Mag 18 2016

Sardegna: Niente esercitazioni a capo Frasca da Giugno a Ottobre

Durerà quattro mesi la pausa estiva delle esercitazioni di tiro a fuoco nel poligono militare di Capo Frasca, nell’Oristanese. Lo stop scatterà l’1 giugno e proseguirà fino al 2 ottobre compreso. Lo ha confermato una ordinanza della Capitaneria di Porto di Oristano.
Il provvedimento fa seguito alla nota del Reparto sperimentale e di standardizzazione al Tiro aereo (Rssta) dell’Aeronautica militare di Decimomannu che ha espresso il nulla osta alla disattivazione del poligono, per il periodo indicato, dell’area di volo denominata “Nuova Tango 812”. Come disposto dall’ordinanza, per tutta la durata della disattivazione nell’area saranno sospesi i divieti di navigazione e di sosta, di esercizio delle attività di pesca e di turismo nautico, di balneazione e di esercizio di tutte le attività connesse con i cosiddetti usi pubblici del mare in vigore solitamente tutti i giorni lavorativi ad esclusione del sabato. Continue reading


Apr 12 2016

Un pomeriggio militarizzato a Bruxelles

 Un appello a manifestare contro la militarizzazione delle nostre vite e contro ogni potere, si chiami islamico o democratico, era stato ampiamente diffuso la scorsa settimana. L’appuntamento era stato dato per il 9 aprile in viale Stalingrad, vicino alla stazione del Midi a Bruxelles. Quel pomeriggio, la polizia ha occupato il luogo d’incontro e militarizzato un ampio perimetro attorno (fino ad Anneesens, piazza Jeu de Balles, piazza Bara e la porta di Anderlecht). All’arrivo dei primi manifestanti e fin dal dispiegamento di uno striscione proprio davanti allo sbarramento della sbirraglia, i poliziotti si avventano sui manifestanti accerchiandoli. Ne imbarcano dieci e li portano al commissariato di Anderlecht. Raggiunti poco dopo da altri 6 fermati, saranno rilasciati col contagocce durante la notte. Al commissariato, come d’abitudine, gli sbirri allungano qualche schiaffone ad alcuni recalcitranti ammanettati. Continue reading

Mar 16 2016

Bruxelles: Sotto minaccia

Note su alcune evoluzioni repressive sul terreno della guerra sociale

 Un anno fa…
La direttiva anti-terrorismo emanata dall’Unione Europea per essere accolta nella legislatura dei paesi membri risale già al 2003. È stata prodotta sulla scia delle misure anti-terroristiche e dell’inizio della «war on terror» in seguito agli attentati dell’11 settembre 2001. All’epoca era stata presentata dai legislatori come una specie di versione light del Patriot Act statunitense. Ma ovviamente non era questo. Continue reading

Dic 29 2015

Bruxelles: Né la loro guerra, né la loro pace. Per la rivoluzione sociale

Manifesto affisso a Bruxelles

La guerra è arrivata fin davanti alla porta delle vostre case. I militari che stazionano nelle strade ne sono la dimostrazione. I controlli rafforzati in strada fanno sparire centinaia di immigrati nei campi di deportazione. Gli sbirri sono in apprensione e applicano una tolleranza zero schiacciando tutti coloro che non restano all’interno dei ranghi. I giornalisti fanno penetrare il messaggio del potere nelle nostre teste. E il denaro piove per finanziare la lotta contro «la minaccia». Continue reading


Dic 24 2015

Una Frontex 2 contro migranti e cittadini europei “sospetti”

Tratto da antoniomazzeoblog.blogspot.it

Dopo l’operazione Triton e il varo della forza navale EUNAVFOR MED, l’Unione europea pensa a nuovi strumenti militari per “garantire una gestione forte e condivisa delle frontiere esterne” e fare la guerra ai migranti nel Mediterraneo. Il 15 dicembre la Commissione europea ha infatti deciso di potenziare il mandato e le risorse finanziarie di Frontex, l’agenzia di vigilanza e controllo dei confini Ue ed istituire una Guardia costiera e frontaliera europea che sovrintenda con piena autonomia alla gestione delle operazioni anti-migrazioni. Continue reading


Dic 4 2015

Stato d’emergenza e pedagogia della paura a Bruxelles

Tratto da Radiocane

Che cosa è accaduto a Bruxelles con la proclamazione dello stato d’emergenza “decretato” dagli attentati di Parigi? Militari a pattugliare le strade, mezzi pubblici sospesi e divieti di manifestare; provvedimenti legittimati non già da misure politiche, bensì da atti “amministrativi”, com’è d’altra parte consueto osservare nelle odierne modalità di governo dei territori e delle popolazioni. Della situazione creatasi in Belgio nelle settimane passate, ci siamo fatti raccontare da due compagni di Bruxelles.

Per ascoltare:


Dic 3 2015

Francia: Stato di Emergenza – Sulla “assignations à résidence”

Tratto da inform-azione.info

Scriviamo questa sintesi per condividere alcuni fatti successi negli ultimi giorni in Francia. Varebbe la pena fare uscire queste informazioni anche in Italia.

