Apr 18 2016

Mappa sulla distribuzione della presenza militare in Italia

distribuzione militare in Italia

Pubblichiamo la mappa incompleta della presenza militare in Italia.

Fino a che non riusciremo a mettere la mappa interattiva sul nostro blog vi inviamo a cliccare sull’immagine qui sopra per visualizzarla al meglio.

Come sono distribuiti i militari all’interno dello stivale? Quali porti, strade e aeroporti usano più frequentemente?

Ecco l’inizio di un lungo e complicato lavoro di mappatura della presenza militare in Italia, sono gradite critiche, segnalazioni di errori e specialmente tutte le mancanze, dalle più grandi alle più piccole. Per aiutarci potete scrivere un commento su questo articolo o se preferite una mail a disertarelaguerra@canaglie.org

 


Gen 9 2018

Resoconto dell’assemblea di Monza e prossimo appuntamento su Libia, frontiere, ENI…

Domenica 17 dicembre si è tenuto a Monza il terzo appuntamento dell’assemblea nata per impostare la solidarietà alle compagne e ai compagni indagati per la manifestazione al Brennero. Prima di tutto si è fatto un breve resoconto delle iniziative svolte il 12 dicembre per collegare la memoria della strage di piazza Fontana alle stragi compiute oggi dallo Stato italiano contro chi cerca di fuggire dalla Libia. Anche se si è trattato per lo più di piccole iniziative, il dato positivo è che si siano svolte contemporaneamente in una decina di città, quanto meno per rompere l’assordante silenzio su ciò che il governo italiano e l’ENI stanno facendo in Africa (tra l’altro l’assemblea si è svolta proprio in una stazione di servizio dell’ENI dismessa e occupata pochi giorni prima). All’intervento in Libia si aggiunge ora quello in Niger, ancora una volta con il pretesto della “lotta ai trafficanti di uomini”. Un intervento militare – deciso in fretta e furia prima che finisse la legislatura, a riprova degli interessi in ballo – dal nome assai emblematico: “operazione saracinesca”. Riaffermato il ruolo del capitalismo italiano in Libia, ora si punta ai paesi confinanti a sud, facendo dell’ex colonia una prigione a cielo aperto.

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Gen 6 2018

Montichiari: Danni e scritte a monumento dei carabinieri

Apprendiamo dai giornali locali, che il monumento all’Arma dei carabinieri del parco “Caduti di Nassiriya” sarebbe stato soggetto di tre atti vandalici nell’ultimo mese.
Tra il 16 e il 17 dicembre alla base del monumento è stata vergata la scritta “Carabinieri alla linea” rivendicata dagli anarchici.
Tra il 30 e il 31 è stata frantumata la targa in marmo in ricordo dei carabinieri.
Tra il 3 e il 4 gennaio sul monumento è stata lasciata la scritta: “Parco Carlo Giuliani. Sbirri Assassini”
A quanto pare il sistema di telecamere di sorveglianza presenti nel parco non è funzionante e sarà difficile che i responsabili vengano trovati.


Gen 6 2018

Guerra in Libia? Parliamo di logistica

Guerra in Libia? Parliamo di logistica
 
Non siamo soliti pubblicare comunicati di sigle sindacali (neanche di base). Questa volta facciamo un’eccezione.
Primo perché il picchetto di cui si parla è stata un’esperienza piuttosto significativa, almeno per il Trentino. A colpirci non è stata sola la determinazione dei facchini nel tenere il picchetto, ma il grado di coscienza e di solidarietà che emergeva dalle discussioni.
Secondo, per i contenuti e per lo “stile”. Non capita spesso che un sindacato di base (o un qualsiasi altro gruppo “militante”) parli di un episodio di lotta in cui è stato coinvolto senza mai nominare se stesso, dando importanza alle scelte dei lavoratori e basta. E ancor meno spesso capita di leggere che, “a prescindere dai risultati sindacali”, “è stato giusto colpire” (tra l’altro colpire non è in questo caso un verbo retorico, perché il picchetto ha provocato effettivamente centinaia di migliaia di euro di danni alla controparte). È uno “stile” che ci piace, risultato di anni di lotta. Quanto ai contenuti, ci sembra molto importante il collegamento fra la politica che il capitalismo conduce in Libia e gli schiavi che vuole sfruttare qui, nella logistica e non solo. Quelli rinchiusi e torturati e quelli messi al lavoro sono spesso gli stessi proletari.
Se nelle lotte a venire diventasse esplicito ciò che oggi è implicito (che opporsi allo sfruttamento e opporsi alla guerra sono la stessa cosa), allora per i padroni, per le loro frontiere, i loro lager e le loro merci comincerebbero i danni seri

Qui sotto il comunicato:

Bartolini di Rovereto


Gen 3 2018

La scuola siciliana va alla guerra

Riceviamo e pubblichiamo questo testo che spiega come negli ultimi anni i militari in Sicilia hanno trovato spazio e pubblicità all’interno delle scuole e dell’università. Le riflessioni sulla pace e cittadinanza e di un sistema educativo di pace, non ci appartengo come redattori del blog, ma troviamo molto interessante, e aggiornato, il modo in cui i militari stanno costruendo in vari modi un loro supporto che va al di là dello Stato, supporto che cerca consenso anche tra i civili, cercando di cavalcare la situazione dell'”emergenza” sicurezza e del terrorismo, riportando in voga tra i giovani il concetto di Patria e tutto quello che ruota attorno a questa ideologia.

