Mag 23 2018

Brevi note sul corteo del 5 maggio a Milano contro l’ENI e prossimo appuntamento

Si ricorderà che, nelle prime assemblee per confrontarsi sulla solidarietà in vista dei futuri processi per la manifestazione al Brennero del 7 maggio 2016, si era proposto di declinare l’iniziativa contro le frontiere affrontando la questione degli accordi Italia-Libia e il ruolo dell’Eni. Dopo la giornata comune del 12 dicembre scorso, in cui in varie città ci sono state delle iniziative che collegavano la memoria della strage di piazza Fontana con le attuali stragi che lo Stato italiano compie in Libia e nel Mediterraneo, si era cominciato a ragionare su due giornate di mobilitazione a Milano, città dell’Eni. Continue reading


Mag 22 2018

Trento: Un “giro” lastricato di morte

Volantino distribuito a Trento durante il Giro d’Italia il 22 maggio. Scritte e varie decorazioni nel giro sono state danneggiate ed asportate lungo il percorso. Ringraziamo i compagni di Imola per il volantino a cui noi abbiamo modificato il testo per la città di Trento.

Oggi in Trentino passa il Giro d’Italia. Il percorso  è lastricato di cadaveri di migliaia di palestinesi che hanno lottato per la libertà, ammazzati, rinchiusi ed esiliati in 70 anni dioccupazione militare da parte dello stato d’Israele.Lo stato di Israele, grazie alle scelte di RCS Mediagroup S.P.A. sta cercando di dare unabella pulita alla sua immagine. Ovviamente la lavanderia dell’apartheid è costosa: Israeleha finanziato per 4 milioni di euro il Giro d’Italia che è partito dai territori che
ingiustamente occupa opprimendo la vita di migliaia di palestinesi.Questo Giro non solo coincide con il 70° anniversario della nascita dello Stato di Israelema è anche il 101° Giro, che ricorda tanto “l’Unità 101”, uno squadrone della morte
creato nel 1953 con al comando Ariel Sharon (complice del massacro di Sabra e Shatila, dove vennero ammazzate almeno 3000 persone). L’Unità 101 deve la sua fama in Israelesoprattutto per la strage nel villaggio di Qibiya nell’Ottobre 1953.

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Mag 22 2018

Trento: A proposito di Alpini e molestie

Se le testimonianze e le denunce pubbliche da parte di molte donne sulle molestie subite durante l’adunata degli Alpini a Trento sono state coraggiose, visto il perdurante mito dell’Alpino «portatore di pace e fratellanza», il caso mediatico scoppiato a livello nazionale (e, poi, locale) è stata la classica e ipocrita scoperta dell’acqua calda. Quanto alle imbarazzate e false prese di distanza da parte delle istituzioni e dell’Associazione Nazionale Alpini, il loro scopo era parare il colpo presentando gli autori di atteggiamenti viscidi, insulti e palpeggiamenti come «mele marce» incompatibili con i valori di «rispetto, concordia e solidarietà» che caratterizzerebbero il corpo militare delle Penne Nere. L’Ana non è riuscita a nascondere il proprio maschilismo nemmeno nel comunicato ufficiale contro le molestie, là dove definisce le donne «preziose collaboratrici degli Alpini, dei loro impegni e dei loro successi».

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Mag 18 2018

Bolzano: Presidio solidale con Gaza e la resistenza palestinese

SABATO 19 MAGGIO

ORE 15 – PIAZZA DEL GRANO 

BOLZANO

PRESIDIO SOLIDALE CON GAZA E LA RESISTENZA PALESTINESE

CONTRO I MASSACRI COMPIUTI DALL’ESERCITO ISRAELIANO

FERMIAMO LE STRAGI IN PALESTINA

“Quando smetterò di essere un terrorista? Quando mi picchierai ed io porgerò l’altra guancia?”
Dam, gruppo rap palestinese

