Stati ma anche potenze dai tratti meno formali. La lotta di classe. Di questo conflitto, di questa resistenza proletaria alla guerra non vi è alcuna traccia nella mole di informazioni sulla vicenda ucraina che da mesi ci sommerge. E non è certo un caso. Per questo,
nonostante non ne condividiamo completamente l’analisi di fondo, abbiamo deciso di tradurre e presentarvi questo testo, pubblicato sul blog di un gruppo di compagni cechi chiamato “Tridni Valka”, Guerra di Classe.

né con l’Ucraina né con la Russia