Ago 7 2018

Testo su Roveré della Luna in tedesco

Über den Brand der Militärfahrzeuge in Roveré della Luna

In der Nacht vom 26. bis 27. Mai wurden in Roveré della Luna, an der Grenze zwischen dem Trentino und Südtirol, auf dem Kasernen-, Übungs- und Schiessübungsareal des 2. Regimentes der Pionier- und Störertruppe einige Militärfahrzeuge angezündet. Mit schwerem Schaden: es brauchte 30 Mann um die Flammen zu löschen. Das wäre die Nachricht: die für sich spricht. Und doch möchten wir uns über das äussern, was die Medien, Lokalpolitiker und das Polizeipräsidium von Trient von sich gegeben haben. Bekennungen? Seit einiger Zeit nennt die Lokalpresse “Bekennungen” was auf Bewegungsseiten und -blättern von dem erscheint, was in Italien und anderswo geschieht. Uns scheint, dass diese Geistesblitze dem Staat dazu dienen, ein bestimmtes Klima gegenüber gewissen Aktionen zu schüren. Wer Aktionen kommentiert oder über Tatsachen berichtet, kann auf die Liste derjenigen geraten, gegen die ermittelt wird. Acht verbrannte Militärfahrzeuge sind einen Tatsache.

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Ago 7 2018

Pubblicato l’opuscolo sulla RWM “Nessuno Scrupolo”

Tratto da nobordersard

L’antimilitarismo non è solo uno dei modi più sinceri e diretti per esprimere solidarietà con chi viene massacrato in Paesi lontani. Lottare contro il comparto bellico-industriale è lottare contro i nostri stessi nemici, contro chi ci sfrutta, chi ci controlla e tenta di decidere delle nostre vite, chi distrugge il territorio in cui viviamo, chi cerca di creare un mondo a misura dei ricchi e dei potenti. Non stiamo parlando solo di remote organizzazioni internazionali, ma di aziende, basi militari, università, reti, muri, mezzi, persone con cui spesso condividiamo lo stesso territorio.

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Ago 7 2018

Unterlüß, Germania: “Disarmiamo Rheinmetall – La guerra inizia qui”

Tratto da roundrobin.info

Chiamata: „Disarmiamo Rheinmetall : La guerra inizia qui“

Le armi tedesche sono coinvolte nelle uccisioni in tutto il mondo. La Germania è il quarto esportatore di armi al mondo ed il secondo nell’UE. Negli ultimi 10 anni, Rheinmetall è stato in grado di diventare – senza molte proteste – uno dei maggiori fornitori di munizioni al mondo.

Tramite filiali all’estero, la Rheinmetall riesce persino a eludere le poche normative e regole di esportazione di armi esistenti ed a vendere i suoi prodotti nelle regioni di guerra e di crisi.

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Lug 26 2018

Berlino: Incendiata auto appartenente al fornitore di polizia e militari Dräger

16.07.18: La scorsa notte un’auto appartenente alla compagnia Dräger è stata incendiata in via Hänsel street a Baumschulenweg.Tra le altre cose, questa azienda che è quotata in borsa produce maschere antigas per la polizia e per usi militari.

Nel 2010, i locali di Dräger a Berlino e Cologna erano stati attaccati con la vernice:

“Abbiamo colpito Dräger perché è uno dei più grandi sostenitori della tortura internazionale e dell’omicidio, e oltre a sponsorizzare il congresso di polizia, Dräger è una compagnia di punta nell’ambito della sicurezza internazionale e delle tecnologie mediche”.

Dal report annuale di Dräger:

“La richiesta per i nostri prodotti è cresciuta nel 2017, soprattutto in Polonia, Gran Bretagna, Austria e Germania, così come in Romania, Russia e Turchia…. La crescente domanda per prodotti di sicurezza in particolare ha contribuito anche allo sviluppo positivo della crescita degli ordini per tecnologie mediche”.

Libertà Per Tutti i Prigionieri del G20!

fonte: 325.nostate.net


Lug 13 2018

Germania: Vernice a monumento al soldato

Tratto da contrainfo

3 maggio 2018

In occasione dell’anniversario della disfatta definitiva della Wehrmacht tedesca abbiamo colorato il monumento al soldato di Marbach. Il monumento glorifica la morte per la patria ed è un avanzo della dittatura nazi. Noi diciamo via con questa merda e ci rallegra di aver dato un piccolo contributo alla denazificazione del volto della città.

