apr 30 2015

25 aprile a Pinerolo

PER UN 25 APRILE DI RESISTENZA ANTIMILITARISTA, POPOLARE E RIBELLE, LONTANO DALLA RETORICA

ISTITUZIONALE E VICINO A CHI LOTTA PER IL PRESENTE.

Il 25 aprile si avvicina e quest’anno, ben lungi dal compiacerci per una liberazione che avrebbe ancora molti passi da compiere, vorremmo attirare l’attenzione su di una questione che ci tocca particolarmente da vicino qui a Pinerolo, ma mai sufficientemente approfondita: l’antimilitarismo. Continue reading


apr 24 2015

Resoconto corteo a Teulada

Mercoledì 15, ci siamo ritrovati nel primo pomeriggio all’appuntamento, a pochi metri dalle reti del poligono di Teulada, in una cinquantina di persone. Continue reading


apr 24 2015

Ogni pretesto è buono: sulla militarizzazione degli spazi urbani a Firenze

Mentre nei mari a sud della Sicilia il rovesciamento di un’ imbarcazione di immigrati provoca tra i 700 e 900 morti, la più grande tragedia degli ultimi anni (a detta dei media), nei giornali e sul web si scatena ovviamente il rigurgito dei politici e del papa in una sequela di opinioni, speculando sulla morte degli ennesimi clandestini in cerca di una vita migliore.
Si parla di nuovi modi e strategie da pianificare per impedire questo scempio. Chi parla di intesa fra parti politiche europee, dialogo e accordi con i paesi da cui partono le imbarcazioni per impedire che queste salpino. Un politologo americano, Edward Luttwar, suggerisce addirittura di mandare droni sulle coste libiche per distruggere i barconi che servono ai trafficanti di esseri umani. Basta buonismo, bombardate gli scafisti! Mentre da noi, in un paesino del nord Italia, un sindaco leghista si vanta di dormire abbracciato al suo fucile pronto a sparare contro i criminali stranieri, invogliando così i suoi fedeli elettori a prendere esempio da lui, e in un altro comune in provincia di Padova un altro sindaco, stavolta Pd, si oppone fermamente all’apertura di un centro d’accoglienza per profughi, raccogliendo consensi e complimenti tra le file leghiste. Continue reading


apr 15 2015

Iniziativa all’Assillo Occupato sulla Prima Guerra Mondiale

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apr 14 2015

Mindsh@re: Ganglo vitale di Finmeccanica e cervello della produzione di morte

Con questo breve testo di approfondimento, iniziamo a provare a sviscerare alcuni dei meccanismi di funzionamento della produzione di strumenti di morte in italia, con una particolare attenzione a quello che potremmo definire come il primo anello della catena: e cioè quello della ricerca. Pensiamo che questo potrebbe essere il primo di una serie di contributi scritti che ci possono permettere di capire meglio il funzionamento della catena produttiva di sistemi d’arma e di tecnologie di controllo sociale per rendere l’opposizione alla guerra, alla repressione e al militarismo in tutte le sue forme non una semplice testimonianza ma un’opposizione pratica volta a gettare sabbia nell’ingranaggio di questa macchina di morte. Continue reading


apr 8 2015

Corteo contro il Poligono di Teulada

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mar 27 2015

Corrente d’aria

Anche se tira una brezza leggera, l’ANPI corre ai ripari, figuriamoci con il vento forte!

Meglio che resti relegato al passato, assieme a banditi e bandite, così che la loro memoria resti a uso e sfoggio di chi non permette che possa scompaginare il presente.

L’ANPI a Rovereto è un’emanazione del PD, partito responsabile della militarizzazione della Val Susa, che reprime la resistenza valligiana allo scempio del TAV, opera inutile e dannosa da cui il PD trae profitti enormi grazie agli appalti assegnati alla CMC di Bersani. Potremmo dilungarci sulle responsabilità di questo partito all’infinito, per esempio sul piano case attuato da Renzi che stritola più di prima un numero sempre maggiore di persone che non possono più permettersi di pagare un affitto, ma la questione che ci preme affrontare è un altra. Continue reading


mar 18 2015

Attaccata la caserma “Battisti” a Trento

Abbiamo appreso con gioia dai media locali che nella notte del 16 febbraio una molotov è stata lanciata all’interno delle mura della caserma Battisti di Trento, colpendo e incendiando un camion militare lì parcheggiato. Nella caserma Battisti è alloggiato il “secondo reggimento guastatori alpino”, reparto “d’elitè” del corpo armata alpino, inquadrato all’interno della brigata “Julia”.

Vogliamo ricordare, con questo breve scritto, le responsabilità immense che hanno questi assassini in divisa in tutte le guerre e nei massacri del militarismo di casa nostra nell’ultimo secolo. Il secondo reggimento guastatori alpino è stato impiegato due volte nell’occupazione militare dell’Afghanistan (nel 2010 e nel 2013), nell’occupazione della Bosnia-Erzegovina (dal 1998 al 2004), nei massacri compiuti dall’esercito italiano in Somalia a metà degli anni ’90, in Mozambico e nella terza invasione dell’Albania nel 1993 con “ l’operazione Pellicano”.

Non è retorico né ridondante, secondo noi, ricordare che il “medagliere” di questa unità scelta dell’esercito italiano è grondante di sangue, essendosi schifosamente “distinto” nella repressione della resistenza contadina nel mezzogiorno d’Italia subito dopo l’unità d’Italia, nella colonizzazione dell’Eritrea e della Libia e nella guerra anti-partigiana nei Balcani durante il secondo conflitto mondiale.

La redazione di Romperelerighe

 


mar 17 2015

Disco Contrasto & Kalashnikov contro la guerra

Pensiamo che il punkhardcore abbia ancora la forza di smuovere gli individui alla ribellione, che spinga alla riflessione e prima di tutto all’agire.

Il nuovo disco dei Contrasto e dei Kalashnikov riporta all’attualità il problema della guerra, la propaganda antimilitarista, in questo caso messa in musica, è da decenni che passa generazioni di giovani che dopo aver pogato, si sono rimboccati le maniche per far fare brutti sogni a chi massacra e distrugge con la guerra in ogni parte della terra. Buon ascolto…

Questo è il link per scaricare i testi ed il disco:

http://www.punk4free.org/downloads/album/contrasto–and–kalashnikov—come-il-soffitto-di-una-chiesa-bombardata-[2014]-2305/


mar 17 2015

ROJAVA: intervista con alcune combattenti del YPJ

Tratto da info-action.net

Conversazione con le combattenti YPJ di Kobane a cure di Attiviste contro la guerra

18/02/2015

Dopo vari giorni di attesa a Kobane, finalmente, si creano le condizioni per poter incontrare le donne combattenti, in lotta contro Isis. Entriamo nella loro “casa”, nella loro base operativa – luogo in cui condividono emozioni, organizzano le battaglie. Presenti con noi due traduttori. Veniamo accolti in una piccola sala riscaldata, allestita con foto di martiri donne e uomini. Chiediamo: “chi è?” – indicando una gigantografia di un volto femminile combattente. Una YPJ risponde “É una nostra martire, di qualche anno fa. Di lei mostriamo solo l’immagine”. Ci sediamo a terra, in cerchio, e iniziamo a parlare. Inizialmente sono presenti cinque donne. Tre di loro più eloquenti; in due rimarranno fino alla fine dell’incontro.

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