Dic 4 2013

Accordi Italia-Israele: il Trentino laboratorio di guerra

Il 2 dicembre si è svolto a Roma il vertice intergovernativo italo-israeliano. Al termine di una parata  militare, alla presenza di Enrico Letta e del premier israeliano Benjamin Netanyahu, sono stati ratificati e implementati gli accordi di alleanza e di collaborazione che legano loStato, le istituzioni accademiche ed il padronato di casa nostra con quello israeliano. I massacratori del popolo palestinese e gli sfruttatori italiani hanno siglato nuovi accordi commerciali sulle esportazioni di gas israeliano in Europa e nuove intese di collaborazione fra gli apparati di ricerca ed industriali dei rispettivi paesi nel settore della guerra, della repressione e della contro-insurrezione. Israele ha un ruolo di primo piano a livello mondiale nella progettazione e sperimentazione delle tecnologie di controllo sui territori e sulle popolazioni, e nell’innovazione nel campo delle tecnologie belliche e aereospaziali, ed esporta schemi e modelli in tema di propaganda e di pratiche repressive. Dal punto di vista militare Israele rappresenta il maggior laboratorio del dopoguerra in cui vengono sperimentate nuove armi e strategie: guerra asimmetrica, operazioni coperte,controllo del territorio, propaganda “antiterrorismo”, criminalizzazione del nemico. Continue reading


Nov 4 2013

Sempre più stretti i rapporti tra Italia e Israele

Un nuovo piano dell’aeronautica israeliana mira ad aumentare di 10 volte il numero di obiettivi che è in grado di rilevare e distruggere. È quanto ha dichiarato il capo delle Operazioni Aeree della Israel Air Force (IAF), Brigadier Generale Amikam Norkin, in un intervista esclusiva con Defense News. Il nuovo piano, Expanding Attack Capacity (EAC), punta ad un uso “massiccio, persistente e punitivo” della cosiddetta “forza aerea di precisione” per ridurre la durata delle guerre future e evitare l’uso di forze di terra, considerato costoso e dannoso in termini diplomatici. Continue reading


Ott 2 2013

La guerra in Siria parte anche da qui. Sabotarla è possibile.

Nubi di guerra si addensano sulla Siria. I massacri contro la popolazione del paese mediorientale, compiuti anche per conto delle grandi potenze internazionali tanto dall’esercito siriano e quanto dai gruppi sedicenti “ribelli”, sembrano preludere ad un intervento diretto degli stati occidentali per garantirsi petrolio, materie prime e posizioni stabili in un’area contesa fra l’influenza di Europa, Stati uniti, Cina e Russia. La “torta” da spartirsi sta finendo e più chiari diventano gli interessi reali che muovono gli stati e le loro economie. È ormai evidente che la democrazia necessita della guerra continua per progredire con l’economia ed è quest’ultima che si rivela semplicemente per quello che è: guerra ai poveri e al vivente. Il sistema capitalista non può più offrire altro che morte, miseria e distruzione. Il nemico per questi signori sono tutti gli esclusi dal banchetto della vita di questo pianeta: da controllare, da sfruttare, da reprimere e da eliminare con una guerra permanente che viene combattuta in ogni angolo del mondo. La violenza, la brutalità, il cinismo sono la quotidianità feroce e barbara di questo sistema di morte.

Cosa possiamo fare noi? Continue reading


Ott 1 2013

Sicurezza, in arrivo 4000 questionari ai cittadini. E’ la prima fase del progetto e-Security

Tratto da: Trentino Corriere Alpi /Cronaca

 

TRENTO. Si possono rendere i cittadini protagonisti nella creazione di politiche e interventi sulla sicurezza urbana? Questo sarà possibile anche grazie alla prima “Indagine sulla sicurezza oggettiva e soggettiva nel comune di Trento”, che verrà realizzata in ottobre all’interno del progetto europeo “eSecurity – ICT for knowledge-based and predictive urban security”. Il progetto eSecurity, co-finanziato dalla Commissione europea e coordinato dal gruppo di ricerca eCrime della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento, in collaborazione con la Questura di Trento, il Center for Information Technologies di FBK e il Comune di Trento, ha lo scopo di elaborare una piattaforma informatica innovativa per la raccolta di dati su crimini, disordine urbano e insicurezza percepita, finalizzata alla predizione e alla prevenzione della criminalità e alla gestione della sicurezza urbana, per assistere le forze di polizia e gli amministratori locali. L’indagine sulla sicurezza è un tassello fondamentale di eSecurity e metterà la comunità trentina al centro di questa grande ricerca, coinvolgendo nella compilazione di un questionario via internet un campione rappresentativo di circa 4.000 residenti nel capoluogo, estratti casualmente dagli archivi anagrafici comunali.

