Set 23 2019

Ecco come il Pentagono condiziona e finanzia la ricerca scientifica in Italia

di Antonio Mazzeo:
La ricerca scientifica nelle università e nei laboratori di istituti pubblici e privati italiani? Sempre più finalizzata allo sviluppo di armi e tecnologie belliche e con il generoso contributo delle forze armate degli Stati Uniti d’America. E’ quanto emerge dall’analisi del data base relativo alle spese effettuate dal governo di Washington, consultabile liberamente in rete (vedi https://gov.data2www.com). La sistematizzazione dei dati, non certo facile per l’enorme mole degli indicatori e delle informazioni contenute, ha permesso di documentare come a partire dal 2010 ad oggi il Dipartimento della Difesa USA, congiuntamente a US Army, US Air Force e US Navy abbia sovvenzionato con oltre 15 milioni di dollari programmi, sperimentazioni, conferenze, workshop e scambi internazionali delle università e dei più noti centri di ricerca nazionali. Continue reading


Lug 25 2019

Made in France

L’associazione di giornalismo investigativo Disclose ha recentemente diffuso il contenuto di alcuni documenti riservati dei servizi segreti francesi: questi proverebbero la vendita di armi e mezzi militari di produzione francese ad Emirati Uniti e Arabia Saudita, poi impiegate nel conflitto in Yemen. Si parla di Carri Leclerc, aerei Mirage 2000-9, radar Cobra, blindati Aravis, elicotteri Cougar e Dauphin, corvette lancia-missili Baynunah e cannoni Ceasar. I vertici governativi francesi (dal presidente Macron alla ministra della difesa Parly) sostengono che tali armi vengano usate in “posizioni difensive” e di non essere a conoscenza del fatto che possano o meno aver provocato vittime civili “in modo diretto”. Scuse assai deboli di fronte alla portata del conflitto in atto, e contraddette da altre fonti.  Disclose ha anche tracciato le rotte che seguono le esportazioni di armi – ricordiamo che alcuni carichi della compagnia saudita Bahri sono stati recentemente oggetto di blocco in vari porti europei.

Qui di seguito, un breve video che riassume l’inchiesta (sottotitoli disponibili in Francese e inglese selezionando fra le opzioni di YouTube):

 


Lug 3 2019

Leonardo vara il drone da guerra Falco Xplorer. I voli sperimentali da Trapani-Birgi

riceviamo e pubblichiamo:

Leonardo (ex Finmeccanica), holding italiana produttrice ed esportatrice di sistemi d’arma, si conferma protagonista nel lucroso mercato internazionale dei droni di guerra. Pochi giorni fa al Paris Air Show, il salone aerospaziale tenutosi a Le Bourget – presente il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte – i massimi vertici di Leonardo hanno presentato il prototipo del nuovo velivolo a pilotaggio remoto denominato Falco Xplorer, interamente progettato e realizzato in Italia. Il nuovo drone potrà volare ininterrottamente per 24 ore a una quota operativa di 24.000 piedi, in ogni condizione meteorologica, per svolgere un “ampio ventaglio di missioni, sia di tipo militare che civile-governamentale”. Il prototipo del Falco Xlorer è stato realizzato presso lo stabilimento Leonardo di Ronchi dei Legionari (Gorizia) ed effettuerà i primi test di volo nelle prossime settimane dall’aeroporto di Trapani-Birgi, sede del 37° Stormo dell’Aeronautica militare, già utilizzato come poligono sperimentale del drone da guerra P1HH Hammerhead di Piaggio Aero e Leonardo, con conseguenze a dir poco nefaste per la sicurezza del traffico aereo civile (Birgi è uno dei principali scali italiani per le compagnie low cost). Il nuovo drone dovrebbe raggiungere la piena capacità operativa entro la fine del 2020. Continue reading


Mag 30 2019

La Sicilia capitale mondiale delle telecomunicazioni militari USA

riceviamo e pubblichiamo: 

Dopo il MUOS di Niscemi, verrà realizzato in Sicilia un altro megacentro di telecomunicazioni satellitari delle forze armate USA. Il Dipartimento della Difesa ha infatti chiesto al Congresso degli Stati Uniti d’America l’autorizzazione alla spesa di 77 milioni e 400 mila dollari per costruire all’interno della stazione aeronavale di Sigonella una “infrastruttura di telecomunicazione a più piani che comprenda pure una facility per le informazioni sensibili e riservate (Sensitive Compartmented Information Facility – SCIF)”. Continue reading


