Ago 19 2019

Anarchia o catastrofe

Negli ultimi tempi c’è stato molto dibattito sugli assetti globalmente dominanti a livello economico e sociale. Moltissimi fanno delle analogie con il periodo che ha preceduto la Prima Guerra mondiale. Ma ci troviamo davvero prima di una grande guerra? E la guerra ha mai davvero cessato di esserci? Di sicuro, se per guerra si intende uno scontro tra truppe di diverse nazioni su scala globale, si potrebbe rispondere di sì, ma le guerre avvengono quotidianamente. Come avvenivano prima della Prima Guerra mondiale e dopo la Seconda, così anche oggi. Ma c’è un’altra guerra che non è mai cessata: la guerra sociale dispiegata dai detentori dell’autorità, della ricchezza e dei mezzi di produzione contro chi in questo mondo sta in basso. Si tratta di una guerra mondiale. Come è stato detto prima dell’ultima crisi dall’affarista americano Warren Buffett (terzo uomo più ricco al mondo in quel periodo): «La guerra di classe esiste, è vero, ma questa guerra è condotta dalla mia classe, quella dei ricchi, e la stiamo vincendo». Continue reading


Ago 17 2019

Eni e il “green” verde sporco

Come si può notare negli ultimi mesi c’è una cospicua campagna mediatica da parte dell’Eni attraverso i più disparati metodi di propaganda. Pubblicità sui giornali a piena pagina, spot in tv, giganteschi pannelli pubblicitari, inserzioni sul web e una accattivante grafica stile “green” – “bio”.
Cos’è che ci vuole dire l’Eni con i suoi messaggi e con le sue politiche sull’innovazione dello sviluppo economico?
A Porto Marghera, a Venezia, c’è la prima raffineria tradizionale trasformata in bioraffineria.
Ora tocca a Gela dove con lo stesso metodo si vuole aprire il secondo stabilimento di bioraffinazioni, per ora ancora in fase di sperimentazione. Questa nuova lavorazione, chiamata “waste to fuel” (W2F), consiste nel trasformare i rifiuti solidi urbani organici in bio-olio per carburanti navali con basso tasso di zolfo, cioè ‹‹ripetere in poche ore ciò che la natura ha fatto in millenni per produrre il petrolio››. Continue reading


Ago 16 2019

La RWM taglia

tratto da nobordersard:

I giornali riportano la notizia che la RWM in seguito al blocco delle esportazioni imposto dal governo sta inizando ad accusare i primi colpi, e a pagarne le conseguenze sono i lavoratori stagionali, quelli con contratti brevi.
Ecco la nota dei sindacati: “Oltre a non rinnovare i contratti a tempo determinato – si legge in una nota delle segreterie regionali e sulcitane della Femca Cisl e Ficltem Cgil – per far fronte alla crisi l’azienda potrebbe ridurre anche il personale a tempo indeterminato, e c’è incertezza anche sul prosieguo dell’investimento da oltre 40 milioni di euro sul territorio”.


Ago 13 2019

E gli stupri dei soldati italiani?

Lo scorso 23 Aprile al Palazzo di Vetro, a New York, c’è stato un Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Sul tavolo c’era da discutere una risoluzione che aveva come obiettivo il combattere l’uso dello stupro come arma da guerra.
Il testo formulato dalla presidenza tedesca ha creato un dibattito molto teso. Questo testo aveva due punti fondamentali: il primo la creazione di un organismo di monitoraggio della violenza sulle donne in ambiti di guerra, il secondo per il finanziamento di aiuti sanitari alle vittime di strupro tra cui l’interruzione di gravidanza assistita. Su tutti e due i punti un’ inedita alleanza USA-Cina-Russia ha messo il veto sulla risoluzione indebolendo così la proposta.
Sul secondo punto poi Donal Trump si è opposto con forza perchè aiutare le vittime di stupro vuol dire supportare la pratica dell’aborto: un bel discorso per il suo elettorato conservatore viste le nuove leggi sull’aborto passate negli ultimi mesi in alcuni Stati federali degli USA. Presenti all’incontro c’erano anche ONG come Fondazione Pangea, Amnesty International, l’ambasciatore italiano Stefano Stefanile, e anche persone dello spettacolo come l’attrice Angelina Jolie o Amal Clooney che con la sua ingenuità ha dichiarato che “l’epidemia di violenza sessuale ha come unico antidoto possibile la giustizia”. Continue reading


Ago 12 2019

La pubblicità della guerra e l’ipocrisia della sinistra

Su giornali di “sinistra” come “Il Manifesto”, “L’internazionale”, e altri tra cui blog di svariati tipi, possiamo trovare articoli, dossier, approfondimenti, interviste in cui vengono denunciate le peggiori brutalità commesse dagli Stati e dalle multinazionali. Per esempio la lotta dei lavoratori portuali genovesi contro le navi saudite che giravano nel Mediterraneo per caricare i cannoni “Caesar” prodotti dall’azienda francese Nexter è stata raccontata per giorni sul quotidiano “Il Manifesto”.
Negli articoli si fa una critica ai materiali con finalità dualistiche, ossia civile-militare, con tanto di dettagli di costi e funzioni. Poi quando il 26 Aprile la Camera dei Deputati ha approvato la mozione che impegna il governo italiano ad interrompere l’invio di bombe d’aereo e missili all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti hanno, giustamente, denunciato il fatto che quello deciso era un “embargo mirato”, cioè che il blocco era destinato alle aziende produttrici di armi tedesche e non italiane, dal momento che le armi leggere della Beretta non rientravano nella mozione. Continue reading


