Category Archives: Generale

La “privatizzazione” della guerra

La scorsa settimana la deputata del Partito Democratico Federica Mogherini ha diffuso, indignata, la terribile notizia che il governo ha rinunciato al comando della missione NATO in Kosovo (missione nota con la sigla KFOR), dato che la manovra finanziaria non consentirebbe di reperire i fondi necessari neppure per mantenere l’attuale contingente. Un ritiro, parziale o totale, dei militari italiani, per qualsiasi motivo venga deciso, di per sé non sarebbe una di quelle notizie in grado di suscitare particolare dolore; ma il problema è che, come sempre, c’è l’inganno. Continue reading


A scuola… di guerra

«A partire dal prossimo anno scolastico i residui non utilizzati del fondo finanziario delle scuole non rimarranno più a disposizione degli istituti per essere riutilizzati l’anno successivo, ma serviranno a finanziare i corsi di tre settimane, voluti dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, per avvicinare gli under 30 alle forze armate: il provvedimento è contenuto nella manovra finanziaria, la legge 122, il cui testo è stato pubblicato nel supplemento ordinario della “Gazzetta Ufficiale” del 30 luglio. Nella legge di riordino dei conti pubblici si stabilisce che le somme risparmiate potranno essere riutilizzate per gli stessi scopi nell’anno successivo ma “al netto di quanto previsto all’articolo 55, comma 7-bis, lettera c)”: ciò significa che almeno una parte delle risorse finalizzate alla “diffusione dei valori e della cultura della pace e della solidarietà internazionale tra le giovani generazioni” – in particolare 5.772.720 euro per il 2011 ed una cifra analoga per il 2012 – verranno prelevate dai fondi non utilizzati per vari motivi dalle oltre 10mila scuole italiane. L’operazione sarà agevolata dal fatto che, proprio a partire dal prossimo anno scolastico, il cosiddetto Fis, il fondo d’istituto destinato a compensare le attività non propriamente didattiche (supplenze, progetti, visite culturali e via dicendo), verrà liquidato direttamente dal ministero del Tesoro e non più dalle singole scuole attraverso l’innovativo meccanismo del ‘cedolino unico’. “In pratica il meccanismo previsto – spiega Reginaldo Palermo del periodico ‘La Tecnica della Scuola’ – è questo: il ministero comunica alle scuole l’entità delle risorse disponibili, ciascuna scuola definisce il piano di spesa attraverso il contratto di istituto, come avviene già ora, e alla fine dell’anno comunica al ministero del Tesoro la misura del compenso spettante a ciascun dipendente”. Una procedura che supera, quindi, quella attuale, in base alla quale “i risparmi dovuti a somme non spese per varie ragioni (attività non svolte, rinuncia all’incarico da parte di un docente, modifica al piano delle attività, ecc..) vengono trattenuti dalla scuola e utilizzati l’anno successivo sempre per il contratto di istituto”. Proprio grazie “a questo nuovo meccanismo – conclude Palermo – il Mef riuscirà a utilizzare una parte dei risparmi del fondo di istituto per la promozione di corsi organizzati dalle forze armate”.
Nello stesso testo della finanziaria viene indicato anche come si svilupperanno le ‘full immersion’ di tre settimane che i giovani tra i 18 e i 30 anni passeranno all’interno delle caserme. I corsi, organizzati delle stesse Forze armate, saranno finalizzati “a fornire le conoscenze di base riguardanti il dovere costituzionale di difesa della Patria, le attività prioritarie delle Forze armate, in particolare nelle missioni internazionali di pace a salvaguardia degli interessi nazionali, di contrasto al terrorismo internazionale e di soccorso alle popolazioni locali, di protezione dei beni culturali, paesaggistici e ambientali e quelle di concorso alla salvaguardia delle libere istituzioni, in circostanze di pubblica calamità e in altri casi di straordinaria necessità e urgenza”(fonte: http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2010/07_luglio/31/scuola».


QUANDO LA GUERRA VIENE A GALLA

Pubblichiamo due testi tratti da “Nunatak. Rivista di storie, culture e lotte della montagna”. Una riflessione tra urbanistica, “emergenze ambientali” e militarizzazione della società; uno sguardo sulla trasformazione militar-affaristica della Protezione civile all’epoca del Capo Bertolaso. Alcuni spunti per capire che la logica di guerra non è in un lontano Altrove, ma qui. Ed è la stessa logica del profitto.

QUALCHE PUNTO FERMO, TRA EMERGENZE E CROLLI Continue reading


Cittadini-soldati

”Siamo soddisfatti degli esiti, che hanno visto i ragazzi impegnarsi oltre i loro limiti personali per non cedere, cementare tra di loro un sano spirito di corpo e, soprattutto, recepire i valori e il significato di fare il soldato, il ‘cittadino soldato’, valori che oggi, con la sospensione della leva, sono sempre meno diffusi e meno percepiti dalle giovani generazioni”. Continue reading


Prorogata la presenza dei militari nelle città

Confermata la proroga di sei mesi alla militarizzazione delle città italiane. Fino al 31 dicembre saranno 4.250 i militari impiegati per compiti di ordine pubblico: 1.095 per la vigilanza dei Centri di identificazione e di espulsione, 1.467 per le pattuglie cittadine e 1.688 per la vigilanza di siti sensibili come ambasciate o chiese.

