Author Archives: romperelerighe

Cosa ci aspetta….

Riceviamo e diffondiamo:

 

Cosa ci aspetta….

Il 27 aprile presso il Tribunale di Genova – dislocato ai Magazzini del Cotone – inizierà il processo per i fatti di piazza Corvetto del 23 maggio 2019. Cinquanta imputati sono accusati, a vario titolo, di essersi opposti al comizio elettorale di Casa Pound, e alle guardie che lo difendevano. Crediamo sia necessario e doveroso difendere e rivendicare il significato di quella giornata di lotta, riportarla in strada, proprio per impedire il tentativo della Questura e della Procura di rinchiuderla nelle anguste aule di tribunale. Vogliamo ribadire a chiare lettere che a Corvetto c’eravamo tutti e tutte e che i 50 antifascisti a processo non saranno lasciati soli.

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Livorno: i portuali si sono rifiutati di caricare armi su una nave diretta in Palestina

Segnaliamo per conoscenza questa notizia sul rifiuto dei portuali livornesi a caricare armi dirette in Israele:

Tratto da https://www.lavocedellelotte.it/2021/05/15/livorno-i-portuali-si-sono-rifiutati-di-caricare-armi-su-una-nave-diretta-in-palestina/

Livorno: i portuali si sono rifiutati di caricare armi su una nave diretta in Palestina

Un settore dei portuali di Livorno, su segnalazione dei loro compagni del CALP di Genova, si è rifiutato di caricare materiali militari sulla “Asiatic Island” diretta verso il porto di Ashdod e che farà tappa oggi a Napoli.


Un settore dei lavoratori del porto di Livorno, organizzati con il sindacato USB, hanno denunciato l’arrivo di una nave contenente materiali militari destinati a Israele, ai quali se ne sarebbero dovuti aggiungere altri durante la tappa toscana del viaggio della “Asiatic Island”. I portuali hanno così diffuso la notizia e hanno allertato le autorità competenti su questo traffico, volto a rifornire le forze armate di Israele proprio nel momento della brutale aggressione al popolo palestinese.

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In Niger la prima base militare interamente italiana in Africa occidentale

Tratto da https://romperelerighe.noblogs.org/wp-admin/post-new.php

In Niger la prima base militare interamente italiana in Africa occidentale


L’Italia avrà il suo posto al sole nel deserto del Sahara. A margine dell’incontro con l’omologa francese Florence Parly, il 13 aprile a Roma il ministro della difesa Lorenzo Guerini ha reso noto che nel quadro della missione bilaterale MISIN in Niger, le forze armate italiane realizzeranno una propria base militare “a partire dal mese di luglio”. “Lo ritengo un passo molto importante per il rafforzamento della nostra azione nella regione, che in prospettiva andrà a confluire in una sempre maggiore capacità dell’Europa in Sahel e nell’intera fascia sub-sahariana, dal Corno d’Africa al Golfo di Guinea, mettendola a sistema con il contributo alla stabilizzazione della Libia”, ha dichiarato Guerini.

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Un posto al sole sulla quarta sponda

Segnaliamo queste due incontri online organizzati dal Centro di Documentazione Contro la Guerra:

 


Nuove navi da guerra al Qatar, la pandemia non frena gli affari bellici di Fincantieri

Nuove navi da guerra al Qatar, la pandemia non frena gli affari bellici di Fincantieri

 


La pandemia da coronavirus non rallenta la produzione in Italia di navi da guerra destinate all’esportazione al Qatar. Nelle acque antistanti lo stabilimento Fincantieri S.p.A. di Muggiano (La Spezia) hanno preso il via nei giorni scorsi le prove del pattugliatore d’altura (OPV) Musherib destinato alla Marina militare del petro-emirato. Basato sulla classe di pattugliatori “Falaj 2” venduti dal gruppo italiano agli Emirati Arabi Uniti, il Musherib è stato varato a Muggiano il 18 settembre 2020 nel corso di una cerimonia a cui hanno partecipato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, il ministro di Stato per gli Affari della Difesa del Qatar Khalid bin Mohammad al Attiyah e i Capi di Stato maggiore delle due Marine militari, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragon e il generale Abdulla Hassan Al Suleiti. Continue reading


Chi non si ferma mai

Qualche giorno fa i giornali locali hanno riportato la notizia della nascita di “Leonardo Cae Advanced Jet Training Srl”, joint venture nata tra Leonardo (ex Finmeccanica) e CAE Inc., un’azienda canadese specializzata nella progettazione di tecnologie in ambito aerospaziale.

