Apr 13 2018

Trento: 2 maggio presentazione del corteo di Milano al “El Tavan”


Apr 12 2018

Germania: Nessuna pace per i complici con la guerra contro Afrin

Tratto da roundrobin.info

Francoforte sul Meno (Frankfurt am Main), 16 marzo 2018

Nella notte dal 15/03 al 16/03 abbiamo marchiato con bottiglie alla vernice e abbellito con gli slogan „Fermate la guerra NATO ad Afrin“ e „Biji YPG/YPJ“ la casa del dr. Berndt Crüwell a Francoforte, Eichendorffstr. 61.

Crüwell è un interlocutore della „Deutsche Atlantische Gesellschaft“ per Francoforte. A questo testo abbiamo aggiunto i nomi dex altrx interlocutrix. Già a Stoccarda fu interpellato un altro rappresentante dell’organizzazione lobbistica Nato. Che ha il compito di „informare sulla politica della NATO e di pubblicizzarla.“1 Politica attuale della NATO è il sostegno e l’attuazione della guerra offensiva in violazione del diritto internazionale della Turchia contro l’enclave curda Afrin in Siria. Con l’aiuto di milizie islamiche sono sotto attacco le forze in Siria che s’impegnano di più per una società democratica e multietnica.

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Apr 12 2018

Appennini: Vel-ENI di Guerra

Tratto da roundrobin.info

La multinazionale Eni da sempre nel mondo è il simbolo dell’imperialismo italiano: stavano a difendere i pozzi dell’Eni i carabinieri a Nassiriya, stanno proteggendo un grosso affare Eni i militari a difesa della diga di Mousul, stanno tutulando gli interessi dell’Eni le truppe inviate poche settimane fa in Niger. E per tutelare gli interessi dell’Eni, che partecipa al Tap in Salento, polizia e carabinieri non hanno esitato a costruire recinzioni, manganellare, denunciare chi si oppone. Il 31 gennaio l’ad di Eni Desclazi ha inaugurato un nuovo impianto di gas in Egitto in compagnia del dittatore Al Sisi, il quale ha affermato che l’omicidio di Giulio Regeni è stato architettato per rovinare gli affari italiani in Egitto. (nella foto Descalzi e Al Sisi)
Insomma, come minimo, l’Eni porta sfiga.
E siccome da questa estate la Snam e l’Eni vogliono costruire un gasdotto lungo l’Appennino, non è che arrivano le truppe anche qui?

Difendiamo l’Appennino
Prepariamo la Resistenza


Apr 12 2018

Bologna: “Erdogan Boia”, ordigno contro Unicredit collaborazionista con il regime dell’AKP

Tratto da roundrobin.info

Apprendiamo dai giornali locali che verso le 4 del mattino dell’ 11 Aprile davanti alla sede Unicredit di via della Barca è esplosa “bomba rudimentale […] realizzata con quattro bombolette di gas, di quelle da campeggio, avvolte in una stoffa imbevuta di liquido infiammabile, con una miccia alla quale è stato appiccato il fuoco”. L’esplosione ha “infranto e danneggiato parte della vetrata e annerito gran parte del muro” e che “dopo l’esplosione, l’ingresso della filiale è stato presidiato fino al mattino dalla vigilanza privata della filiale”.

Unicredit ha molti investimenti in Turchia e stretti legami con il regime di Recep Tayyip Erdogan. Inoltre a Bologna ha vissuto a lungo il figlio Bilal Erdogan, che ha seguito un master presso l’università americana John Hopkins. Durante la sua permanenza in città il figlio di Erdogan ha stretto contatti con il mondo bancario e i suoi movimenti finanziari riconducibili a “fondi neri  dell’AKP” attirano addirittura l’attenzione dei media.


