Il Da Vinci gemellato al MUOStro di Niscemi

di Antonio Mazzeo

 Come rafforzare l’alleanza politico-militare tra Italia e Stati Uniti e nel contempo indebolire il fronte del No all’installazione del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari delle forze armate Usa? Per il Dipartimento di Stato basta gemellare un liceo siciliano con una high school d’oltreoceano e il gioco è fatto. Così, lo scorso 15 febbraio, il Public Affairs Office del Consolato generale degli Stati Uniti di Napoli ha inviato una lettera all’Associazione americana degli insegnanti d’italiano (AATI), istituzione fondata in Canada nel 1924 per promuovere lo studio della lingua e della letteratura italiana nei college e nelle università nordamericane. Oggetto, lo sviluppo di un Sister School Program a Niscemi, la cittadina in provincia di Caltanissetta dove sta per essere installato uno dei quattro terminali terrestri del famigerato MUOStro per le guerre stellari. Continue reading


No all’installazione del sistema militare M.U.O.S. (Mobile User Object System) presso la base militare americana NTRF di Niscemi (CL)

Guerre stellari: ultimo atto.
Hanno già preso il via lo scorso 19 febbraio, le prime opere di movimentazione terra e di predisposizione delle piattaforme per l’installazione del MUOS a Niscemi (per il basamento di cemento armato è al lavoro la Calcestruzzi Piazza, società già comparsa nell’indagine “Mercurio-Atlantide” che non ha ottenuto il certificato antimafia!). Un ulteriore salto di qualità nel perfezionamento del controllo planetario e nella “Guerra Globale al Terrorismo”, oltre ovviamente all’impatto per ora ignoto delle onde elettromagnetiche della stazione radar sulla salute umana e sull’ambiente circostante.

La marina militare statunitense sta installando, in una stazione di telecomunicazioni della Marina USA già funzionante, un sistema di telecomunicazioni satellitare chiamato MUOS (Mobile User Object System) in grado di permettere la comunicazione da ogni parte del globo di tutti gli utenti militari mobili. Le 4 stazioni a terra previste per tutto il pianeta saranno realizzate a Niscemi, Italia – Wahiawa, Hawaii – Norfolk, Virginia – Geraldton, Australia. Il sistema MUOS permette di pilotare a distanza i droni militari (aerei senza pilota), di integrare comandi, centri d’intelligence, radar, cacciabombardieri, missili da crociera, con copertura globale attraverso la connessione con i sistemi terrestri creati appunto dalle MUOS groung station, garantendo il controllo capillare del pianeta e perpetuando così la superiorità offensiva degli Stati Uniti d’America e della Nato. Continue reading


I lavori del MUOS un crimine contro l’ambiente

di Antonio Mazzeo

Un paesaggio da incubo. La collina stuprata, sventrata. Voragini ampie come i crateri di un vulcano. Il terreno lacerato dal transito dei mezzi pesanti, ruspe, betoniere, camion. Recinzioni di filo spinato, tralicci di acciaio. Una selva di antenne. E poi ancora e solo antenne. Terrazzamenti, gli uni sugli altri, per centinaia e centinaia di metri. Uno di essi mostra già evidenti segni di cedimento. Forse per la pioggia dell’ultima coda d’inverno. In cima, tre piattaforme in cemento armato. E un primo blocco di casermette, container in alluminio e i box per i generatori di potenza. Non conoscono soste i lavori di realizzazione, all’interno della riserva naturale “Sughereta” di Niscemi, del terminale terrestre del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina militare USA. Scempi che si sommano ad altri scempi, l’elogio della follia della guerra, l’estrema profanazione del paesaggio e dell’ambiente. Continue reading


Stretto di Messina a rischio sottomarini nucleari USA

di Antonio Mazzeo

Dall’antichità è ritenuto uno dei corridoi marittimi più pericolosi per la navigazione. Lo Stretto di Messina vanta un triste record d’incidenti e collisioni, eppure continuano ad attraversarlo annualmente più di quindicimila imbarcazioni. Si tratta di superpetroliere, traghetti, navi da crociera e pescherecci, unità container con a bordo rifiuti radioattivi, tossici e nocivi, imbarcazioni da guerra di Stati Uniti d’America ed alleati NATO. E le portaerei giganti e i sommergibili a capacità e propulsione nucleare.

