Mar 15 2013

La Germania si prepara all’acquisto di UAV armati

A seguito delle pressioni ricevute dalla Bundeswehr (Forze Armate della Germania), il governo tedesco si starebbe preparando ad equipaggiare ulteriormente dei velivoli non pilotati  (UAV) già impiegati nelle missioni all’estero. Tale notizia è stata anticipata a fine gennaio da Spiegel Online, noto settimanale tedesco, venuto in possesso della risposta fornita dal governo di Berlino ad una interrogazione dell’estrema sinistra; in questo documento, l’esecutivo sostiene che  “ l’esperienza delle operazioni di combattimento all’estero ha reso chiaro come i sistemi per la ricognizione debbano essere armati allo scopo di fornire protezione in caso di improvvisi mutamenti della situazione”. Gli UAV (Unmanned Aerial Vehicles) armati possono attaccare bersagli in modo veloce, preciso e scalabile: inoltre, gli equipaggiamenti bellici su tali velivoli metterebbero le forze avversarie di fronte ad una minaccia permanente ed imprevedibile che limiterebbe la loro capacità di agire.


Nov 10 2012

“L’Italia invierà truppe in Colombia per addestramenti”

lo ha annunciato il Ministro della Difesa Colombiano, Juan Carlos Pinzón

Il recente incontro tra i due paesi dimostra efficacemente come si stiano ampliando gli esempi di riferimento a livello mondiale nel campo della repressione e dell’invasione militare.

Nonostante la distanza di chilometri, le tecniche di lavaggio di immagine per portare la popolazione dalla propria parte risultano le stesse. Primo: fare scudo contro i cattivi, che siano guerriglieri, terroristi talebani, contrabbandieri o narcotrafficanti. Secondo: scovarli e tentare di spezzare le reti di legami come tentano di fare con i ribelli (prigionieri o no) in Italia, o come già fanno in Colombia con i “sovversivi”, secondo il motto “togliere l’acqua al pesce”.

La Colombia, eccellente esempio di come tutt’oggi i paramilitari si sbarazzino dei conflitti sociali facendo sparire migliaia di persone tra i morti ammazzati e le persone costrette a scappare, e l’Italia che, come si annovera nell’articolo, risplende nelle missioni di pace a suon di bombe intelligenti e con l’esempio di mercenari, che, bisogna dirlo, troppo poco spesso mostrano eroicamente al mondo intero “come muore un italiano”.

Effettivamente i contesti sono differenti ma non è difficile immaginare che il tentativo sia quello di esportare ed importare i differenti modelli “positivi” di strategie militari, di tattiche di controllo e di repressione. Di seguito una traduzione di un articolo apparso sul giornale Colombiano “El Espectador”.

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Set 14 2012

NATO: cani sfruttati per la lotta agli ordigni improvvisati (IED)

Dal 12 al 14 giugno si è svolto presso il Centro Militare Veterinario di Grosseto il primo meeting della NATO sull’impiego dei cani nella lotta agli ordigni improvvisati.

Un gruppo di lavoro di oltre 40 tra ufficiali, sottoufficiali e civili provenienti da quindici stati della NATO si è riunito con l’obiettivo di ricercare la standarizzazione in ambito dell’alleanza atlantica del concetto di impiego relativo allo sfruttamento dei cani per la ricerca di ordigni artigianali. Al termine dei lavori, i delegati hanno visitato le strutture logistiche e addestrative del gruppo cinofilo dell’esercito di Grosseto.


Set 14 2012

Cosmo-Skymed e l’esercitazione “Falco1-2012”

A conferma dell’importanza fondamentale per il militarismo italiano del sistema satellitare “Cosmo-Skymed” (propagandato più come realizzazione con scopi civili che militari), lo scorso giugno si è svolta sull’aereporto di Amendola (Foggia) l’esercitazione ” Falco 1-2012″ che aveva l’obiettivo di addestrare il personale militare alle attività di analisi delle immagini catturate dai sensori aerei e satellitari.

