Addio alla neutralità

Tratto da finimondo.org
Un altro mito se ne va, quello della neutralità svizzera. Il paese famoso nel mondo per il suo rifiuto della guerra – da sempre paradiso di disertori e pacifisti – ha deciso, tramite i suoi governanti, di organizzare l’esercitazione militare detta Conex 15, e che consiste nell’addestrare l’esercito a ristabilire la sicurezza in caso di invasione alle frontiere. Invasione, va da sé, non di turisti o di capitali stranieri, quanto di straccioni in fuga dall’orrore. Il governo che in passato rimase immobile davanti al dilagare del nazismo – anzi, che perfino secondo Jean Ziegler (deputato socialista al parlamento federale) «ha fornicato coi nazisti. I suoi banchieri, come certe puttane che bazzicano i bordelli e pretendono di farci credere che sono vergini, per cinquant’anni hanno raccontato un sacco di balle» – ha pensato bene di riscattarsi dichiarando guerra nel presente agli immigrati.

Ma l’addio ufficiale alla neutralità non è avvenuto a senso unico. Già lo scorso 18 settembre a Basilea una manifestazione contro le esercitazioni militari era terminata in maniera non propriamente tranquilla: quattro poliziotti feriti, diversi edifici finiti nella traiettoria di pietre, biglie, bottiglie. Le forze dell’ordine hanno sparato proiettili di gomma e usato gas lacrimogeni, il che non ha impedito ad alcune delle loro vetture di finire danneggiate. Qualche fermo fra i manifestanti.
E, se l’esercitazione si è conclusa lo scorso 25 settembre, la rabbia invece no. Così, all’alba di domenica 27, qualcuno ha dato fuoco a nove veicoli militari presenti in una base dell’esercito a Hinwil, nei pressi di Zurigo.
Chi si prepara alla guerra si scordi di essere lasciato in pace.
[29/9/15]

 


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