Ormai siamo arrivati a questo. Gruppi di soldati israeliani che sparano a sangue freddo sui dimostranti in diretta televisiva, uccidendone diverse decine e ferendone molte migliaia. L’indifferenza del pubblico democratico ormai inebetito dalla propaganda, che anzi applaude a una “brillante operazione di difesa dei confini della patria”. La strage di Gaza del 14 maggio non è che l’ultima di una lunga serie che vede i palestinesi massacrati in quanto colpevoli di lottare per una vita migliore, cercando di abbattere le mura che circondano la Striscia, la più grande prigione a cielo aperto del mondo.
La decisione del presidente americano Trump di spostare l’ambasciata Usa a Gerusalemme conferma una volta per tutte l’inesistenza di qualsiasi processo di pace e l’assenza di qualsiasi considerazione per i palestinesi e per una giusta soluzione. Una scelta scritta con il sangue di migliaia di uomini e donne.

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Mag 18 2018

Verona: Italia agli italiani

Articolo tratto dal foglio aperiodico veronese “La Morascada”

Quella che oggi viene chiamata Libia è un territorio in cui gli stati italiano, francese e inglese si contendono il controllo  di tre macroregioni, rispettivamente la Tripolitania, il Fezzan e la Cirenaica. La stabilità economica della Tripolitania è l’obiettivo dichiarato di un manipolo di aziende, ENI in primis, che considera quelle terre delle vere e proprie miniere d’oro. Nel 2016 Paolo Scaroni, dirigente d’azienda già amministratore delegato Enel ed Eni tra il 2002 e 2014, dichiara apertamente che la Libia va considerata come «prima emergenza nazionale» per l’Italia «perché è casa nostra». Oggi la popolazione libica guarda alle elezioni italiane con preoccupazione, a seguito di alcune dichiarazioni di candidati premier.

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Mag 18 2018

Trento: La rivolta non è un’arma da museo

Tratto da Saperi Banditi

8-9 Maggio: iniziativa “2 giorni contro la guerra” nella Facoltà di Sociologia, durante la quale ha avuto luogo un’occupazione conclusasi la mattina seguente. Sono state lasciate delle scritte che esprimevano la nostra contrarietà all’adunata degli alpini che sarebbe avvenuta pochi giorni dopo: questo fatto ha avuto una grande eco mediatica, con tanto di video virali che hanno denunciato il “degrado” – pulito una volta finito -, insulti sulla pagina facebook e articoli confusionari incapaci di distinguere tra “centro sociale” e “gruppo di studenti e studentesse universitari”. Ci hanno dato dei fascisti, dei mentecatti, dei reietti, etc, etc …

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Mag 17 2018

Francia: Un suggerimento

Tratto da finimondo.org

Un suggerimento

Le chiacchiere rendono ciechi. Fanno saltare gli ultimi ponti che ancora rimangono tra il pensiero e l’azione. A forza di essere sommersi da fiumi di parole, a forza di girare in tondo, tutto sommato per non dire nulla, a forza di partecipare con entusiasmo al crescendo di parole vuote, anche le cose più semplici finiscono col diventare grandi enigmi come l’origine del mondo o il senso della vita.

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Mag 16 2018

“ESSERE DONNA E MULATTA IN TEMPI DI ADUNATA”: riflessioni dal margine

Tratto saperi banditi

Condividiamo la seguente riflessione di una compagna. L’adunata è stato anche questo.

Maggio 2018. Trento, sicura, silenziosa, regina di decoro urbano si prepara ad accogliere 600000 militari e simpatizzanti smaniosi di sfilare per giorni a passo di marcia.
Da settimane la città è in fermento, i camion di bitume rompono i silenzi notturni, squadre di pompieri vengono arruolate per onorare la patria e adornare la le facciate di bandiere tricolore, anche la bella e ormai succube sede di sociologia si veste a festa e da il ben venuto agli alpini. Allora via le bici, disinfetta i parchi da migranti e accattoni, scattano ordinanze su ordinanze speciali. 10 maggio è tutto pronto.

