Lug 24 2017

Silenzio! Bruciano le antenne…

Tratto da finimondo.org
Se il silenzio fa paura, forse è perché l’assenza di rumori familiari tende a farci ripiegare in noi stessi. Quando si avanza nell’oscurità silenziosa, non è raro parlare a se stessi, fischiettare un ritornello, riflettere ad alta voce per non ritrovarsi in preda all’angoscia. Ciò non è semplice e può anche esigere un po’ di esercizio, dato che le nostre menti sono state condizionate ad identificare silenzio con pericolo, oscurità con rischio. È l’angoscia a provocare il vuoto, il sentimento di trovarsi sul bordo dell’abisso e di non essere capaci di distogliere gli occhi dal baratro che si apre davanti a noi. Eppure, è proprio in quei momenti che si ha la propensione a trovarsi ancora più vicini a se stessi, senza intermediari, con una presenza di spirito e un’emozione molto più decise.

Giu 19 2017

La fine delle guerre

Tratto da finimondo.org
Camille Flammarion
Ben prima del secolo XXV, la guerra era scomparsa dalla logica umana: non si capiva nemmeno come mai una razza, che si diceva intelligente e ragionevole, avesse potuto lasciarsi imporre per tanto tempo quel giogo stupido e brutale che l’abbassava molto al di sotto delle bestie. La pittura aveva popolarizzato taluni episodi storici, mostrando in tutto il suo orrore quell’antica barbarie.

Giu 19 2017

Giappone: Un mercantile quasi affonda un cacciatorpediniere americano

Tratto da nobordersard

Cavolo quasi affondata!!

E’ la storia di un mercantile battente bandiera delle filippine che è andato a collidere contro una nave della marina USA, precisamente un cacciatorpediniere, provocando ingenti danni, tre feriti e sette dispersi.

I fatti: pare che in un tratto di mare giapponese molto trafficato il mercantle Crystal abbia perso il controllo di una manovra finendo contro la Fitzgerald, essendo quest’utima decisamente iù piccola ha riportato i danni più gravi così come si può vedere dalle foto.


Giu 19 2017

Ottobre 2017, nuova grande esercitazione militare in Sardegna

E’ uscita qualche giorno fa la notizia che ad ottobre si svolgerà un nuova imponente esercitazione militare nei mari, cieli e terre sarde. Questa volta si chiama JOINTSTAR2017, forse non sarà grande quanto la TridentJuncture ma sarà sicuramente l’evento militare dell’anno. Un’esercitazione che coinvolgerà strutture militari di tutta la zona mediterranea, e che in Sardegna avrà in Teulada e Decimomannu le zone calde. In contemporanea, a mare, si dovrebbe svolgere un nuovo capitolo della “saga ” di MareAperto, questo ci fa intuire che la JointStar sarà prevalentemente terrestre e aerea; quindi prepariamoci a una nuova invasione di migliaia di militari di eserciti di tutto il mondo, prima a Cagliari poi nei poligoni dell’isola, proprio come accadde nell’autunno del 2015 con la TJ.

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Mar 7 2017

Presidio a Nuoro

Tratto da nobasi.noblogs.org

Oggi 4 marzo si è tenuto a Nuoro, durante il mercato del sabato in Piazza Italia, un presidio di solidarietà con i compagni e le compagne a cui sono stati notificati i decreti penali di condanna per l’ingresso al poligono di Teulada nel dicembre 2014 e per la protesta nell’aula magna della Cittadella Universitaria di Cagliari nel luglio 2016. E’ stato appeso uno striscione in piazza e sono stati distribuiti volantini sia all’interno del mercato che davanti a bar e scuole superiori nuoresi.

Qui sotto il volantino distribuito durante il presidio:

presidio-solidale-antimil


Feb 25 2017

Decimomannu: I droni postini

Tratto da nobasi.noblogs.org

Apprendiamo oggi da un articolo dell’Unione Sarda che continuano i progetti per l’utilizzo dell’Aeroporto Militare di Decimomannu dopo la dipartita della Luftwaffe.

