A proposito di una presunta aggressione. Fiorini, i giornali e una costante falsificazione

Volantino distribuito a Rovereto il 21 settembre

Contro Fulvio Fiorini, fotografo del “Trentino”, non c’è stata alcuna aggressione. Come si può vedere persino nel filmato della RAI, la realtà dei fatti è ben diversa. Venerdì mattina, durante il blocco dell’ex Manifattura Tabacchi contro le ditte legate a Finmeccanica che il complesso di Borgo Sacco ospita, un compagno ha invitato Fiorini ad andarsene. Questo non tanto per ragioni pratiche ¬– i compagni, a volto scoperto, erano già stati abbondantemente fotografati ¬– ma di principio. Fiorini, infatti, nel 2003 aveva fatto arrestare un nostro compagno per un episodio simile.
Fiorini ha reagito all’invito ad andarsene insultando e alzando le mani. Nella colluttazione gli è partita la macchina fotografica. Un altro compagno gli ha semplicemente fermato le mani mentre sferrava cazzotti. Lo si può vedere anche nel fotogramma pubblicato sul “Trentino”, guardandolo senza farsi condizionare dalla didascalia.

“Cosa c’è di più anarchico e veridico di un’istantanea?” si chiede un giornalista del quotidiano locale. Le fotografie, in realtà, non sono mai neutre. Se di una conferenza molto partecipata io fotografo solo il momento finale in cui in sala sono rimaste poche persone, il giornalista potrà aggiungere “la città ha accolto con indifferenza l’invito al dibattito”. Non è falso che in quel preciso momento ci fossero poche persone, ciò che è falso è che quell’istantanea descriva l’intera serata. Il giornalismo usa costantemente queste tecniche. Non è falso che un compagno abbia fermato Fiorini. Solo non si vede ciò che è accaduto prima.
Fiorini da anni presta le sue fotografie ad articoli che falsificano le attività degli anarchici. È stato più e più volte invitato a non presentarsi alle nostre iniziative. Cosa c’è di “totalitario” – come ha scritto un imbecille di Rifondazione Comunista – nel non volere qualcuno che ha fatto arrestare un nostro amico e compagno? (È poi semplicemente grottesco che lezioni sulle battaglie sociali vengano da chi porta in piazza quattro persone con otto bandiere, come si è visto sabato 8 settembre a Rovereto).

Facciamo alcuni esempi recenti di falsificazioni giornalistiche contro di noi. Il “Trentino” ha scritto che siamo stati noi a scatenare le cariche di sabato 8 settembre durante il blocco del “Giro della Padania”. Di più: che abbiamo fatto caricare apposta, dalle retrovie, persone indifese in prima fila. Come qualche centinaio di persone ha visto, le cariche sono partite a freddo, e i compagni erano in prima fila, assieme ad altri, a proteggere il blocco.
Lo stesso giornale ha scritto che a contestare la festa della Lega, quel sabato, c’era un “drappello di anarchici”, quando in realtà c’era un centinaio di persone.
Nell’articolo sulla presunta aggressione a Fiorini si dice che il compagno in questione sarebbe stato fermato in Valsusa con del combustibile finalizzato al confezionamento di molotov. In realtà, è stato fermato con delle taniche di gasolio, liquido che non è infiammabile e con cui nemmeno un alchimista potrebbe fabbricare delle bombe incendiarie.
Non si tratta di sviste. Si tratta di attacchi mirati. Perché? Semplice: perché gli anarchici esprimono in città da oltre vent’anni un’opposizione senza compromessi contro ogni forma di potere, di destra come di sinistra. Potere di cui i mass media sono servitori e garanti.
Il sindaco Miorandi afferma che non intende più accettare “violenze” e che negherà persino la concessione di sale pubbliche agli anarchici.
Miorandi è esponente di punta di un partito – il PD – che ha votato e finanziato tutte le guerre che vedono implicato il governo italiano. Un partito che ha chiesto e ottenuto l’invio dell’esercito in Valsusa contro la popolazione in lotta per fermare il TAV. Il sindaco, quale responsabile politico dell’ordine pubblico, ha fatto caricare il blocco anti-Lega due settimane fa sul corso Rosmini. Il sindaco ospita e finanzia all’ex Manifattura Tabacchi alcune ditte (Eurotech, ad esempio) che producono componenti per i Predator, i caccia senza pilota che stanno bombardando da anni l’Afghanistan. E poi condanna ogni forma di violenza…
L’invito che facciamo è di non credere ai giornali.
La promessa è che tutte queste falsificazioni non fermeranno le nostre lotte.

anarchici


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