Cosa dovrebbe importare ai giornali locali di questa notizia?

La storia non inizia qui.

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No privacy. Verso la militarizzazione dei dati sensibili dei vaccinati d’Italia

Tratto da http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2021/04/no-privacy-verso-la-militarizzazione.html

No privacy. Verso la militarizzazione dei dati sensibili dei vaccinati d’Italia

 

Militarizzare la banca con milioni di dati personali e sanitari sensibili e centralizzarne il controllo nelle mani di un’unica figura, preferibilmente un generale d’armata con tanto di penna sul cappello. No, no non è l’ossessione di complottisti e No Wax per il Grande Fratello di orwelliana memoria, ma il disegno strategico del governo Draghi e del sistema societario chiamato a gestire l’emergenza pandemia e la complessa campagna di vaccinazione della popolazione italiana.

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Fiere di armi: vergognosi traffici

Tratto da https://radioblackout.org/2021/03/fiere-di-armi-vergognosi-traffici/

Fiere di armi: vergognosi traffici

Stiamo assistendo a un’escalation nel rifornimento di mezzi di morte da parte delle potenze – piccole, medie, grandi – e di test su missili balistici, impieghi di nuove macchine belliche in teatri di guerra locali con lo scopo di collaudarle… parallelamente si sta profondendo altrettanto sforzo promozionale da parte di membri del governo e di figure colluse con la vendita di armi che promuovendo lo sforzo produttivo della filiera bellica, ne esalta gli effetti: l’uso nei paesi relativamente vicini è rivolto al contenimento dell’immigrazione (spesso con una falsa e strumentale equazione fantasiosa con il terrorismo), collaborando con regimi totalitari e fondati sulla sopraffazione e sull’estrazione da giacimenti controllati da Eni, l’altra preziosa industria nazionale; la vendita a nazioni lontane e sotto embargo invece è possibile attraverso triangolazioni con paesi terzi o impiantando società in un paese con minori scrupoli ancora che fabbrica usando brevetti e know-how, smerciando direttamente a massacratori. Come è il caso della bella inchiesta di Atlante delle Guerre, Opla e altri che hanno individuato da una fotografia la dotazione di proiettili “italiani” a Tatmadaw, il famigerato esercito birmano che sta soffocando l’insurrezione contro il golpe del 1° febbraio in Myanmar: un’inchiesta che sta proseguendo quotidianamente ospitata su “il manifesto” e ripresa su “Lettera22”.

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Genova: Solidarietà è lotta

Solidarietà è lotta

Il 24 febbraio la Digos Genovese ha perquisito 5 aderenti al Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (CALP) e a “Genova Antifascista”. L’ipotesi investigativa della Questura è quella dell’associazione a delinquere (art. 416) finalizzata a contrastare la presenza fascista in città e il traffico di armi nel porto di Genova, con particolare riferimento alla lotta contro il transito delle navi della compagnia saudita Bahri, con il suo carico di armamenti destinati alle guerre.

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Commando speciale delle forze armate russe armato con fucili italiani Beretta?

Tratto da http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2021/03/commando-speciale-delle-forze-armate.html

Commando speciale delle forze armate russe armato con fucili italiani Beretta?

 

Fucili Beretta per le forze speciali della Federazione Russa? Sembrerebbe di sì secondo quanto rivelato da Defense Blog, rivista online specializzata nel settore militare, che ha pubblicato una foto che ritrae due soldati della potente e segreta task force “SSO” mentre si addestrano a volto scoperto con un fucile d’assalto ARX160 prodotto negli stabilimenti bresciani del gruppo Beretta. La foto è stata postata su Telegram la sera del 6 marzo 2021 e proverebbe che il fucile mitragliatore calibro 5.56×45mm NATO sarebbe nella disponibilità di uno dei reparti d’élite delle forze armate russe. Sino ad oggi l’industria italiana leader nella produzione di armi leggere non aveva mai comunicato la vendita di componenti da guerra al governo di Mosca.

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