L’operazione chiave dell’esercitazione è stata l’attività di analisi delle immagini catturate dai sensori aerei e satellitari come gli U.A.V Predator e Cosmo-Skymed durante l’effettuazione delle missioni aeree in un ipotetico territorio nemico.
Nell’esercitazione sono stati coinvolti i caccia-bombardieri AMX, MB-339 e gli U.A.V. Predator, impiegati per la prima volta simultaneamente con l’ausilio a terra di alcune compagnie di fucilieri.


Lug 11 2012

CIA: chiesta libertà di azione con gli UAV contro l’insurrezione nello Yemen

La Central Intelligence Agency vuole avere mano libera nel contribuire alla repressione dell’insurrezione della popolazione dello Yemen e ha chiesto l’autorizzazione a colpire, con i velivoli non pilotati, anche presunti “terroristi” di cui non conosce l’identità, basandosi solo su modelli di intelligence che definiscono il comportamento “sospetto” di un individuo. La pratica di legittimare l’assassinio di chiunque si ribelli definendolo come un “pericoloso terrorista” è definita “signature strikes”ed è già stata ampiamente usata in Pakistan. Il direttore della CIA David Petraeus ha chiesto di poterla applicare nello Yemen ufficialmente per la lotta contro Al Qaeda.
Secondo alcune stime, dall’arrivo di Obama alla Casa Bianca, in Pakistan sono stati uccisi con i droni oltre 1500 ribelli, mentre l’intervento armato nello Yemen (sempre celato dietro alla maschera della guerra “mirata”al “terrorismo”) è stato finora più contenuto, con 8 attacchi di droni negli ultimi 4 mesi.


Giu 13 2012

Tecnologie per la contro-insurrezione: micro-UAV per le operazioni militari e di polizia in ambiente urbano.

Come previsto dalle dottrine contro-insurrezionali e per le operazioni militari in ambito urbano elaborate dagli analisti dell’Alleanza Atlantica, i sistemi UAV (Unmanned Aerial Vehicle) di dimensioni ridotte per poter essere trasportati all’interno di uno zaino, si stanno diffondendo a velocità esponenziale tra le forze militari e le forze di polizia di molti stati.
Il primo sistema di questo tipo ad essere largamente impiegato è l’RQ-16A T-Hawk  sviluppato da Honeywell in collaborazione con la DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency).

Questo piccolo velivolo-spia è già stato impiegato dalla società TEPCO (Tokyo Electric Power Corporation) per osservare dall’alto la centrale nucleare di Fukushima, ma era già stato largamente utilizzato in Iraq e in Afghanistan, soprattutto nell’ambito anti-IED (Improvised Explosive Device). L’RQ-16A pesa 8 kg e misura 53,68 cm di larghezza e 58,41 cm di altezza ed è quindi facilmente trasportabile in uno zaino. Può volare in presenza di vento fino a 27 km /h ed ha un’autonomia di 45-50 minuti, con un raggio d’azione di 8-10 km. Può essere impiegato per osservare l’interno di un palazzo attraverso una finestra, ma non può entrarvi non essendo dotato di un sistema anti-collisione ed è molto rumoroso a causa del suo motore a scoppio e può essere sentito in volo fino ad una distanza di 2 km. Questo sistema ha riscosso l’interesse delle forze di polizia dello stato della Florida, visto che la municipalità di Miami ne ha già acquistati un paio per i propri reparti anti-sommossa.
Piuttosto silenzioso e adatto alle operazioni in ambiente urbano è lo Scout, sviluppato dalla canadese Aeryon Labs.

Questo micro-UAV pesa solo 1,3 kg ed è spinto da 4 motori elettrici che lo rendono estremamente silenzioso, operando soprattutto di notte grazie all’impiego di una camera termica stabilizzata su due assi. Il sistema è stato concepito per essere impiegato anche da personale inesperto dopo una brevissima sessione di addestramento. Il suo debutto sul campo è avvenuto con le forze ribelli in Libia, dove è stato impiegato per missioni di ricognizione notturne. Particolarmente pericoloso per la sua silenziosità, per le sue dimensioni ridotte e per la capacità di volare di notte, lo Scout misura circa 80 cm, dispone di un’autonomia di circa 20 minuti e può operare fino a 3 km di distanza anche con venti di 50 km/h.

