Vicenza: Alla fiera delle armi

Riceviamo e diffondiamo:

H.I.T. SHOW 2019
Alla fiera delle armi

Dal 9 all’11 febbraio Vicenza ospiterà la quarta edizione dell’H.I.T. Show: Hunting, Individual protection and Target sports, manifestazione dedicata a caccia, protezione personale e tiro sportivo.
L’evento prevede l’esposizione di pistole, fucili e munizioni ad uso civile, armi da fuoco per forze dell’ordine o per la difesa personale, fino ad armi per uso sportivo e venatorio.
La tre giorni è allestita all’interno di 5 padiglioni della fiera di Vicenza ed ha raggiunto quota + 14% di espositori rispetto al 2018, con buyers che provengono da 16 paesi. Le aree espositive
dell’edizione 2019 saranno destinate a caccia, tiro sportivo, hit dog show (la fiera dei cani da caccia e da riporto con la “esposizione” di 1500 esemplari), outdoor award (prodotti, accessori e gudjet per la caccia e le attività outdoor) e Hit arena (l’area corsi e convegni). Infatti, oltre agli stand di armi e munizioni sono previste anche dimostrazioni pratiche e corsi di formazione al tiro per la caccia a palla ed all’uso della pistola e della carabina tenuti da istruttori dell’Unione Italiana Tiro a Segno e delle forze dell’ordine; in calendario anche un seminario sulla gestione della sicurezza in casa.


La kermesse è un’occasione aperta al pubblico tanto che l’accesso è consentito perfino ai minori purché siano accompagnati. L’edizione 2018 ha suscitato scalpore e sdegno nella pubblica opinione
proprio per la presenza di minori immortalati mentre imbracciavano fucili di ultima generazione sotto l’occhio passivo di mamma e papà. Per gli “addetti ai lavori” come le forze dell’ordine, sono
invece previste agevolazioni economiche in termini di riduzione del ticket. Organizzatore e promotore della fiera delle armi è “Italian Exhibition Group” (I.E.G.), un gruppo
nato dalla fusione del polo fieristico vicentino con quello di Rimini (manovra architettata dall’ex sindaco del PD Achille Variati), leader in Italia per l’organizzazione di eventi fieristici e convegni,
con joint ventur, filiali e collaborazioni attive anche in Stati Uniti, Emirati Arabi, Cina e Brasile. Ogni anno sono numerosi gli appuntamenti consolidati nel calendario di I.E.G. a cominciare dalla
nota fiera dell’oro (con la presenza fissa di aziende provenienti da Israele) per giungere a eventi come H.I.T. Show, in continua fase espansiva e candidato ad accrescere la propria influenza nel
settore delle armi a livello internazionale. Il messaggio che risuona forte e chiaro è la rappresentazione dell’arma da fuoco come bene di consumo accessibile a tutti e in fin dei conti
indispensabile non solo per gli appassionati di attività “sportive e venatorie”, ma anche per la gente comune impegnata a difendere il proprio cortile di casa.

Salvini e gli affari con la lobby delle armi
Quale sia il reale scopo di questa manifestazione lo si è visto concretamente osservando gli effetti prodotti sul piano politico lo scorso anno. La terza edizione dell’H.I.T. Show si è svolta in piena
campagna elettorale con visita dell’allora candidato premier Matteo Salvini. Nel corso dell’evento, Salvini si è riunito con i rappresentanti del Comitato Direttiva 477 (D-477) e ha sottoscritto un
documento pubblico col quale si è impegnato a rendere partecipe il Comitato e le altre associazioni di comparto nei futuri provvedimenti riguardanti le armi. Il Comitato D-477 è un’associazione, nata nel 2015, per difendere univocamente detentori e fabbricanti di armi, specie in seguito alla direttiva europea 477 del giugno 2017 che in risposta alla “emergenza terrorismo” punta a contrastare la circolazione illegale di armi. Con la direttiva 477 si forniscono dei parametri comuni per tutti i paesi dell’unione in materia di possesso e circolazione di armi e munizioni destinate all’uso civile; a ciascun paese, è data facoltà di attuare la direttiva in senso più o meno restrittivo. In questo senso l’azione del Comitato D-477 è diretta a fare pressione sulle forze politiche al fine di ottenere un’interpretazione più lassista e meno restrittiva della direttiva europea.
Il Comitato D-477 rappresenta a tutti gli effetti una lobby delle armi ed è in contattato con altre associazioni che difendono gli interessi di settore come la National Rifle Association statunitense, la
Firearms United europea, Assoarmieri, Conarmi e Anpam che sono le principali associazioni italiane della categoria dei produttori e venditori di armi. Salvini, divenuto vicepremier e ministro dell’Interno, a distanza di pochi mesi non ha perso tempo per mantenere gli impegni presi in campagna elettorale. Il 10 agosto 2018 il governo ha approvato il decreto legislativo n. 104 pubblicato in Gazzetta ufficiale l’8 settembre, con il quale si recepisce l’adeguamento alla direttiva europea 477 in modo estremamente permissivo.

