Grecia: Sull’attacco incendiario ad un veicolo militare del 25 giugno. Rivendicazione

Nella notte di Sabato 25/6 siamo entrati in una struttura dell’esercito nazionale a Goudi, vicino al luogo dove il combattente comunista Nikos Belogiannis è stato giustiziato nel marzo 1952, ed abbiamo bruciato una jeep militare. Quest’attacco incendiario è stato un atto di resistenza all’autorità armata ed al nazionalismo dello stato greco.

La guerra contro il militarismo è una guerra di classe contro il capitalismo stesso. Per poter sovvertire il mondo dell’oppressione e dello sfruttamento, dobbiamo far crollare gli eserciti statali e privati, che sono l’arma di punta del dominio di classe e della  guerra imperialista.

L’esercito greco come collegamento nel patto imperialista della NATO, esiste per servire gli interessi del capitale locale e sovranazionale. Molti capitalisti greci (Intracom, Greek DefenceSystems, Germanos etc.) ed università greche hanno investito nella guerra. Lo stato greco partecipa ad operazioni transnazionali ed ha stabilito relazioni strategiche con lo stato Sionista (fornendogli allo stesso tempo un sostegno politico visto che è il solo Stato al mondo che riconosce Gerusalemme come capitale ufficiale di Israele) e con la giunta militare in Egitto.

Il nuovo Dogma della Strategia Militare dello stato greco afferma chiaramente la tendenza del militarismo nazionale verso una brutale oppressione di classe: “Le Forze Armate contribuiscono nel contesto dell’applicazione della legge e della sicurezza interna del paese assecondando l’attuale legislazione. Alcune attività di questo settore, in casi estremi, possono richiedere il ricorso al Potere Militare. In questa categoria sono incluse le operazioni per affrontare minacce asimmetriche all’interno del paese, come il terrorismo, l’immigrazione illegale, il servizio d’ordine nei grandi eventi sportivi, etc.” Il nemico nazionale è la classe lavoratrice che è stata ferita dalla guerra, dalla povertà e dal “terrorismo”, cioè la resistenza armata.

Successivamente, menzionando, elencando e valutando più specificatamente i pericoli nazionali, a parte gli “scontri armati tra Stati” e “l’intervento armato della comunità internazionale” (che giustifica l’intervento preventivo dell’esercito greco sul proprio suolo), il nuovo Dogma della Strategia Militare definisce come minacce militari “la guerra civile, i movimenti separatisti armati, le minacce asimmetriche espresse con armi, ecc.”

Inoltre, i militaristi identificano anche “minacce politiche, economiche e sociali” agli “Interessi Nazionali di Sopravvivenza”, “che se persi o danneggiati, le conseguenze per il paese sarebbero cruciali per la sua esistenza e per il quale lo Stato e la Nazione devono essere determinati ad entrare in guerra”, poiché queste minacce sono connesse alla “difesa della libertà e dell’indipendenza politica”.

*”La sicurezza politica riguarda la stabilità organizzativa degli Stati, i sistemi di governo e le ideologie che li legittimano… Le minacce politiche mirano sempre a danneggiare la stabilità organizzativa degli Stati, ovvero l’ideologia politica o nazionale dello Stato e delle istituzioni che rappresenta”. Il regime, che è completamente dipendente ed asservito alle grandi banche, ammette che per sopravvivere deve rafforzare le proprie istituzioni e la propria ideologia nazionale con mezzi militari. Qual’è la differenza con una giunta militare? LA democrazia borghese con un governo di sinistra, senza colpi di Stato, adotta direttamente la militarizzazione della classe dominante. Il capitalismo è una dittatura con un abito di velluto.

*”La sicurezza economica riguarda l’accesso alle risorse economiche, alla finanza ed ai mercati richiesti con il sostegno di una livello accettabile di ricchezza e di potere statale. Basandoci su quanto detto, la minaccia economica più concreta è la formazione nel paese di una situazione economica non ideale per il funzionamento dell’economia di mercato, che causi il mancato raggiungimento dei principali obiettivi macroeconomici e il mancato funzionamento di attività basilari dell’economia, come i trasporti, la politica energetica, l’esportazione, il turismo, etc. Alcune che hanno senza dubbio una dimensione economica sono la criminalità organizzata e le ondate migratorie.” Siamo al punto in cui lo Stato annuncia apertamente la guerra di classe nel nome della “libertà” della nazione, in primo luogo contro le masse di immigrati, per poter “macroeconomicamente” assicurare il “livello di ricchezza e potere statale” della classe borghese. Il meccanismo della guerra nazionale crea un deserto di campi di concentramento e fosse comuni per perpetuare il profitto derivante dalla schiavitù salariata.

*”La sicurezza sociale riguarda la capacità di sostenere un contesto di condizioni accettabili per l’evoluzione degli schemi tradizionali di struttura di linguaggio e identità nazionale e religiosa di morale e costumi”. La Grecia, i Cristiani greci, gli infami, gli assassini e i torturatori. I “tradizionali” custodi “sociali” dello Stato greco in “evoluzione”: nazionalismo, fondamentalismo religioso e fascismo (l’evoluzione). Perché non ci siano fraintendimenti sugli interessi di quale classe l’apparato militare protegga, il Dogma della Strategia Militare afferma espressamente che “la prosperità della popolazione, la difesa dei diritti umani… la difesa dell’ambiente, ecc.”, “Lo Stato e la Nazione è disposto a fare sacrifici importanti, solitamente senza ricorrere alla guerra o a qualunque uso di forza militare”. I “sacrifici” che nutrono le casse dello “Stato” e soprattutto delle banche, sono il prodotto di un palese sfruttamento. Non una parola sul sangue succhiato al proletariato multinazionale, cioè la larga massa della  classe lavoratrice. I “sacrifici” sono per l’onore della “nazione”. L’esercito è destinato esclusivamente alla difesa del dominio statale e capitalista.

NESSUN SERVIZIO ALL’APPARATO MILITARE ED ALLE ISTITUZIONI DEGLI STATI

FUOCO ALLE PRIGIONI DEI CONFINI – SABOTAGGIO ANTIMILITARISTA

AUTOCTONI E IMMIGRATI INSIEME, ARMATI CONTRO I PADRONI

SOLIDARIETA’ A TUTTI I NEGATORI DEL MILITARISMO

 Consiglio dell’Azione Anarchica “Gracchus Babeuf”


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