Questi i numeri delle principali città: a Torino 135 militari per la vigilanza rispetto al Cie, 56 per le pattuglie e 55 per i siti sensibili; a Milano 70 per il Cie, 300 per le pattuglie e 269 per i siti sensibili; a Bologna 60 per il Cie e 78 per i siti sensibili; a Roma 85 per il Cie, 157 per le pattuglie e 772 per i siti sensibili; a Caserta 180 per le pattuglie e 175 per siti sensibili; a Napoli 125 di pattuglia e 79 per siti sensibili. In Sicilia, 70 militari per il Cie a Caltanissetta e 50 per quelli a Trapani; 35 di pattuglia a Palermo e 25 per i siti; 33 di pattuglia a Messina e 10 per i siti; 61 di pattuglia a Catania e 50 per i

siti.


PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

Pubblichiamo queste riflessioni di alcuni compagni abruzzesi su petrolio e nucleare. Nonostante non affrontino direttamente il problema guerra, la militarizzazione della società è sempre sullo sfondo. Le considerazioni sull’autorganizzazione delle lotte hanno una valenza generale. 

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Quando la guerra viene a galla

Succede a volte che la tranquillità ed il quieto vivere delle persone per bene, della gente comune, i cittadini, vengano inspiegabilmente turbati. Dal nulla, cioè dalla pace in cui siamo assopiti, capita di essere investiti da un boato, di andare a sbattere contro un muro, di cadere dentro una buca. E succede davvero. Proprio dal nulla. E allora si presenta il tutto: un tutto che non si voleva, brutto, diverso da quanto ci aspettavamo. Insomma viene disvelata la cruda realtà e vicinanza della guerra.

Già, capita di sentire un boato: nel novembre del 2007 un elicottero americano, modello BlackHawk, durante un’esercitazione sul fiume Piave nel trevigiano, cade e muoiono 4 militari e ne restano feriti 7. Il luogo della “tragedia” si trova a pochi metri da un ponte autostradale che attraversa il fiume. (Cosa sarebbe successo se l’elicottero fosse caduto pochi metri più in là?). Gli abitanti allora cominciano a ricordare che molto spesso i militari statunitensi compiono esercitazioni in quei luoghi e passano pericolosamente a raso terra sulle teste dei pescatori e degli automobilisti. Continue reading


Giornate antimilitariste a Barcellona 24-25-26 settembre

Venerdì 24 sett.

Ateneu Llibertari del Casc Antic, Fonollars 15, Forat de la Vergonya,
Metro L4 Jaume 1

19.00

– Riflessione sull’attuale situazione di militarizzazione della società e su come combatterla: presentazione delle giornate.

– La lotta antimilitarista in Catalogna e nello Stato spagnolo negli anni 90 e l'”obiezione totale”, a cura di un ex-membro del collettivo CAMPI (Col.lectiu antimilitarista pro insubmissió) di Barcellona con la proiezione dei documentari “No vagis a la mili:insumissió” (Barcellona, 1991) e “No hay libertad sin desobediencia” (Barcellona, 1993).

Sabato 25 sett.

Espai Obert, Violant d’Hongria 71 1r, Metro L5 Plaça de Sants y Badal

11.00

– Sabotiamo la guerra dalla base: la lotta contro la base militare di Mattarello (Trento, Italia), a cura di Romperelerighe (Rovereto-Trento, Italia). Continue reading


US Army Vicenza, Africom e il Rwanda: una lezione di cinismo

di Antonio Mazzeo
A Gabiro, 130 chilometri a nord-est della capitale Kigali, sorge la scuola di addestramento fanteria ed artiglieria delle forze armate del Rwanda. Fu aperta nell’aprile del 1994, il fatidico mese in cui un missile terra-aria abbatté l’aereo in cui viaggiavano Juvénal Habyarimana, presidente del Rwanda, e Cyprien Ntaryamira, presidente del Burundi. Con l’assassinio dei due capi di Stato, il Rwanda precipitò in una delle più sanguinose guerre civili della storia. E la scuola militare di Gabiro divenne uno dei principali centri operativi del “Rwandan Patriotic Front/Army”, l’esercito guidato dall’allora generale Paul Kagame, odierno presidente del Rwanda.
Nel presidio di Gabiro fu pure allestito un campo di prigionia per centinaia di militanti Hutu. Molti di essi, non ne uscirono vivi.
Da qualche tempo nella scuola di addestramento di Gabiro operano alcuni ufficiali di US Army Africa, il comando per le operazioni terrestri delle forze armate statunitensi nel continente africano che è stato insediato l’autunno scorso a Vicenza. I militari, congiuntamente ad un contingente dell’esercito britannico di stanza in Kenya, addestrano il personale delle forze armate ruandesi nelle tattiche d’intervento e “bonifica” di aree densamente abitate, quelle sperimentate in Afghanistan ed Iraq dalla 173^ Brigata aviotrasportata USA di Vicenza.
Non è questo l’unico intervento in terra africana del personale di US Army Africa. Continue reading


I nuovi triangoli italiani della morte

Triangoli di morte:
Interessanti documenti ufficiali