Dal 1 al 25 ottobre i cittadini selezionati saranno chiamati, tramite una lettera che arriverà nei prossimi giorni all’indirizzo di residenza e conterrà una password personale, a rispondere in forma anonima sul sito internet www.esecurity.trento.it a una serie di domande sui reati da loro subiti nell’ultimo anno, sulla percezione del degrado e la paura della criminalità nei quartieri della città.

L’indagine sarà poi replicata per altre tre volte ogni sei mesi sullo stesso gruppo di residenti (marzo 2014, ottobre 2014, marzo 2015). «Quest’indagine è una delle pochissime esperienze al mondo di rilevazione campionaria ripetuta nel tempo sulla sicurezza oggettiva e soggettiva delle persone.

La partecipazione di tutti è, quindi, essenziale per non pregiudicarne lo svolgimento – hanno affermato il coordinatore di eSecurity Andrea Di Nicola e il responsabile dell’indagine Giuseppe Espa -. I dati raccolti alimenteranno il nostro sistema per la costruzione di mappe di sicurezza urbana predittiva».

Infatti, le informazioni sul grado di insicurezza raccolte grazie ai questionari inviati e compilati dai membri della comunità e sul degrado cittadino richieste dal questionario, lette attraverso modelli statistici insieme ai dati sui crimini di cui vengono a conoscenza le forze dell’ordine e ad altre variabili ambientali rilevanti, saranno utili per predire e prevenire future concentrazioni di reati, disordine urbano e insicurezza nel territorio di Trento.

Questo – sostengono gli esperti – è il futuro della sicurezza urbana, dove il cittadino è protagonista.


Mar 15 2013

La Germania si prepara all’acquisto di UAV armati

A seguito delle pressioni ricevute dalla Bundeswehr (Forze Armate della Germania), il governo tedesco si starebbe preparando ad equipaggiare ulteriormente dei velivoli non pilotati  (UAV) già impiegati nelle missioni all’estero. Tale notizia è stata anticipata a fine gennaio da Spiegel Online, noto settimanale tedesco, venuto in possesso della risposta fornita dal governo di Berlino ad una interrogazione dell’estrema sinistra; in questo documento, l’esecutivo sostiene che  “ l’esperienza delle operazioni di combattimento all’estero ha reso chiaro come i sistemi per la ricognizione debbano essere armati allo scopo di fornire protezione in caso di improvvisi mutamenti della situazione”. Gli UAV (Unmanned Aerial Vehicles) armati possono attaccare bersagli in modo veloce, preciso e scalabile: inoltre, gli equipaggiamenti bellici su tali velivoli metterebbero le forze avversarie di fronte ad una minaccia permanente ed imprevedibile che limiterebbe la loro capacità di agire.


Nov 10 2012

“L’Italia invierà truppe in Colombia per addestramenti”

lo ha annunciato il Ministro della Difesa Colombiano, Juan Carlos Pinzón

Il recente incontro tra i due paesi dimostra efficacemente come si stiano ampliando gli esempi di riferimento a livello mondiale nel campo della repressione e dell’invasione militare.

Nonostante la distanza di chilometri, le tecniche di lavaggio di immagine per portare la popolazione dalla propria parte risultano le stesse. Primo: fare scudo contro i cattivi, che siano guerriglieri, terroristi talebani, contrabbandieri o narcotrafficanti. Secondo: scovarli e tentare di spezzare le reti di legami come tentano di fare con i ribelli (prigionieri o no) in Italia, o come già fanno in Colombia con i “sovversivi”, secondo il motto “togliere l’acqua al pesce”.

La Colombia, eccellente esempio di come tutt’oggi i paramilitari si sbarazzino dei conflitti sociali facendo sparire migliaia di persone tra i morti ammazzati e le persone costrette a scappare, e l’Italia che, come si annovera nell’articolo, risplende nelle missioni di pace a suon di bombe intelligenti e con l’esempio di mercenari, che, bisogna dirlo, troppo poco spesso mostrano eroicamente al mondo intero “come muore un italiano”.