La capacità di spiare e penetrare negli ambienti chiusi è dell’ AR100B della tedesca AirRobot, già sperimentato in Afghanistan in contesti urbani.

Per evitare il rischio di danni da collisione in ambienti angusti, i rotori sono protetti da una sorta di paraurti che porta il diametro dell’UAV a 1 metro. La batteria ricaricabile garantisce un’autonomia di quasi 30 minuti e il raggio d’azione del velivolo è limitato a 1,5 km.
Gli UAV di Finmeccanica per le forze di polizia

Sviluppato da Selex Galileo, il Drako è un sistema piccolissimo di 70 cm di diametro e dal peso inferiore ai 2 kg. Opera fino a 5 km di distanza da chi lo pilota ed ha un’autonomia di 30 minuti con una velocità massima di 45 km/h. L’azienda lo propone con un sensore elettro-ottico adatto per il giorno e la notte ed è dotato di un sistema automatico anti-collisione che gli impedisce di avvicinarsi a meno di due metri da un ostacolo, il che lo rende adatto a poter spiare anche volando all’interno di edifici.

Più piccolo e compatto è lo Spyball (il nome è indicativo dei compiti di questo micro-UAV), sviluppato alla fine del 2011 dall’UTRI s.p.a. (controllata Finmeccanica). Lo Spyball ha un peso di 1,7 kg e misura solo 35 cm di diametro e 40 cm di altezza, pesa 8 kg, può tranquillamente essere trasportato all’interno di uno zaino ed è adatto a svolgere la sua missione di controllo sia di giorno che di notte. È molto silenzioso perché propulso da un motore elettrico e questa caratteristica, sommata alle ridotte dimensioni del velivolo, lo rendono pressoché invisibile. Le sue dimensioni lo rendono praticamente perfetto per l’impiego in ambiente urbano e per il monitoraggio dei cortei. Selex Galileo lo dota anche di un sistema di guida adatto al volo in ambienti chiusi e all’interno di edifici. Questo UAV si sposta ad una velocità massima di circa 22 km/h con un’autonomia di 30 minuti e può operare fino a una distanza di 12 km da colui che lo guida.

Anche l’ASIO (sempre sviluppato nell’ultimo anno da UTRI s.p.a.) ha prestazioni e caratteristiche simili allo Spyball, ma è pensato soprattutto per missioni in ambienti urbani denominate “Hover and stare” (letteralmente: “appollaiarsi e guardare fisso”). In questo caso il micro-UAV viene fatto posare in un punto sopraelevato (sopra ad un tetto, per esempio) in modo che possa continuare ad osservare la zona d’interesse per un periodo di tempo molto più lungo rispetto all’autonomia di volo, fino a 4 ore.

Questi tre sistemi di Finmeccanica sono da poco disponibili sul mercato, e non è peregrino pensare ad un loro uso prossimo per conto delle forze di polizia dello stato italiano.


Giu 2 2012

Strategie di contro-insurrezione: “Attack the network”corso anti-IED dell’esercito italiano.

Realizzato dall’esercito italiano in collaborazione con la NATO e svolto presso il comando della brigata alpina Taurinense, si è concluso nella seconda metà di aprile il quarto corso per la lotta contro l’impiego di ordigni esplosivi artigianali (I.E.D.) denominato “Attack the network”.
La lotta agli IED, secondo gli esperti NATO della contro-insurrezione, non si limita infatti al contrasto diretto, operato sul campo dagli specialisti del genio con moderne tecnologie, ma deve concentrarsi sull’analisi e l’attacco alla rete costituita dal finanziamento e approvvigionamento dei materiali e dalla successiva costruzione e posizionamento degli ordigni.
Il corso si è avvalso di docenti civili e militari provenienti da organi NATO e dal “centro di eccellenza counter IED” costituito nel 2011 a Roma presso il comando del Genio. Le lezioni si sono articolate sulla base di esperienze tratte da conflitti, tenendo in considerazione il fatto che il contrasto agli IED trascende l’ambito militare e impone un approccio globale, multidisciplinare e di cooperazione fra le diverse organizzazioni.
L’addestramento per il riconoscimento degli ordigni rientra nel quadro del complesso ciclo di attività di approntamento che la brigata Taurinense sta conducendo in vista del prossimo impiego in Afghanistan contro la popolazione insorta.