Il 5 aprile scorso l’ultimo transito atomico. Mentre alcuni curiosi assistevano all’attracco nel porto di Messina della nave da crociera “Splendida”, a pochi metri dalla costa è improvvisamente emersa l’inquietante sagoma nera di un sottomarino USA. Stamani la foto dell’hunter killer atomico a passeggio nello Stretto è stata pubblicata in prima pagina dalla Gazzetta del Sud. Continue reading


Pakistan alleato strategico del governo Monti

di Antonio Mazzeo

Stati Uniti e Nato lo guardano con diffidenza per le troppe ambiguità nella lotta al terrorismo di matrice islamica. Potenza nucleare, una lunga guerra a bassa intensità con la vicina India, il “democratico” Pakistan è vigilato a vista dall’esercito e dagli onnipotenti servizi segreti. Ciononostante sta per divenire uno dei più affidabili partner politico-militari dell’Italia nel continente asiatico.

Alla vigilia delle feste pasquali, il consiglio dei ministri ha discusso e approvato un nuovo accordo di cooperazione con i militari pakistani. “La ratifica dell’accordo nel settore della difesa – riferisce il portavoce dell’esecutivo – si inquadra in una fase particolarmente positiva dei rapporti tra i due Paesi, confermata anche dal recente incontro tra il Presidente Monti e l’omologo pakistano Gilani, in Cina, a margine del Forum dell’Asia a Boao”. Obiettivo chiave del partenariato sarà quello di “sviluppare la cooperazione bilaterale tra le forze armate dei due Paesi, nell’intento di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza”. Sempre secondo il Governo, una volta in vigore, l’accordo assicurerà anche un’adeguata cornice giuridica e istituzionale per “l’ulteriore progresso di programmi di cooperazione industriale, a beneficio dei settori produttivi e commerciali d’Italia e Pakistan”. Continue reading


Le nuove guerre dei militari USA di Vicenza

di Antonio Mazzeo

Torneranno presto nell’inferno afgano i soldati USA di stanza a Vicenza. Il Dipartimento della difesa ha reso noto che a partire della primavera 2012, due brigate di US Army verranno inviate in Afghanistan per sostituire alcuni reparti impegnati da mesi nelle operazioni di guerra. Si tratta della 173^ brigata aviotrasportata attualmente ospitata a Camp Ederle (Vicenza) e della 12th Combat Aviation Brigade di Katterbach, Germania. In vista della nuova missione bellica, oltre 3.600 uomini della 173^ brigata hanno completato un complesso ciclo addestrativo nel poligono tedesco di Hohenfels. Saranno invece 2.400 gli uomini della 12^ brigata da combattimento di US Army che raggiungeranno l’Afghanistan. Continue reading


La guerra continua. Bombe agli AMX in Afghanistan e occupazione militare della Libia

Con 415 voti a favore, il 1° di febbraio la Camera ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto di proroga delle missioni militari all’estero per tutto il 2012.

La novità più significativa è la proroga della copertura finanziaria alle missioni di guerra per un intero anno anziché per sei mesi, per il valore di 1,4 miliardi di euro.

Un emendamento autorizza la cessione a titolo gratuito al governo provvisorio libico di mezzi non più in uso alle forze armate italiane. Si segnala l’incremento proporzionale degli stanziamenti per le missioni dell’Unione Europea e della NATO contro la pirateria: 49,7 milioni di euro per tutto il 2012 a fronte dei 20,8 milioni del secondo semestre del 2011.

In linea con le risoluzioni 2009, 2016 e 2022 del Consiglio di sicurezza dell’ONU, viene finanziata l’occupazione della Libia da parte dell’esercito italiano stanziando 10 milioni di euro per l’impiego di personale militare in attività di “assistenza, supporto e formazione” nel paese nordafricano, presumibilmente in compiti di addestramento della neonata polizia libica e nella protezione delle infrastrutture e dei giacimenti petroliferi (ENI ringrazia).