Dopo la fantasmagorica possibilità ventilata a dicembre di sfruttarlo come piattaforma di lancio per voli nello spazio destinati a ricconi vogliosi di vedere la Terra da molto in alto, ora una nuova e meno fantasiosa ipotesi viene proposta: usarlo in combinata con il poligono di Quirra nella sperimentazione ad uso civile del drone P.1HH della Piaggio Aerospace. Questo velivolo già solca i cieli di Perdasdefogu e Capo San Lorenzo da più di un anno, lo troviamo nel calendario delle esercitazioni fin dal primo semestre del 2016.

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Gen 28 2017

Dispositivi contro-insurrezionali: L’operazione STRADE SICURE e le forze d’elite dello stato italiano

 Per contro-insurrezione intendiamo tutti quegli interventi che vengono operati dal potere dominante nei confronti dello spazio circostante, spazio sociale e relazionale, spazio geografico ed urbano, ma anche spazio semantico, concettuale e filologico, con l’obbiettivo di rafforzare e proteggere le propria fondamenta dal rischio di una radicale messa in discussione e destabilizzazione delle stesse.

Questa frase riportata definisce in modo puntuale le pratiche e i contenuti che sottendono un intervento definito dagli analisti militari e di controllo sociale come contro-insurrezionale. Queste dinamiche, dapprima evocate o analizzate come situazioni abbastanza lontane dalla nostra quotidianità, divengono mano a mano sempre più visibili e pressanti, facendoci ricordare a noi tutti che l’anno 2020 del famigerato rapporto NATO sulle operazioni urbane è ormai alle porte. Basti pensare all’accelerazione di queste dinamiche solo nell’anno appena trascorso in italia, dove le città sono state invase da corpi speciali dell’arma dei carabinieri e dove il sindaco di Milano, Sala, ha proposto l’utilizzo dei soldati per la militarizzazione delle periferie. Ecco una proposta inquietante che è stata ripresa da vari esponenti del dominio anche per le periferie di altre città anche di minor dimensione. Questo improvviso scatto in avanti da parte dello Stato nel predisporre nel territorio un dispositivo contro-insurrezionale articolato, non è però scevro di contraddizioni e di problematiche per lor signori, che, purtroppo, non provengono da una contrapposizione di classe a queste misure da parte degli sfruttati, ma banalmente dal fatto che la presenza dei militari nelle strade richiede un aggiornamento della legislazione dei padroni della società.

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Gen 23 2017

Trento: scritte e manifesti contro l’università in guerra

Apprendiamo dal giornale locale “L’Adige” di qualche giorno fa che il sottopasso della stazione ferroviaria di Povo-Mesiano è stata affrescata di manifesti e scritte contro la partecipazione dell’Università di Trento in progetti di guerra. Una della scritte apparse recita: “Disi, Eledia, FBK: ricerca per la guerra”. Secondo il giornalista il fatto che esista una collaborazione di varie aziende trentine, e non solo, e la guerra è solo una supposizione, anche se poi cita testualmente alcuni brani usciti negli ultimi anni da parti di chi cerca di denunciare questa effettiva collaborazione. Poi lo scribacchino si spinge a fare una breve cronologia incompleta delle proteste antimilitariste su questo tema e conclude definendo questa nuova azione come un “salto di qualità” ed “è la prima volta che si spingono fino in collina”. È evidente che non è bene aggiornato sulla storia delle proteste ai vari laboratori negli ultimi 5 anni e non sa cosa si fa “lassù” in collina.

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Dic 28 2016

La maior al porto di Sant’Antioco pronta a caricare i mezzi

Tratto da nobordersard

Piazzale pieno di mezzi, portellone aperto, la Maior si appresta a trasportare l’ennesimo carico di morte.


Dic 22 2016

Trento: Manifesto su guerra e seconda accoglienza

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Per chi vuole delle copie del manifesto scriva a : abbatterelefrontiere@gmail.com