Non se ne andranno

Non se ne andranno

Da qualche giorno l’esercito pattuglierà l’esterno del carcere di Sulmona e L’Aquila. Dopo l’operato dei militari nelle carceri durante la Fase1 con lo scopo dichiarato di sanificare gli ambienti, ecco che questi amanti dell’ordine e disciplina, per la Fase2 si sono sistemati in un ambiente in cui si trovano a loro agio, ambiente di gerarchia e repressione, e pensiamo non se ne andranno molto presto. Quindi dal controllo di questi mesi delle strade di tutto il paese insieme alle altre forze dello Stato, si passa direttamente al passaggio del controllo delle carceri e non solo. Ma in certi casi eccezionali, come una rivolta, potrebbero intervenire in caso che la polizia penitenziaria non riesca a sedarla sul nascere? E se si in che modo lo farebbero? Come i loro colleghi della penitenziaria di Modena con i mitra che sparano ad altezza uomo?

Senza contare che quello che è successo nel magazzino della Brt in questi giorni durante un ‘assemblea sindacale sia solo uno dei futuri esempi di come verranno impiegati i militari in Italia, senza contare che in altre parti del mondo come in Cile stanno intervenendo per reprimere le proteste nei quartieri più poveri in cui si comincia a fare nuovi buchi sulla cintura dei pantaloni.

Il discorso pubblicitario dello Stato riguardo l’utilizzo del suo braccio armato nella Fase2, nasconde nei fatti la realtà più spicciola, quella che si tocca con mano nel momento in cui si alza la testa o che non si rispetti qualche regola insensata, o che se finisca nelle patrie galere per questi e altri motivi. A passi lunghi e ben distesi l’esercito avanza nel quotidiano, la mimetica fa parte dell’arredo e pensiamo che se la cinghia bisognerà tirarla ancora anche a queste latitudini, non ci verranno distribuiti medicinali in modo affabile come ci viene fatto credere, ma ben altro ci verrà dato per colmare la fame.

 

 

https://www.milanotoday.it/video/sedriano-carabinieri-interrompono-sciopero.html


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