Apr 10 2018

Brema: Incendio doloso nell’area della ditta OHB

Tratto da contrainfo

21 febbraio 2018:

Fuoco e fiamme all’industria bellica tedesca

Ci dichiariamo solidali con il progetto rivoluzionario Rojava nel Kurdistan e con la difesa dello stesso. Con la nostra azione ci collochiamo contro la guerra d’aggressione turca contro Afrin. Incitiamo al sabotaggio dell’industria bellica tedesca!

Nella notte dal 20 al 21 febbraio 2018 abbiamo compiuto un attentato incendiario sul terreno di OHB a Brema. OHB primeggia nella tecnica spaziale. La ricerca e la produzione militare è l’affare principale di OHB. Un grande ordine viene attualmente dal servizio segreto estero tedesco BND. Per il quale OHB sta producendo un satellite spionaggio.
La responsabilità per le guerre e le crisi del mondo è spesso esattamente qui.

Fuoco e fiamme all’industria bellica tedesca!
Saluti solidali nel Wendland!

Fonte: Indymedia


Apr 10 2018

Afrin e Wall Mapu: Leonardo specializzati in pulizia etnica

Tratto da roundrobin.info

La guerra è senza dubbio il primo tra gli strumenti utilizzati da stati e multinazionali per ottenere il dominio sulle terre, il controllo e la prevaricazione dei popoli e del vivente in generale.

Un processo che storicamente vede le banche rivestire una parte da protagonista, sia come finanziatrici e sostenitrici dei conflitti bellici che come prime beneficiarie di quello che è un business condotto sulla pelle delle persone.
Tra le più conosciute Unicredit e Deutsche Bank, si fa spazio la banca Valsabbina(presente sopratutto in Lombardia e Veneto) che veste un ruolo centrale nell’esportazione di armi all’estero, in buona parte destinate ad armare le milizie di Erdogan.

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Apr 10 2018

Sardegna: Fuori i militari dall’università


Apr 6 2018

Aggiornamenti sulla due giorni in Sardegna contro RWM

LA DUE GIORNI E’ INIZIATA CON UNA SERA DI ANTICIPO!!

VISTO L’AFFLUSSO DI COMPAGNI E COMPAGNE DA FUORI CAGLIARI ABBIAMO OCCUPATO POCHE ORA FA L’EX CAVA DI MONTE URPINU.

CHI VOLESSE ARRIVARE GIA’ DA STASERA E’ IL BENVENUTO. ALLE NOVE CI SARA’ LA CENA.

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Apr 6 2018

Svizzera: Visite al Rheinmetall

Tratto da RoundRobin :

Oggi (mercoledì 4 aprile) hanno avuto luogo a Zurigo e a Berna delle azioni di fronte agli stabilimenti di produzione della Rheinmetall, azienda tedesca di armamenti. A Zurigo tre persone sono state arrestate per un breve periodo e altre sono state controllate. È stato distribuito il seguente volantino:

La Turchia bombarda, Rheinmetall profitta

Da quando il 20 gennaio scorso lo Stato turco ha iniziato la sua guerra di aggressione ad Afrin, vengono impiegati anche armamenti europei. L’azienda Rheinmetall gioca un ruolo importante a riguardo. La fornitrice a livello mondiale di piccole parti di armamenti produce per esempio componenti del Leopard-2-Panzer, il quale tra il 2006 e il 2011 è stato impazientemente acquistato dal governo turco. Il materiale del principale esportatore tedesco viene attualmente impiegato dall’esercito-NATO-turco nel suo attacco all’avanzato progetto in Rojava. Ora Rheinmetall, spinta dal governo turco, dovrebbe ammodernare circa 100 panzers. Non è quindi un caso che le azioni della Rheinmetall siano attualmente a un livello record. Il conto è semplice: Dove cadono le bombe e marciano gli eserciti, l’industria degli armamenti ne trae profitto!

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Apr 5 2018

Mostra sugli interessi dell’ENI e della politica italiana in Africa

Qui sotto il pdf dove scaricare la mostra:

pannelli