Cile: il governo invia l’esercito nei quartieri poveri

Riceviamo e pubblichiamo:

Cile: il governo invia l’esercito nei quartieri poveri

(junge Welt 20 maggio 2020 + AFP*)

In seguito alle proteste l’esercito è stato inviato in un quartiere povero della capitale Santiago. I soldati pattugliano da martedì (19 maggio) armati di mitra il quartiere El Bosque dove nella protesta contro si sono verificati scontri con la polizia a causa del coprifuoco (cioè: divieto di uscire dalle proprie abitazioni, di circolare per le strade, di manifestare, ecc.) disposto in relazione alla diffusione del coronavirus.

A Santiago viene impiegato da alcuni giorni uno stretto coprifuoco per arginare la radente estensione del nuovo tipo di coronavirus. Da questa situazione ha preso vita la crescente protesta: nei quartieri di classe media e operai, dove tante persone hanno perso il posto di lavoro, lunedì (18 maggio) sono esplose violenti proteste. Le persone in strada urlavano: “Abbiamo fame … Dobbiamo lavorare” … a El Bosque si sono battute contro la polizia e per espropriare generi alimentari … con bastoni e sassi. Il giorno dopo a sostegno della polizia negli stessi quartieri e sobborghi è stato inviato l’esercito.

In Cile l’11,7 percento della popolazione totale (18 milioni di persone), è considerata povera.

Il 19 maggio in Cile si è registrato il più alto numero di morti e di infezioni, nel volgere di 24 ore, causate dal coronavirus. Sono salite a 3.520 le persone contagiate, 31 sono morte. Dai primi casi di coronavirus verificatisi in Cile all’inizio di marzo, dicono le statistiche ufficiali: circa 50.000 sono le persone colpite dalle infezioni e oltre 500 le morti.

(*) AFP : Agence France-Presse è un’agenzia di stampa francese. Fondata nel 1835, è tra le più importanti e autorevoli al mondo.

 

 

 


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