Mag 10 2019

E l’isola di Lampedusa diventa sempre più avamposto NATO…

riceviamo e pubblichiamo:

Per anni è stata rappresentata come l’ultima frontiera dell’Unione europea e principale porto di sbarco per le imbarcazioni dei migranti in fuga dal continente africano, ma intanto segretamente Lampedusa è stata trasformata in una vera e propria piattaforma avanzata nel Mediterraneo delle forze armate nazionali, Ue e NATO. Antenne radar, centri di telecomunicazioni e per la guerra elettronica sono stati dislocati in ogni angolo dell’isola; continuo ed esasperante è il via vai di mezzi navali, elicotteri, caccia e aerei da trasporto; finanche Frontex, l’agenzia per il controllo delle frontiere Ue, ha dislocato nello scalo lampedusano un grande drone per le operazioni d’intelligence anti-migranti.

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Mag 10 2019

Da Sigonella in poi

riceviamo e pubblichiamo:

La base siciliana è stata trasformata in uno dei maggiori centri del pianeta per il comando e il controllo dei velivoli senza pilota. A partire dai droni spia a quelli killer, cosa rappresenta oggi Sigonella?

 Trump e Putin fanno sul serio? Siamo davvero tornati agli anni della Guerra fredda USA-URSS? Difficile rispondere, ma il “gioco” tra le due parti ha avuto l’effetto di rilanciare la corsa agli armamenti, primi fra tutti quelli nucleari, cancellando con un colpo di spugna i faticosi trattati contro la presenza dei missili atomici nel cuore dell’Europa. Di certo è che non c’è giorno ormai che non si assista alle provocazioni dei velivoli spia statunitensi alle frontiere occidentali della Russia, in Crimea e nel Mar Nero o alle segretissime sortite dei droni sui cieli dell’Ucraina e del Donbass.

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Apr 11 2019

I droni AGS della NATO a Sigonella. Comuni ambizioni di guerra

Riceviamo e pubblichiamo:

Al via a Sigonella le operazioni dei droni del sistema di intelligence AGS – Allied Ground Surveillance – il progetto più ambizioso  e costoso della sempreverde alleanza di guerra. Assicurata alla NATO una considerevole flessibilità nell’utilizzazione delle sue capacità di sorveglianza in modo che essa possa essere commisurata ai bisogni di ogni emergenza. Sessanta milioni di euro alla Astaldi S.p.A. per la costruzione a Sigonella di 14 edifici per alloggi e uffici per 800 miltari e gli hangar di rimessaggio-attrezzaggio degli aeromobili senza pilota, finanziata dai 29 paesi membri dell’Alleanza Atlantica. Continue reading


Dic 5 2017

Roma: Il Pentagono no…

Presso NED/psm, via A. Dulceri 211 (angolo via Marranella 109).

Dalle 18:

presentazione opuscolo a cura di ned “Il pentagono no…” sul progetto di ampliamento della base militare di Centocelle, a cura dei compagni e le compagne di NED e a seguire discussione sulle possibilità di una lotta a venire.

A seguire cena – bar – proiezioni


Dic 3 2017

Pulizie di Primavera: Un contributo sull’industria italiana della guerra

Tratto da roundrobin.info

 

PULIZIE DI PRIMAVERA

Le pulizie di primavera si chiamano così perché avvengono al cambio di stagione. Approfittando della sostituzione di vestiti e suppellettili, l’economia domestica consiglia di pulire a fondo, già che si è nel mezzo di un grosso lavoro.

In questo periodo, però, invece di farsi tiepido il clima si sta ancor più irrigidendo. Per questo Stato e Capitale si stanno attrezzando. Specialmente il Capitale di Stato, ovvero quello direttamente legato al Ministero dell’Economia e delle Finanze o a Cassa Depositi e Prestiti (sua controllata all’82,77%).

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Ott 16 2017

Fincantieri-STX: Una storia non raccontata

Articolo apparso sul giornale anarchico “Il seme anarchico” n° 28

Nell’estate 2017 sono accaduti sei fatti apparentemente separati tra loro ma che riconducono ad un unico racconto, quello di un riproporsi di un confronto o meglio di uno scontro tra le diverse componenti del capitalismo europeo, in particolare tra Italia e Francia. Vediamo singolarmente gli eventi. Giugno 2017, a conclusione del vertice del G7 di Taormina viene prodotto un comunicato nel quale c’è un passaggio di enorme interesse (poco sottolineato dai media e dagli opinionisti) per le strategie economiche.

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