Somalia: Bombardamenti USA

Riceviamo e diffondiamo:

Bombardamenti USA
(junge welt 18 dicembre 2018)

Negli attacchi aerei USA in Somalia sono state uccise almeno 62 persone, considerate presunti combatenti della milizia Al-Schabaab. I bombardamenti sono stati quattro e tutti compiuti nei pressi della località Gandarshe a sud della capitale Mogadiscio. Secondo la stessa fonte, ‘forze armate USA’ cioè il Pentagono, non sarebbero state ferite o uccise persone civili.

Pochi giorni dopo, altro bombardamento aereo USA

Gli Usa conducono una guerra non dichiarata alla quale i media internazionali raramente richiamano l’attenzione. Nei giorni scorsi, secondo alcune indicazioni, in Somalia sono stati compiuti sei attacchi aerei che secondo alcune indicazioni hanno ucciso almeno 62 persone, ufficialmente accusate di appartenere a Al-Schabab, sorta dodici anni fa. Negli anni 2011 e 2012 controllava temporaneamente la parte centrale della capitale Mogadiscio e Kismajo, città portuale situata nell’estremo sud della Somalia.


Per cacciare Al-Schabab dalla capitale, nel 2007, è stato compiuto il ricorso all’efficace “Truppa della pace” africana, nota come ‘Amisom’, la cui preminenza è fondata soltanto sul suo armamento pesante. Il contigente principale di ‘Amisom’ allora venne costituito da unità dell’Uganda e del Burundi. Nel fratempo la ‘Truppa della pace’ si è ingrossata fino a contare oggi 21.000 soldati, giunti innanzitutto da Kenia e Etiopia. Questa forza armata non agisce sotto un comando centrale, ma in contingenti nazionali, che si sono ripartiti la Somalia.
‘Amisom’ ha già annunciato che entro il 2020 si ritirerà gradualmente dalla Somalia e che la “responsabilità militare” verrà consegnata alle forze armate locali, che parzialmente sostengono il debole governo centrale e anche le regioni somale federate effettivamente più influenti. Analisti e osservatori concordano sul fatto che Al-Schabab colonizzi ancora gran parte della popolazione rurale, relativamente debole rispetto alla popolazione cittadina e che il governo centrale non ha il controllo dei territori del centro e del sud del paese.
Di fronte a questa realtà i bombardamenti USA, considerano i critici documentati, facilitano ad Al-Schabab il reclutamento di nuovi combattenti e sostenitori. La quantità degli attacchi è stata rafforzata negli ultimi due anni in seguito all’insediamento di Trump. 45 sono gli attacchi compiuti quest’anno (2018), circa il 50 percento di più che nel 2017. Obama, nel suo ultimo anno di presidenza, il 2016, ne aveva fatti eseguire 15, quantità pari a quella messa in campo, in totale, negli anni fra il 2007- 2015. Obama nel 2013 ordinò che potevano essere attaccate soltanto persone che rappresentavano un pericolo diretto per gli USA e i suoi soldati. Che inoltre dovevano essere escluse “con certezza probabilità indefinite”, che possono togliere la vita a chi ha compiuto azioni civili.
Trump per parte sua ha dichiarato che gran parte della Somalia esterna alla capitale deve essere considerata “zona di attiva ostilità”. Dichiarazione che corrisponde allo status dell’Afghanistan, della Siria e dell’Irak, da cui ne consegue che i comandanti militari direttamente sul luogo hanno vasta libertà di decisione riguardo all’intervento aereo e con droni – entrambi armati.
Le comunicazioni fra posti di comando pertinenti – per la Somalia è ‘Africom’ la cui centrale si trova a Stoccarda – sono stati ampiamente standardizzati e resi superficiali. Menzionano soltanto il luogo dell’attacco e il numero delle vittime presunte, mentre non fissano nessuna base specifica delle operazioni. Come scopo viene soltanto indicato “l’indebolimento” di Al-Schabab, a cui devono essere assolutamente negati “luoghi di rifugio sicuri”.

Uccisi 34 combattenti di Al-Schabab

(31 dicembre 2018)

Le forze speciali degli eserciti somalo e USA hanno compiuto un rastrellamento nel sud della Somalia in cui sono stati uccisi almeno 34 combattenti della milizia jihaidista di Al-Schabab, fra i quali quattro comandanti. I soldati nella notte hanno assaltato un campo di jihaidisti, adoperato per la costruzione di bombe, armi a per l’addestramento alle azioni compiute che mettono in campo il suicidio.

Ancora bombardamenti

(21 gennaio 2019)

In un attacco aereo USA in Somalia, secondo indicazioni militari, sono state uccisi almeno 52 combattenti della milizia di Al-Schabab. L’esercito USA ha portato aiuto alle truppe somale la cui base è stata attaccata da “un grosso gruppo” di combattenti. Nel bombardamento compiuto nei pressi della località Dschilib, situata nel sud-ovest della Somalia, nessuna persona civile avrebbe subito danni, ha affermato ‘l‘US Africa Command‘. Queste indicazioni non sono state confermate da fonti indipendenti, ma precedute dalle dichiarazioni di un ministro della provincia colpita, secondo cui i combattenti di Al-Schabab uccisi sono 73.


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