Dic 31 2009

out now

E`uscito il numero 9  di Rompere le Righe

il foglio antimilitarista contro la base di Mattarello e contro la guerra

scarica il pdf: romperelerighe 9


Dic 15 2009

Vicenza città cantiere delle forze armate USA

di Antonio Mazzeo
Spuntano come i funghi nel vicentino i centri e le infrastrutture logistiche dell’esercito USA. Mentre nell’ex aeroporto Dal Molin procedono i lavori ad altissimo impatto ambientale per realizzare la grande base operativa della 173^ Brigata aviotrasportata, il reparto d’élite impiegato negli scacchieri di guerra mediorientali, ingegneri e tecnici del genio militare statunitense lavorano a decine di cantieri della provincia. Qualche giorno fa sono state consegnate due nuove facilities costate più di 60 milioni di dollari, un complesso ospedaliero avanzato all’interno della base di Camp Ederle e un centro di assistenza all’infanzia nel cosiddetto “Villaggio della Pace”, il residence-bunker che ospita una parte dei militari USA di Vicenza. Continue reading


Dic 7 2009

A fuoco un escavatore nel cantiere per la base militare di Mattarello

Apprendiamo dai quotidiani locali una buona notizia. Nella notte tra il 3 e il 4 dicembre, nel cantiere preliminare per la base militare di Mattarello, un escavatore è stato distrutto da un incendio.


Dic 7 2009

Come ce lo devono dire?

 Il premio Nobel
per la pace Barak Obama ha deciso di inviare in Afghanistan, entro il
2010, altri trentamila marines. Dai diecimila del 2001, i soldati americani
stanno raggiungendo quota centomila. Imporre la propria egemonia politico-militare
costa: 30 miliardi di euro solo per il 2010 e solo per l’Afghanistan.
Senza contare i non pochi soldati che tornano a casa nelle bare, i casi
sempre più diffusi di diserzione, il dissenso interno.

Cosa ne pensi
la popolazione afghana del premio Nobel per la Pace (che tanti cuori
ha conquistato a sinistra, No Dal Molin compresi…) ce lo dicono le
mille forme della sua resistenza, che sta trasformando la missione a
stelle e strisce in un secondo Vietnam.

Il governo
italiano, militarista e reggicoda come pochi altri, ha dichiarato subito
che “farà la sua parte”: altri mille soldati. Soldati che partono
e partiranno dalle caserme e dalle basi militari – comprese quelle
di Trento – a portare la “pace” con blindati, cacciabombardieri
e velivoli senza pilota.

Orami il ministero
della Guerra e quello degli Esteri ci elencano orgogliosi gli strumenti
di morte che sono in dotazione ai “nostri ragazzi”. “Ragazzi”
che di ritorno in patria saranno pronti, Alpini in testa, per pattugliare
le città, i siti di inceneritori e discariche nonché i futuri cantieri
delle centrali nucleari. E per sorvegliare, in modo sempre meno discreto,
i movimenti e le proteste della gente.

Poi si continua
a chiedersi come mai tagliano i fondi all’istruzione e alla sanità
o come mai reprimano così pesantemente ogni forma di dissenso.

Siamo in
guerra
: come ce lo devono dire?   


Dic 3 2009

Tutti in mimetica?

Volantino distribuito il 3 dicembre a Trento, durante una manifestazione studentesca

La ricetta del ministro Gelmini e quella dell’assessore provinciale Dalmaso sono simili. La logica che le muove è la stessa: tagliare i fondi all’istruzione.

Il ministro e l’assessore ritengono che, fatta salva la specializzazione per pochi tecnocrati, l’istruzione media sia un ferro vecchio, un’inutile zavorra per questa società in cui governano le merci e la televisione.

Gli si può forse dar torto? Continue reading