Occhi spioni su Bolzano e Trento

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Il quartiere di Trento “Madonna Bianca” visto dal drone “DJI S 800”

Ai primi di dicembre del 2013 un drone modello “Scrabble 4”, prodotto dall’azienda “Italdron” di Ravenna, ha effettuato un ciclo di voli di prova sul centro storico della città di Bolzano. L’obiettivo delle istituzioni comunali di Bolzano è di utilizzarlo per sorvegliare le zone della città più frequentate e i quartieri più popolari. Promotore e finanziatore di questo ulteriore incremento del livello di controllo sociale nella città sudtirolese è il comune con alla testa il sindaco Luigi Spagnolli, con il plauso di tutte le forze politiche istituzionali, dai fascisti di “Fratelli d’Italia” ai postcomunisti di “Sel”.

Già da marzo del 2013 il primo cittadino e il dirigente tecnico del comune avevano preso contatto con la ditta “Italdron” di Ravenna tramite Alex Galtarossa, bolzanino di origine e uomo di spettacolo,volto noto della Milano televisiva, entrato nei primi mesi del 2013 a far parte dello staff di “Italdron”, con il ruolo di responsabile commerciale per la regione Trentino Alto Adige. Infatti è sul punto di venire stipulato (secondo quanto detto nello stesso sito di “Italdron”) il primo progetto continuativo di collaborazione fra un ente istituzionale (il comune di Bolzano) e una ditta sull’utilizzo dei droni nel campo del controllo sociale e della repressione.

Questi sistemi di sorveglianza sono già stati utilizzati dalla guardia di finanza in un’operazione sbirresca contro alcune piccole coltivazioni di marijuana, dalla digos di Ravenna (in collaborazione proprio con i tecnici di “Italdron”) come “occhio spione” per monitorare il corteo contro la CMC, e a Torino dalla polizia locale per il controllo e la repressione di alcune situazioni di povertà nella città (come nel caso della retata “anti parcheggiatori abusivi”) in collaborazione con la ditta “Aerialview” che forniva i droni. In entrambe queste città, però, si è trattato di un utilizzo sperimentale e non continuativo. Al Trentino Alto Adige spetta lo schifoso primato di essere la “regione pilota” per alcuni fra i più avanzati progetti del dominio nel settore della repressione e della guerra ai poveri, “grazie” al progetto di “polizia predittiva” “e-security” sperimentato a Trento e al previsto utilizzo permanente dei droni nella città di Bolzano.

“Scrabble 4” verrebbe utilizzato inizialmente per controllare Piazza delle Erbe a Bolzano e il parco del Lungo Talvera. Secondo lo stesso Galtarossa “le telecamere per la sicurezza normalmente sono fisse e ladri e vandali sanno quali punti evitare. Con i droni la situazione cambierebbe completamente, nessuno sa quando sorvolano la città né quale zona viene ripresa”. Se pensiamo che le telecamere tradizionali hanno un costo di gestione 5 volte superiore a quello di un drone, capiamo ulteriormente l’importanza che questi sistemi hanno per i padroni e per lo Stato.

Anche a Trento il 28 novembre è stato utilizzato un drone sul quartiere di “Madonna Bianca”, mascherato da intenti “umanitari”, ma in realtà funzionale al piano di riqualificazione (ovvero di bonifica sociale) progettato dalla provincia, dal comune, dall’università e dall’ ITEA (l’ente che si occupa dell’edilizia popolare) per uno dei pochi quartieri popolari della città.


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