Effettivamente i contesti sono differenti ma non è difficile immaginare che il tentativo sia quello di esportare ed importare i differenti modelli “positivi” di strategie militari, di tattiche di controllo e di repressione. Di seguito una traduzione di un articolo apparso sul giornale Colombiano “El Espectador”.

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Set 14 2012

NATO: cani sfruttati per la lotta agli ordigni improvvisati (IED)

Dal 12 al 14 giugno si è svolto presso il Centro Militare Veterinario di Grosseto il primo meeting della NATO sull’impiego dei cani nella lotta agli ordigni improvvisati.

Un gruppo di lavoro di oltre 40 tra ufficiali, sottoufficiali e civili provenienti da quindici stati della NATO si è riunito con l’obiettivo di ricercare la standarizzazione in ambito dell’alleanza atlantica del concetto di impiego relativo allo sfruttamento dei cani per la ricerca di ordigni artigianali. Al termine dei lavori, i delegati hanno visitato le strutture logistiche e addestrative del gruppo cinofilo dell’esercito di Grosseto.


Set 14 2012

Cosmo-Skymed e l’esercitazione “Falco1-2012”

A conferma dell’importanza fondamentale per il militarismo italiano del sistema satellitare “Cosmo-Skymed” (propagandato più come realizzazione con scopi civili che militari), lo scorso giugno si è svolta sull’aereporto di Amendola (Foggia) l’esercitazione ” Falco 1-2012″ che aveva l’obiettivo di addestrare il personale militare alle attività di analisi delle immagini catturate dai sensori aerei e satellitari.

L’operazione chiave dell’esercitazione è stata l’attività di analisi delle immagini catturate dai sensori aerei e satellitari come gli U.A.V Predator e Cosmo-Skymed durante l’effettuazione delle missioni aeree in un ipotetico territorio nemico.
Nell’esercitazione sono stati coinvolti i caccia-bombardieri AMX, MB-339 e gli U.A.V. Predator, impiegati per la prima volta simultaneamente con l’ausilio a terra di alcune compagnie di fucilieri.


Lug 11 2012

CIA: chiesta libertà di azione con gli UAV contro l’insurrezione nello Yemen

La Central Intelligence Agency vuole avere mano libera nel contribuire alla repressione dell’insurrezione della popolazione dello Yemen e ha chiesto l’autorizzazione a colpire, con i velivoli non pilotati, anche presunti “terroristi” di cui non conosce l’identità, basandosi solo su modelli di intelligence che definiscono il comportamento “sospetto” di un individuo. La pratica di legittimare l’assassinio di chiunque si ribelli definendolo come un “pericoloso terrorista” è definita “signature strikes”ed è già stata ampiamente usata in Pakistan. Il direttore della CIA David Petraeus ha chiesto di poterla applicare nello Yemen ufficialmente per la lotta contro Al Qaeda.
Secondo alcune stime, dall’arrivo di Obama alla Casa Bianca, in Pakistan sono stati uccisi con i droni oltre 1500 ribelli, mentre l’intervento armato nello Yemen (sempre celato dietro alla maschera della guerra “mirata”al “terrorismo”) è stato finora più contenuto, con 8 attacchi di droni negli ultimi 4 mesi.


Giu 13 2012

Tecnologie per la contro-insurrezione: micro-UAV per le operazioni militari e di polizia in ambiente urbano.

Come previsto dalle dottrine contro-insurrezionali e per le operazioni militari in ambito urbano elaborate dagli analisti dell’Alleanza Atlantica, i sistemi UAV (Unmanned Aerial Vehicle) di dimensioni ridotte per poter essere trasportati all’interno di uno zaino, si stanno diffondendo a velocità esponenziale tra le forze militari e le forze di polizia di molti stati.
Il primo sistema di questo tipo ad essere largamente impiegato è l’RQ-16A T-Hawk  sviluppato da Honeywell in collaborazione con la DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency).