Ago 12 2019

Atene, Grecia: attacco incendiario contro complici della guerra MAN

Quando è stata lanciata la campagna internazionale di solidarietà tra febbraio e marzo 2017 per sostenere il popolo del Kurdistan, molti anarchici e altri gruppi militanti e individui simili in Europa hanno attaccato i nemici della libertà nelle sicure metropoli, dove la guerra inzia.
Siamo convinti di dover continuare questa campagna perché la guerra contro il Rojava e l’invasione di Afrin non si sono fermate. Se la guerra continua, così faranno i nostri attacchi contro i sostenitori del fascismo turco. Continue reading


Ago 10 2019

Arriva lo stop alle esportazioni belliche verso Arabia saudita e Emirati Arabi. Cosa farà la RWM?

tratto da nobordersard:

Il vice premier Di Maio l’aveva annunciato qualche giorno fa via social, da oggi è ufficiale. Lo stato italiano ha imposto uno stop di 18 mesi alle esportazioni belliche con i due principali partner commerciali della RWM.

Non si capisce perché siano solo 18 mesi, se per una questione legale, cioè si tratti di un periodo che eventualmente potrebbe essere rinnovato, o se sia una scelta con la speranza che qualcosa sui fronti bellici cambi e fra 18 mesi si riaggiorneranno. L’impressione – ma ci si potrebbe sbagliare – è che sia il solito provvedimento che non è né carne né pesce. Nel senso che probabilmente fra 18 mesi questo governo non ci sarà più, o sarà comunque in una fase molto diversa da quella attuale, e chissà Di Maio e i 5S dove saranno. L’impressione quindi è quella di aver voluto fare ora una mossa per provare a ritrovare un pò di consenso nella base dell’elettorato pentastellato assai delusa dai vari dietro front su questioni come NOTAP, NOTAV e via dicendo. Poi quando scadrà si vedrà, se il governo sarà caduto diventerà l’ennesimo cavallo di battaglia per criticare la maggioranza.
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Ago 10 2019

«I diritti della civiltà»

tratto da finimondo:

Errico Malatesta


«Noi siamo andati in Libia per portarvi la civiltà, col diritto che ci dà la nostra civiltà superiore. Quando un popolo ha bisogno di espandersi, quando ha bisogno di trovar posto per la sua popolazione esuberante e di esercitare la sua potenza di lavoro, ed altrove si trova un territorio che i suoi abitatori sono incapaci di mettere in valore, quel popolo, più intelligente, più sapiente, più energico, più civile in una parola, ha diritto di prender possesso del territorio poco o punto utilizzato, ed imporre il suo dominio alla popolazione che lo occupa. Colla violenza, se non si sottomette volontariamente. Non si ha il diritto di restare barbari, come non si ha il diritto di restare ignoranti».

Così dicono i nazionalisti che si piccano «d’intellettualità»; così diceva ancora ieri uno dei capi repubblicani… libici.
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Ago 10 2019

Genova – Incendiato veicolo Eni

tratto da anarhija.info:

“Noi attacchiamo solo per noi stessi, per fare e rifare un’esperienza intima del rifiuto di questo mondo. Il senso e la consistenza delle nostre vite emergono solo in questi pochi secondi”

Il principale motivo che ci spinge a metterci in gioco, in prima persona, senza farci mettere le spalle al muro dalla paura delle possibili conseguenze repressive, è la consapevolezza che non siamo liberi. Anche se fuori dalle mura di uno schifosissimo carcere, viviamo in un mondo realisticamente paragonabile ad una galera a cielo aperto. Le catene che indossiamo sono in parte accettate come normali necessità, dai più sono percepite alla pari, se non ancora più indispensabili, dei bisogni fisiologici, vedi l’utilizzo di computer, smartphone, mezzi di trasporto… Queste catene ci vengono imposte dall’alto di quello che si rivela sempre più somigliante al “grande fratello” di Orwell. Chi governa sa benissimo di aver svolto un notevole lavoro in termini di distrazioni di massa, bisogni indotti e confusione architettata ad arte per far sì che anche gli oppressi puntino ad essere oppressori, individuando il nemico in chi si trova nel gradino più in basso.
Lo stato sappia che, nonostante tutto, ci saranno sempre individui che non accetteranno il loro delirio di onnipotenza, che non potranno fare a meno di sentire il peso delle catene e di conseguenza si organizzeranno per distruggerle.

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Ago 10 2019

Germania – Incendiata scuola per cani poliziotto

tratto da roundrobin:

Guerra alla polizia! Guerra al sistema degli specisti!

Il 5 giugno, come parte del Fronte di liberazione animale, abbiamo dato fuoco ad una scuola di addestramento per cani poliziotto.

Vediamo la legittimità di quest’azione nel fatto che la polizia, un’istituzione classista, sessista e razzista, non ha il diritto di utilizzare nessun animale come arma di oppressione.

Ricordiamo che la polizia è al servizio del capitalismo, quindi è nostro nemico nella lotta per la liberazione animale e umana.

Con questa azione vogliamo chiarire che noi cresciamo e ci diffondiamo; non solo in numeri ma in strategia; stiamo attaccando i problemi alla radice invece di concentrarsi sui sintomi, e non accettiamo la complicità con la polizia e l’industria di sfruttamento animale.

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