Antimilitarismo a Lecce

Il 19 aprile 2013 è stato emesso il giudizio di Appello presso il Tribunale di Lecce per alcuni anarchici salentini che nel 2010, in primo grado, erano stati condannati a un anno di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale. Avevano rimediato tale accusa per aver esposto uno striscione antimilitarista durante un concerto, difendendolo dal tentativo della Digos di strapparlo via. Il verdetto di Appello è stato di assoluzione per tutti.

Segnaliamo che l’11 aprile 2013 un gruppo di antimilitaristi ha contestato in piazza Sant’Oronzo a Lecce, con uno striscione, volantini e interventi al megafono, una manifestazione di alcune associazioni a favore dei marò Girone e Latorre. Negli interventi, è stata anche ricordata la vicenda che ha portato al processo per lo striscione.
Il giorno prima, c’è stato un intervento di contestazione al Festival del Cinema Europeo a Lecce, nella sezione dedicata ai “Rapporti fra Puglia e Israele”, dove era ospite, fra gli altri, la responsabile alla cultura dell’ambasciata israeliana in Italia: con megafono, striscione e volantini è stata espressa solidarietà ai palestinesi oppressi da Israele (che, tra l’altro, pare non esistano per i documentari proiettati nella rassegna), e ricordato che a Gagliano del Capo (LE) si progetta l’installazione di una antenna radar anti-migranti di fabbricazione israeliana (testata da Israele nel controllo dei territori occupati in Palestina e poi esportata nel resto del mondo). Qui da noi dovrebbe intercettare le imbarcazioni, anche piccole, per gli sbarchi dei “clandestini”.

Un nemico del militarismo


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