Apr 30 2012

EuroGendFor. L’esercito privato della UE è in procinto di partire per la Grecia.

Non tutti conoscono questa unità segreto che risponde al nome di «EuroGendFor». Il quartier generale di questa speciale task force di 3000 uomini si trova a Vicenza, Italia. L’ex ministro della Difesa francese Alliot-Marie ha iniziato la formazione di questa truppa, dopo le sempre più comuni forme di battaglie di strada e saccheggi provocati da giovani in Francia. L’«EuroGendFor» è allo stesso tempo, polizia, polizia giudiziaria, esercito e servizi segreti. Le competenze di questa unità sono praticamente illimitate. Essa deve, in stretta collaborazione con i militari europei, garantire “la sicurezza nei territori di crisi europei”. Il suo compito è principalmente quello di sopprimere le rivolte. Sempre di più Stati membri dell’Unione Europea aderiscono al «EuroGendFor». Continue reading


Mar 20 2012

Dopo gli Stati Uniti anche in Italia la guerra si fa “green”:

10 milioni di euro alle forze armate dallo sviluppo di energie rinnovabili

“A tre mesi dalla sua nascita, la società “Difesa Servizi Spa” ha portato i primi utili concreti”. È quanto affermato dall’ex Ministro della Difesa La Russa lo scorso novembre nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati ottenuti dalla società “Difesa Servizi Spa” (costituita nel 1999) come strumento di autofinanziamento del Ministero della Difesa. Lo scorso mese di luglio il ministero  aveva concesso a “Difesa Servizi spa” la gestione di 64 siti militari per l’installazione di pannelli fotovoltaici.
“Grazie alle energie rinnovabili”, ha spiegato La Russa, “abbiamo ottenuto un introito di 10 milioni di euro per l’anno 2011”.
Nel corso dell’incontro con la stampa, alla quale hanno partecipato anche il presidente del consiglio d’amministrazione della società e generale di corpo d’armata Armando Novelli, l’amministratore delegato Lino Girometta e il consigliere Antonio Giordano, l’ex ministro ha ricordato anche le altre iniziative intraprese da “Difesa Servizi”.
Lo scorso mese di ottobre sono state infatti siglate due convenzioni riguardanti il settore della meteorologia, mentre è di prossima attivazione la convenzione per la tutela dei marchi delle forze armate, presentati il 5 novembre scorso in una sfilata a Milano.
Ricordiamo che sempre questa azienda, con i marchi di abbigliamento “Esercito Italiano-Marina Militare e Aereonautica Militare” è in continua espansione sul territorio con oltre 200 tra punti vendita e negozi monomarca, con l’obiettivo di diffondere la propaganda militarista e ricavare guadagno per il funzionamento dell’apparato militare dello Stato.
La guerra si diffonde sul territorio e nell’immaginario collettivo. Sabotare il meccanismo bellico in tutte le sue componenti parte anche da qui.


Feb 8 2012

Nuove tecnologie di controllo sociale: La Panasonic sviluppa un nuovo sistema per l’identificazione degli individui

In occasione del salone Cartes & Identification 2011 di Parigi, lo scorso novembre, Panasonic ha lanciato sul mercato una nuova soluzione per il controllo mobile dell’identità delle persone.
Il sistema è stato studiato per i controlli di frontiera e per l’immigrazione, i pattugliamenti di polizia, esercito e forze private di sicurezza, ed include uno scanner per la rilevazione delle impronte digitali.
Il prodotto è stato progettato per l’uso in mobilità nel corso di controlli d’identità o per verificare gli accessi ad eventi come i giochi olimpici o le partite di calcio.
Come sempre avviene per questi prodotti, il mercato di riferimento non è solo quello dichiaratamente militare, ma Panasonic dichiara che il nuovo identificatore potrà essere utilizzato anche dalle aziende che si occupano di consegna delle merci o nei noleggi auto per il controllo dell’identità del cliente.