Una base militare. E io che c’entro?

Volantino distribuito buca a buca in questi giorni a Mattarello:

Buongiorno, dopo tanto tempo abbiamo deciso di scrivervi queste righe. Non ignorerete che a due passi da casa vostra sono cominciati e proseguono i lavori preliminari per costruire una base militare. C’è chi la chiama cittadella militare, chi “nuove caserme”. Ma non è questo il punto. I 1600 soldati di professione che dovrebbe ospitare quella “cosa” servono a fare la guerra. Dopo gli ultimi quattro ufficiali degli Alpini morti in Afghanistan, il governo è ormai costretto a dirlo: l’esercito italiano è in guerra. Non certo per difendere gli interessi nostri, di chi fa fatica ad arrivare a fine mese, ma quelli degli industriali e dei grossi produttori di armi.

Non opponendoci alla costruzione di una base militare, ci prendiamo e vi prendete delle enormi responsabilità morali, non solo nei confronti della nostra terra, ma anche nei confronti dei popoli che stanno subendo le guerre in cui i soldati italiani sono coinvolti.

Proprio perché le conseguenze della base non toccano solo l’abitato di Mattarello, le responsabilità sono di tutti. Così come la legittimità ad agire per fermare questo progetto.

Abbiamo visto che le raccolte di firme, le interrogazioni in consiglio comunale e provinciale, le trattative con le istituzioni non servono a nulla: i lavori vanno avanti. E poco ci importa se gli ettari effettivamente occupati dalla base saranno alla fine 20 o 26, e se le caserme saranno costruite con materiali ecologici o meno. La guerra non è un problema urbanistico.

Assieme ad altri abbiamo bloccato i lavori tre volte negli anni scorsi, organizzato diverse iniziative pubbliche, distribuito migliaia di volantini. Per noi la partita è ancora tutta da giocare.

Prima di lamentarci, vogliamo batterci con tutte le nostre forze. Altrove la popolazione ha dimostrato di poter fermare progetti simili perché li considerava ingiusti.

Le occasioni non mancheranno per vedere chi è contro la base: nei fatti, non solo a chiacchiere.

Starete ancora alla finestra?

Noi speriamo con tutto il cuore di no.

Rompere le righe

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