Ecco cosa comporta la nuova legge:
– possibilità di detenere fino a 12 armi sportive (prima il limite era fermo a 6);
– aumento del numero di colpi nei caricatori;
– possibilità di inviare tramite mail la denuncia di possesso armi;
– viene estesa la categoria dei “tiratori sportivi”, basta essere iscritti ad associazioni o federazioni dilettantistiche di tiro a segno. Questa norma implica che sarà più facile acquistare armi da guerra del calibro di Kalashnikov e Black rifle;
– i collezionisti d’armi possono sparare 2 volte l’anno fino a un massimo di 62 colpi per accertarne il funzionamento.

A questo punto, risulta chiaro come l’HIT Show rappresenti un’occasione propizia per armaioli ed armigeri al fine di organizzarsi e far valere il proprio peso nei confronti di chi decide. In questo caso
la Lega di Salvini è stato il principale referente e di fatti, alle ultime politiche almeno una trentina di deputati del carroccio si sono guadagnati la poltrona grazie anche e soprattutto ai voti ottenuti dagli amanti delle armi.

E.S.A.: l’accademia militare che addestra i neonazisti ucraini, ospite all’HIT Show
L’European Security Academy è un’accademia militare privata con sede in Polonia, è riconosciuta a livello internazionale e si occupa di formazione nell’ambito della sicurezza. Offre corsi specifici
rivolti a forze di polizia, militari, professionisti occupati nell’industria della sicurezza e civili. Dalla sua fondazione nel 1992, l’ESA ha formato le forze speciali di svariati paesi tra cui i militari libici,
oltre a contractors e mercenari di ogni genere e tipo che operano nei contesti di guerra in Africa, America Centrale e Medio Oriente.
Dal 2016 ad oggi è stata documentata l’assidua frequentazione ai corsi realizzati dall’Accademia da parte di veterani e militari appartenenti al famigerato battaglione Azov (distaccamento autonomo della Guardia Nazionale Ucraina, Azov è legato al partito ultra-nazionalista ucraino National Corps ed è stato accusato dall’OHCHR di violazione dei diritti umani) e di militanti appartenenti a differenti gruppi ultra-nazionalisti e neonazisti ucraini. L’ESA sarà presente all’Hit Show con uno stand. Nelle giornate del 9-10 e 11 febbraio terrà un workshop ed alcune conferenze per presentare le sue attività.

Paranoia securitaria e Razzismo di Stato
Non è un caso che una delle maggiori fiere delle armi a livello internazionale si svolga proprio in Italia, paese leader nella produzione ed export di armi sia in ambito civile che militare. Non è
nemmeno un caso che l’HIT Show si tenga in una città come Vicenza, baluardo della militarizzazione e del paradigma securitario. Qui, oltre alle basi di guerra, sorgono numerose aziende che producono materiali od offrono servizi rivolti al settore militare e alla difesa, allo stesso tempo sono tante le ditte che fabbricano dispositivi di sicurezza. Quella stessa sicurezza che non
può mancare nelle vite dei padroni, in nome della quale sono state formulate leggi razziste come il decreto “Salvini” piuttosto che la riforma della legittima difesa, ancora in fase di discussione. Il
delirio securitario e al suo fianco il Razzismo di Stato costituiscono due facce della stessa medaglia e sono massima espressione di come gli interessi dei ricchi prevalgano sulle vite degli indesiderati (poveri e migranti sono le categorie più colpite dai provvedimenti repressivi), destinati a soccombere schiacciati sempre più ai margini. E’ in questo senso che HIT Show è a tutti gli effetti un ottimo momento per organizzare, manovrare e giustificare la guerra condotta per procura contro gli ultimi della società, sia essa combattuta in casa piuttosto che oltre i confini nazionali.

Antimilitarist*
Vicenza
Gennaio 2019

Per scaricare il testo in pdf:  HIT


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