Nel sistema educativo sembra non esserci più cittadinanza per la pace. Quella vera, disarmata e giusta. Nessuna intenzione di riflettere sul ruolo della Sicilia negli scenari di guerra planetari, sull’iperdronizzazione di Sigonella o sul MUOStro di Niscemi. Da Messina a Trapani, Catania o Comiso, “militari Usa brava gente”. E l’inno dei sommergibilisti prende piede. Sembrava avessimo chiuso con la retorica colonial-fascista-razzista e subito ci si imbarca nel sommergibile, pattugliatore o nave o velivolo da guerra con istruttori del 60° Stormo. Non mancano esercitazioni e addestramenti. Si osservano i droni militari. Torna prepotente il mito del supereroe combattente. Musica e propaganda bellica, scuola e forze armate: binomi utili e perfetti da replicare ovunque con la compiacenza di generali e ammiragli, presidi e docenti. Si aspettano tempi migliori per l’educazione alla pace.

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Gen 1 2018

Francia e Germania in Africa si dispongono gradatamente alla guerra

Riceviamo e diffondiamo:

(Junge Welt 29 dicembre 2017)

Vie commerciali

All’intervento ‘EU Navfor Somalia/Operation Atalanta’, contro i pirati davanti alle coste della Somalia, la Bundeswehr (forze armate tedesche) prende parte sin dal 2008, spesso con navi da guerra, ma di tanto in tanto anche soltanto con i ‘P-3C Orion’ – ricognitori marini.

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Dic 27 2017

Val di Susa: Contro la militarizzazione della frontiera

Nelle ultime settimane le condizioni climatiche in alta Val di Susa sono diventate molto rigide, ciononostante tutti i giorni continuano ad arrivare decine di persone disposte a perdere la vita per tentare di oltrepassare la frontiera.

La maggior parte di loro prova a passare per vie senza dubbio meno pericolose, come il treno o il bus, ma vengono fermati dalla gendarmerie, caricati sulle camionette e riportati alla stazione di Bardonecchia che spesso non è la stazione da cui sono partiti.

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Dic 27 2017

Cagliati: Mezzo della Vitrociset bruciato

Tratto da nobordersard

Un lampo di luce durante le solite infauste feste natalizie, pubblichiamo una notizia giuntaci da mail anonima:

CAGLIARI COLPITO MEZZO VITROCISET FUOCO AI COMPLICI DELLA GUERRA.


Dic 22 2017

Svizzera: E’ qui la festa… rivelazioni ossimoriche in avvento di catastrofe

Tratto da frecciaspezzata.noblogs.org

Un contributo pre-corteo del 23 dicembre 2017 a Lugano

La vera catastrofe è che tutto continui come prima. Così Walter Benjamin si esprimeva nei primi anni Quaranta del secolo scorso, mentre si accingeva ad affrontare le estreme conseguenze della barbarie nazifascista. Mentre tentava disperatamente di scappare (alla stregua di molta umanità di questo presente), cercando invano un varco nella ramina franco-spagnola, il filosofo ebreo-tedesco aveva capito che il suo e il nostro disastro non risiedeva tanto nel rumore degli stivali e dei mitra della gestapo, ma nel silenzio complice delle pantofole. In tutti coloro che si affidano alle comodità domestiche del progresso, pur di raccontarsi che in fondo va bene così, che tutto possa essere mantenuto fuori dall’uscio di casa, continuando a vivere come sempre.

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Dic 22 2017

Sassari: Dossier “dall’università ai contesti civili: la militarizzazione del sociale”

DOSSIER
DALL’UNIVERSITA’ AI CONTESTI CIVILI:
 LA MILITARIZZAZIONE DEL SOCIALE
 
La paura determinerà la politica europea e internazionale dei prossimi anni
Marco Minniti, Ministro dell’Interno.

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Dic 22 2017

Svizzera: Lugano – Corteo contro la guerra e il razzismo

Tratto da roundrobin.info

Sabato 23 dicembre: corteo a Lugano (Svizzera).

concentramento alle 14.00 in Piazza Molino Nuovo.

I SEGNI DI UNA PACE TERRIFICANTE

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