Storicx criticx


Giu 27 2018

Cooperazione civile-militare: Guerra e Democrazia tra sicurezza e guerra umanitaria il ruolo delle ONG

Tratto dal numero del “Seme anarchico” n°31, giugno 2018

Negli ultimi decenni si è formato un concetto del tutto nuovo sull’evento bellico. E’ definitivamente tramontata, con la caduto del muro, la netta contrapposizione ideologica tra i due mondi per fare spazio ad una polverizzazione dei conflitti dove l’elemento ideologico è meno chiaro e visibile. Se nell’epoca “pre muro” i valori corrispondevano a due diversi (o presupposti tali) modelli sociali ed economici, ora bisogna riscoprire altri valori che possono giustificare la necessità di una struttura militare e la sua messa in campo. Nella ricerca di tali valori ha sempre più preso piede la concezione che la “democrazia” sia l’unico modello possibile, anzi preferibilmente “esportabile”, e quindi la colpa dei conflitti deriva da quegli stati o aggregazioni sociali che non condividono il modello democratico e che prendono il nome di “autoritarismo”. Da qui il binomio democrazia-pace autoritarismo-guerra. l’intervento bellico diventa quindi necessario ed indispensabile per “garantire la pace”. Scolora del tutto nel vocabolario e nella percezione comune la parola guerra per far posto ad altri vocaboli che ormai sono entrati nel linguaggio comune quali, operazioni di peacekeeping, operazioni a “bassa intensità” o ”operazioni chirurgiche” da attuarsi sotto il profilo tecnico militare attraverso strumenti sempre più sofisticati a costosi. Nell’immaginario la guerra diventa una “operazione di polizia” e qui entra in gioco il concetto della sicurezza. Continue reading


Giu 26 2018

La Grande Guerra della nostra Scuola

Riceviamo e diffondiamo:

Una carneficina come mai si era vista nella storia dell’umanità. “Un’inutile strage” giunse a definirla l’ultraconservatore Papa Benedetto XV nella sua lettera ai Capi di stato belligeranti l’1 agosto 1917. Pagine nerissime, indelebili nella memoria: l’olocausto di generazioni di giovanissimi; la diffusione planetaria di carestie, fame ed epidemie; le deportazioni di massa e i genocidi di popolazioni di civili; la proliferazione di ingiustizie sociali ed economiche e la negazione dei diritti e delle libertà che condizioneranno gli anni a seguire della “non pace”, generando ovunque immani dittature, fascismi e nazismi sino alla catastrofe, figlia e sorella, della Seconda Guerra Mondiale.

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Giu 26 2018

Bolzano: L’Iveco Defense Vehicles continua il suo “lavoro”

E’ di qualche giorno fa la notizia che l’Iveco ha vinto una commessa da 400 milioni di euro per la fornitura di 204 mezzi anfibi ai marines statunitensi. Questi mezzi, dopo le valutazioni positive fatte dagli americani, saranno prodotti nello stabilimento di Bolzano nei prossimi anni. Questo mezzo ha notevoli capacità sia su terra ferma che nell’acqua grazie ad un propulsore da 700 cavalli. I militari dopo i test si sono ritenuti molto soddisfatti per questo prodotto dell’eccellenza Iveco. Per questo progetto l’Iveco ha collaborato a stretto contatto con la nota industria bellica Bae Systems.

Nello stabilimento in Alto-Adige sono tutti molto contenti per il loro lavoro e per la nuova commessa che rilancia un’altra volta lo stabilimento altotesino. Quest’ultimo piange sempre crisi negli anni, ma sembra che la guerra continui a finanziare le aziende che piangono pane e lavoro basato su una sola cosa, la morte delle persone.


Giu 26 2018

Halstenbek, Germania: Pietre a Bohnhoff

Tratto da contrainfo

5 maggio 2018

Che cosa c’entra la cucina con la guerra? Ma sono impazzitx, lx autonomx? Si chiederanno non pochx cittadinx integrx.
Per nulla: La guerra contro Rojava inizia qui, in Germania. Qui non troviamo solo le imprese delle armi che vendono la propria merce a tutte le parti in guerra. Troviamo anche imprese presuntemente private che sostengono la guerra fornendo degli equipaggiamenti e accessori, la logistica oppure dei finanziamenti.

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Giu 26 2018

Brema: Vernice e vetri rotti a Rheinmetall

Tratto da contrainfo

8 maggio 2018

Abbiamo visitato nell’oscurità uno dei siti di Rheinmetall a Brema, concretamente Rheinmetall Eastern Markets GmbH all’Osterdeich 108.
Intendiamo il nostro attacco come atto di vendetta.
Rheinmetall ha venduto delle armi alla Turchia e così sostiene direttamente la guerra contro la popolazione curda. Questa critica a Rheinmetall fu reiteratamente espressa. La risposta di come ci si pone verso le proteste e le accuse viene dal portavoce dell’impresa Rheinmetall, Oliver Hoffmann di Düsseldorf: Si rispetterebbero la libera espressione e le “posizioni critiche di chi la pensa diversamente” – “ma in materia chiediamo correttezza”. Sulla correttezza dell’export di armi, secondo Hoffmann: “Ci atteniamo alle severe norme legali.”
Perciò, per fare la nostra visita con intenzioni scorrette ci portammo dei martelli e della vernice.

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