Un po’ di vernice è il minimo

Giovedì 28 ottobre, a Sociologia, si stava svolgendo una conferenza sul tema della sicurezza e sul ruolo dell’Italia nelle “missioni di pace”, cioè nei ventuno teatri di guerra in cui – dal Medio Oriente all’Africa – le truppe tricolori sono attualmente impegnate.

All’incontro partecipavano professori di Giurisprudenza e alcuni ufficiali dell’esercito.

La contemporanea presenza di giuristi e di vertici delle forze armate non era casuale. Dal 1991 ad oggi, il governo italiano è costantemente impegnato in operazioni di guerra nonostante la costituzione lo vieti: non c’è qualche giurista che possa risolvere questa contraddizione dello Stato?

A Sociologia dei professionisti della guerra stavano discutendo con dei professori universitari su come servire meglio l’imperialismo italiano…

Nel silenzio generale, un gruppo di antimilitaristi ha contestato la conferenza lanciando dei fumogeni e della vernice rossa contro i relatori e lasciando dei volantini in cui i militari venivano definiti per quello che sono: “assassini”.

Un nostro amico e compagno è stato arrestato: si trova ora nel carcere di Bolzano. A lui va tutta la nostra solidarietà.

La guerra ha bisogno di una vasta complicità: fabbriche di armi, basi militari, centri di ricerca (anche nelle Università, anche a Povo), menzogne dei mass media, conferenze di propaganda.

Noi non vogliamo essere complici con i massacri della democrazia. Ecco tutto.

Non lasceremo in pace chi vive di guerra.

Luca libero!

Fuori le truppe dall’Afghanistan!

Impediamo la costruzione della base di Mattarello!

No all’apertura di un centro di Finmeccanica

(il più grosso produttore italiano di armi)

all’ex Manifattura Tabacchi di Rovereto!

Anarchici

Aggiornamento

Oggi (29 ottobre) Luca è stato condannato per direttissima a 6 mesi di carcere (con la condizionale) per danneggiamento, resistenza, aggressione, più l’obbligo di dimora a Rovereto.

Quello sopra è il volantino distribuito a Trento. Durante il volantinaggio, sulla porta d’entrata di Sociologia campeggiava uno striscione: “Nessuna pace con chi vive di guerra”. Anche gli studenti dell’“aula 13 liberata” hanno diffuso un testo dal titolo “Chi sgancia le bombe non ha nulla da insegnare”.

Leggendo i quotidiani locali di oggi, apprendiamo chi sono i due ufficiali dell’esercito colpiti dalla vernice. Uno è il tenente colonnello Giuseppe Zirone, dell’ufficio piani e polizia militare del comando generale dell’Arma dei carabinieri. L’altro è il capitano Pierpaolo Sinconi, capo ufficio affari internazionali del Coespu. Per chi non lo sapesse, il Coespu (di Vicenza) è una struttura in cui i vertici dei carabinieri addestrano le truppe di mezzo mondo (dal Medio Oriente alla Libia) alla contro-guerriglia e alla contro-insurrezione. Addestrano alla repressione, alla tortura, all’uso del terrore.

Un po’ di vernice contro simili assassini è davvero il minimo.


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