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Mag 16 2018

Spese militari e “dannate della guerra”

Riceviamo e diffondiamo:

Per quanto riguarda, invece, il mio intervento sull’impatto delle guerre neoliberiste sulle vite delle donne, potete ascoltarlo in podcast:

http://www.nicolettapoidimani.it/?p=1210

A fronte di questo ‘bel’ quadretto, mi chiedo come si possa ancora pensare di chiedere allo Stato con l’elmetto di garantire alle donne la – testuale – “giustizia riproduttiva”.

Ci siamo forse dimenticate che l’obiezione di coscienza sull’interruzione volontaria di gravidanza è garantita dall’art. 9 della legge 194/78?

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A quarant’anni dalla promulgazione di questa legge, c’è ben poco da commemorare. Assai diverso sarebbe superare, su tale questione, le leggi fasciste sulla “integrità e sanità della stirpe” (e dell’onore patriarcale…) rilanciando la depenalizzazione dell’interruzione di gravidanza (anche dal punto di vista delle sanzioni amministrative!), come volevano le femministe radicali già negli anni ’70.

Che alle donne ci pensino le donne stesse, autodeterminandosi; non lo Stato!

Sulla proposta di inserire l’educazione sessuale nelle scuole, sempre più legate a doppio filo con l’apparato militare, non sto nemmeno a fare commenti.

D’altra parte, non dobbiamo sorprenderci che certo femminismo ammaestrato, suprematista e collaborazionista non spenda mezza parola sulla crescente militarizzazione né si schieri fattivamente al fianco delle dannate della guerra…


Mag 16 2018

Trentino: La grande adunata degli Alpini e la piccola adunata dei (gesti) refrattari

La grande adunata degli Alpini e la piccola adunata dei (gesti) refrattari

Un po’ di storia in tempi di amnesia interessata

In guerra la prima vittima è la verità.

Eschilo

La Prima guerra mondiale è costata al proletariato italiano 680 mila morti, mezzo milione di invalidi e mutilati, un milione di feriti. A conferma del fatto che, tolti i cenacoli nazionalisti e le ridotte schiere dell’interventismo cosiddetto democratico o “rivoluzionario”, la gran massa dei coscritti visse la guerra come tragica fatalità o come immane macello a cui sottrarsi, parlano gli atti dei tribunali militari: 870 mila denunce, delle quali 470 mila per renitenza; 350 mila processi celebrati; circa 170 mila pene detentive, tra le quali 15 mila all’ergastolo; 4028 condanne a morte (in gran parte in contumacia), delle quali 750 eseguite. Un numero, quest’ultimo, assai superiore a quello delle condanne capitali eseguite in Francia (600), Gran Bretagna (330) e Germania (meno di 50), nonostante la più lunga partecipazione al conflitto e il maggior numero di soldati impegnati dai rispettivi eserciti. I numerosi atti di ribellione e di ammutinamento – dallo “sciopero” per le mancate licenze agli spari in aria, al fuoco indirizzato contro gli ufficiali particolarmente odiati – hanno incontrato una repressione spietata, fatta di decimazioni, di fucilazioni sommarie, di spari alle spalle da parte dei carabinieri, il cui ruolo era quello di spingere anche con le baionette i soldati fuori dalle trincee durante gli assalti suicidi ordinati dai comandanti per conquistare qualche metro di territorio nemico. Tra i generali, «che la guerra l’avete voluta,/ scannatori di carne venduta/ e rovina della gioventù» (Gorizia tu sei maledetta), oltre a Cadorna, «nato d’un cane» (E anche ar me marito), si distinsero nelle fucilazioni sommarie Andrea Graziani, Gugliemo Pecori Giraldi e Carlo Petitti di Roreto, a cui ancora oggi sono intitolati monumenti, vie, piazze, targhe commemorative e rifugi montani (come il rifugio Graziani ai piedi del Monte Altissimo in Trentino).

Al tempo della guerra contadini e contrabbandieri

si mettevano delle foglie di Xanti-Yaca sotto le ascelle per cadere ammalati.

Le febbri artificiali, la malaria presunta

di cui tremavano e battevano i denti,

erano il loro giudizio

sui governi e sulla storia

(Vittorio Bodini)

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