Dispositivi di contro-insurrezione: il drone utilizzato a Ravenna al corteo contro la CMC

Ai partecipanti del corteo di Ravenna dello scorso 13 ottobre contro la CMC (ditta che ha l’appalto per la costruzione del cunicolo esplorativo in Valsusa) sarà apparso alla vista uno strano insetto volante di ridottissime dimensioni che, munito di videocamera, sorvegliava ed identificava dall’alto i manifestanti. Questo schifoso e minuscolo guardone, è lo “scrabble” (“scarabeo”) costruito dalla mini-ditta ravennate “Italdron”, piccola azienda costituita da tre giovani “nerd” (così si definiscono loro) nel 2007, ed utilizzato in collaborazione con la digos di Ravenna lo scorso 13 ottobre.

L’UAV in questione è un piccolo velivolo quadrielica, di 1 kg di peso e 50 cm di larghezza, 15 minuti di autonomia e con una capacità di arrivare fino ad 1 km di altezza. Tutto il sistema è trasportabile in uno zaino di ridotte dimensioni, ed è perfettamente utilizzabile in ambienti urbani.

La storia della nascita di questo drone è particolarmente interessante per evidenziare ancora una volta sia l’impossibilità di una distinzione fra il campo “civile” e quello “militare”, e sia che la tecnologia è semplicemente lo sviluppo di saperi e di dispositivi finalizzati alla guerra contro il vivente.

 

”Un piccolo elicottero quadrielica per smascherare lo sciacallo”: è stato questo il miglior spot per

“scarabeo”, sperimentato ufficialmente per scopi “civili” col fine di ottenere immagini ad alta risoluzione del terremoto dell’Emilia nel 2012.

A poche settimane dal suo primo impiego operativo nel contesto post-terremoto, alcune immagini vengono da subito utilizzate dalle forze di polizia per sventare un tentativo di furto di un trittico da una chiesa crollata.

Questi tre figuri e la loro azienda già collaborano con la RAI e altre agenzie di stampa, ultimamente si sono messi a disposizione delle forze dell’ordine di Ravenna, fornendo il drone e il relativo supporto logistico alla guardia di finanza, che ha scoperto così tre piantagioni di cannabis nel ravennate nell’arco del mese di settembre, e della digos per il corteo contro la CMC.

L’attenzione delle forze della repressione verso i droni sta aumentando in vista di un loro utilizzo operativo che esca dalla fase sperimentale. Seminari interni alla polizia di stato sull’utilizzo dei droni si sono susseguiti nell’estate del 2012, come quello promosso dall’ UGL Polizia di stato il 23 giugno sull’aggiornamento tecnico e professionale per l’utilizzo di droni nell’attività investigativa. Quindi non solo Finmeccanica, ma molte piccole aziende sparse sul territorio (come “Italdron” appunto) si stanno preparando ad operare sul mercato dei droni per la videosorveglianza e per l’utilizzo in contesti urbani, mentre svariati centri di ricerca universitari si stanno attrezzando per la progettazione, lo sviluppo e addirittura il collaudo operativo di micro-UAV, in collaborazione con soggetti istituzionali come le forze dell’ordine. A tal proposito, un esempio significativo è quello dell’università di Napoli “Parthenope” e del “Centro campano per il monitoraggio e la modellistica marina ed atmosferica”, che ha addirittura creato un percorso universitario specifico per lo sviluppo e la realizzazione dei droni denominato “Ingegneria sanitaria ambientale”.

 

 


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