Puglia: Volantino distribuito durante una biciclettata contro TAP

PEDALANDO CONTRO TAP

Bloccare tutto! è stato non solo uno slogan ampiamente usato, ma anche un buon suggerimento di metodo nei momenti caldi della lotta contro il gasdotto Tap che vogliono realizzare nel Salento. È la pratica del blocco selvaggio che ha rallentato i lavori e contrastato la realizzazione dell’ennesima nocività che Stati ed Economia vogliono
imporre sulle nostre teste. Una pratica che va tenuta, rafforzata, perfezionata, generalizzata… anche quando pare non ce ne sia la possibilità.


Se Tap dichiara il blocco dei lavori nel periodo estivo, per non disturbare il turismo e arrecare quindi danni all’economia del luogo, allora forse è il caso che a disturbare questa stagione turistica, ad uso e consumo di chi può permetterselo, siano coloro che a Tap si
oppongono. Perché i problemi che Tap ha già portato, e vuole portare sul territorio salentino, è giusto che si manifestino come i problemi di chi vive questo territorio esclusivamente come luogo di consumo. Perché se il motore di una grande opera è quello economico, è inceppando e danneggiando l’economia che si pone la questione e si contrasta l’opera. Perché se il problema del gasdotto non interessa a coloro che vedono il
Salento solo come un divertimentificio a cielo aperto, è necessario intralciare i loro divertimenti. Perché coloro che sono abituati a volgere sempre lo sguardo altrove, sarà costringendoli a guardare che potranno vedere la realtà di un’opera come Tap, che non è solo un semplice tubo d’acciaio, ma un’opera di colonialismo energetico che porta con sé il riflesso di un mondo. Porta con sé le guerre scatenate per impadronirsi del gas da portare in Occidente; porta con sé le cause per cui milioni di uomini, donne e bambini da quelle guerre scappano e le migliaia che nella fuga muoiono, e porta con sé la nuova guerra
appena dichiarata dal governo italiano ed europeo attorno alle coste libiche, nella vana speranza di arginare la fuga di quei disperati.
In tutto ciò è riflessa l’immagine di Tap. E Tap e i suoi accoliti delle forze dell’ordine, sempre pronti a controllare e reprimere qualunque forma di dissenso, dovranno capire che avranno a che fare con una opposizione sempre più estesa, fantasiosa e diffusa sul territorio.

Nemici di Tap

 


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