Questo piccolo velivolo-spia è già stato impiegato dalla società TEPCO (Tokyo Electric Power Corporation) per osservare dall’alto la centrale nucleare di Fukushima, ma era già stato largamente utilizzato in Iraq e in Afghanistan, soprattutto nell’ambito anti-IED (Improvised Explosive Device). L’RQ-16A pesa 8 kg e misura 53,68 cm di larghezza e 58,41 cm di altezza ed è quindi facilmente trasportabile in uno zaino. Può volare in presenza di vento fino a 27 km /h ed ha un’autonomia di 45-50 minuti, con un raggio d’azione di 8-10 km. Può essere impiegato per osservare l’interno di un palazzo attraverso una finestra, ma non può entrarvi non essendo dotato di un sistema anti-collisione ed è molto rumoroso a causa del suo motore a scoppio e può essere sentito in volo fino ad una distanza di 2 km. Questo sistema ha riscosso l’interesse delle forze di polizia dello stato della Florida, visto che la municipalità di Miami ne ha già acquistati un paio per i propri reparti anti-sommossa.
Piuttosto silenzioso e adatto alle operazioni in ambiente urbano è lo Scout, sviluppato dalla canadese Aeryon Labs.

Questo micro-UAV pesa solo 1,3 kg ed è spinto da 4 motori elettrici che lo rendono estremamente silenzioso, operando soprattutto di notte grazie all’impiego di una camera termica stabilizzata su due assi. Il sistema è stato concepito per essere impiegato anche da personale inesperto dopo una brevissima sessione di addestramento. Il suo debutto sul campo è avvenuto con le forze ribelli in Libia, dove è stato impiegato per missioni di ricognizione notturne. Particolarmente pericoloso per la sua silenziosità, per le sue dimensioni ridotte e per la capacità di volare di notte, lo Scout misura circa 80 cm, dispone di un’autonomia di circa 20 minuti e può operare fino a 3 km di distanza anche con venti di 50 km/h.

La capacità di spiare e penetrare negli ambienti chiusi è dell’ AR100B della tedesca AirRobot, già sperimentato in Afghanistan in contesti urbani.

Per evitare il rischio di danni da collisione in ambienti angusti, i rotori sono protetti da una sorta di paraurti che porta il diametro dell’UAV a 1 metro. La batteria ricaricabile garantisce un’autonomia di quasi 30 minuti e il raggio d’azione del velivolo è limitato a 1,5 km.
Gli UAV di Finmeccanica per le forze di polizia

Sviluppato da Selex Galileo, il Drako è un sistema piccolissimo di 70 cm di diametro e dal peso inferiore ai 2 kg. Opera fino a 5 km di distanza da chi lo pilota ed ha un’autonomia di 30 minuti con una velocità massima di 45 km/h. L’azienda lo propone con un sensore elettro-ottico adatto per il giorno e la notte ed è dotato di un sistema automatico anti-collisione che gli impedisce di avvicinarsi a meno di due metri da un ostacolo, il che lo rende adatto a poter spiare anche volando all’interno di edifici.

Più piccolo e compatto è lo Spyball (il nome è indicativo dei compiti di questo micro-UAV), sviluppato alla fine del 2011 dall’UTRI s.p.a. (controllata Finmeccanica). Lo Spyball ha un peso di 1,7 kg e misura solo 35 cm di diametro e 40 cm di altezza, pesa 8 kg, può tranquillamente essere trasportato all’interno di uno zaino ed è adatto a svolgere la sua missione di controllo sia di giorno che di notte. È molto silenzioso perché propulso da un motore elettrico e questa caratteristica, sommata alle ridotte dimensioni del velivolo, lo rendono pressoché invisibile. Le sue dimensioni lo rendono praticamente perfetto per l’impiego in ambiente urbano e per il monitoraggio dei cortei. Selex Galileo lo dota anche di un sistema di guida adatto al volo in ambienti chiusi e all’interno di edifici. Questo UAV si sposta ad una velocità massima di circa 22 km/h con un’autonomia di 30 minuti e può operare fino a una distanza di 12 km da colui che lo guida.

Anche l’ASIO (sempre sviluppato nell’ultimo anno da UTRI s.p.a.) ha prestazioni e caratteristiche simili allo Spyball, ma è pensato soprattutto per missioni in ambienti urbani denominate “Hover and stare” (letteralmente: “appollaiarsi e guardare fisso”). In questo caso il micro-UAV viene fatto posare in un punto sopraelevato (sopra ad un tetto, per esempio) in modo che possa continuare ad osservare la zona d’interesse per un periodo di tempo molto più lungo rispetto all’autonomia di volo, fino a 4 ore.

Questi tre sistemi di Finmeccanica sono da poco disponibili sul mercato, e non è peregrino pensare ad un loro uso prossimo per conto delle forze di polizia dello stato italiano.