Per concludere, dal 18 gennaio i quattro cacciabombardieri italiani AMX schierati in Afghanistan hanno avuto l’autorizzazione a impiegare “tutti gli assetti presenti nel teatro operativo afgano senza limitazioni”, ovvero uccidere anche con le bombe e non più solo con il cannoncino.

Questa scelta del governo, già considerata ma mai approvata dall’ex ministro della Difesa La Russa, è in linea all’acuirsi dei combattimenti sul fronte afgano fra le truppe d’occupazione italiane e la resistenza della popolazione.


Dopo gli Stati Uniti anche in Italia la guerra si fa “green”:

10 milioni di euro alle forze armate dallo sviluppo di energie rinnovabili

“A tre mesi dalla sua nascita, la società “Difesa Servizi Spa” ha portato i primi utili concreti”. È quanto affermato dall’ex Ministro della Difesa La Russa lo scorso novembre nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati ottenuti dalla società “Difesa Servizi Spa” (costituita nel 1999) come strumento di autofinanziamento del Ministero della Difesa. Lo scorso mese di luglio il ministero  aveva concesso a “Difesa Servizi spa” la gestione di 64 siti militari per l’installazione di pannelli fotovoltaici.
“Grazie alle energie rinnovabili”, ha spiegato La Russa, “abbiamo ottenuto un introito di 10 milioni di euro per l’anno 2011”.
Nel corso dell’incontro con la stampa, alla quale hanno partecipato anche il presidente del consiglio d’amministrazione della società e generale di corpo d’armata Armando Novelli, l’amministratore delegato Lino Girometta e il consigliere Antonio Giordano, l’ex ministro ha ricordato anche le altre iniziative intraprese da “Difesa Servizi”.
Lo scorso mese di ottobre sono state infatti siglate due convenzioni riguardanti il settore della meteorologia, mentre è di prossima attivazione la convenzione per la tutela dei marchi delle forze armate, presentati il 5 novembre scorso in una sfilata a Milano.
Ricordiamo che sempre questa azienda, con i marchi di abbigliamento “Esercito Italiano-Marina Militare e Aereonautica Militare” è in continua espansione sul territorio con oltre 200 tra punti vendita e negozi monomarca, con l’obiettivo di diffondere la propaganda militarista e ricavare guadagno per il funzionamento dell’apparato militare dello Stato.
La guerra si diffonde sul territorio e nell’immaginario collettivo. Sabotare il meccanismo bellico in tutte le sue componenti parte anche da qui.


Finmeccanica è sempre più NATO

di Antonio Mazzeo

 Le società produttrici di armi controllate da Finmeccanica si confermano importanti contractor dell’Alleanza Atlantica. Selex Elsag, specializzata nella progettazione e nello sviluppo dei sistemi di comunicazione militare, si è aggiudicata in collaborazione con il colosso statunitense Northrop Grumman, un contratto di circa 50 milioni di euro per l’implementazione e la gestione del programma Computer Incident Response Capability (NCIRC) – Full Operating Capability (FOC) dell’agenzia NC3A della NATO. Continue reading


Missili, satelliti e aerei d’Israele per le forze armate italiane

di Antonio Mazzeo

Può essere equipaggiato con tre differenti tipologie di testata bellica a seconda dell’uso: anticarro, antifanteria e per la distruzione di bunker. Lo “Spike” è l’ultimo gioiello di morte prodotto da Rafael, una delle più importanti industrie militari israeliane. Si tratta di un missile aria-terra a corto raggio destinato agli elicotteri d’attacco. La prima versione, denominata “Er”, è capace di colpire bersagli fino a una distanza di 8 chilometri. Gli israeliani però hanno in produzione un modello con una gittata superiore ai 25 chilometri, lo “Spike Nlos”, dotato di un sensore elettro-ottico e infrarossi e di un apparato di ricerca laser. Continue reading