Come ben sapete, lo Stato di Emergenza è stato dichiarato in Francia poche ore dopo gli attentati di venerdì 13 novembre. Dopo aver permesso più di 1800 perquisizioni e più di 300 arresti arbitrari, le leggi d’eccezione vengono oggi utilizzate contro i movimenti, contro i compagni e particolarmente contro chi si stava organizzando (secondo la polizia) in vista delle proteste contro la Conferenza Mondiale sul clima che avrà luogo a Parigi tra il 29 novembre e il 12 dicembre (la famosa Cop21).

Questa ultima novità non costituisce una sorpresa. La stragrande maggioranza delle perquisizioni contro i cosiddetti “islamici radicali” non ha portato a nessuna scoperta di armi o esplosivi, e non era quello l’obiettivo. Ha permesso di fare regnare un clima di terrore nelle banlieues francesi, attacandosi in priorità ai giovani di origine nordafricana. Ha permesso sopratutto di dare un’impressione di efficienza del governo e di risposta immediata a “un’atto di guerra” per riprendere le parole del presidente Hollande. Come confessava un poliziotto in un’intervista, si tratta inanzitutto di “un’operazione di comunicazione”. Ora tocca a chi è attivo nei movimenti sociali essere trattato come un “terrorista”, perquisito di notte, confinato nella sua casa e inquadrato nella stessa categoria degli assassini del 13 novembre.

A Parigi, Rennes, Rouen et Lyon, delle perquisizioni hanno avuto luogo, eseguite in modo particolarmente duro nel caso di Rennes (porte distrutte, fucili a pompa puntati in faccia, compagni lasciati a terra ammanettati durante tutta la perquisizione, etc.). Vari divieti di andare a Parigi e almeno 24 “assignations à résidence” fino al 12 dicembre sono stati communicati a dei militanti descritti dalla polizia politica come “appartenanti all’ambiente ecologista radicale”.

Un comunicato delle persone “assignées a résidence” a Rennes si può leggere qui [in lingua francese].

L’assignation à résidence comporta:

-⁠ l’obbligo di stare a casa 12 ore al giorno, dalle 19 alle 7
-⁠ l’obbligo di firmare 3 volte al giorno in questura
-⁠ il divieto di lasciare la propria città

Ricordiamo che nessuna autorità giudiziaria interviene in questi casi. L’arbitrio della polizia politica (DGSI, Direction générale de la sécurité intérieure et SDAT, Sous-direction antiterroriste) è totale. Una grande parte delle pseudo “informazioni” che giustificano queste misure si rivelano pura invenzione (participazione a dei cortei a cui le persone non hanno partecipato, precedenti inventati, etc.)

Ricordiamo anche che tutti i tentativi di contestare in tribunale questo tipo di misure sono stati per ora respinti, e che una persona che non ha potuto firmare una volta al commissariato (essendo il comissariato chiuso per lavori quel giorno) è già stata condannata a 6 mesi di carcere.

Di fronte a questa situazione più che preoccupante, alcuni voci iniziano a farsi sentire. Domenica scorsa, un corteo in sostegno ai migranti si è svolto a Parigi nonostante il divieto. […]
Per ulteriori informazioni, le fonti disponibili sono:

– L’observatoire de l’Etat d’urgence (Osservatorio dello Stato di Emergenza) sul sito di Le Monde, aggiornato quotidianamente:

http://delinquance.blog.lemonde.fr/

-⁠ i vari siti di informazione militanti

*paris-⁠luttes.info per le informazioni su Parigi e la sua regione
*rebellyon.info per le informazioni su Lione e la sua regione
*lundi.am, che contiene articoli di fondo e riflessioni più “teoriche”, sempre di parte
*anticop21.org, sito della mobilitazione contro la Cop21
*marchesurlacop.noblogs.org, sito delle varie marcia contro la Cop21

– il sito de La Quadrature du Net, organizazzione di difesa delle libertà sulla rete:
https://wiki.laquadrature.net/%C3%89tat_urgence/Recensement

[…]


Dic 24 2014

Riarmo controinsurrezionale

di Marco Camenisch

IL RIARMO CONTROINSURREZIONALE DELL’EU e le esercitazioni per i futuri interventi internazionali contro blocchi, manifestazioni non autorizzate, ecc.

Il centro per l’esercitazione al combattimento (CEC, 23’000 ettari) del Heer (esercito) nella brughiera di Colbitz-Lentzling della regione Altmark, nel nord del Land Sassonia-Anhalt della Repubblica Federale Tedesca, è la struttura centrale per la formazione della Bundeswehr ( l’esercito federale), dove ogni militare tedeschx previstx per le missioni all’estero passano due settimane d’addestramento conclusivo. Il campo è munito di complessi sistemi di simulazione (per es. per sparare con i laser sui nemici, ancora immaginari, in Afganistan…). Poiché manca la simulazione dei scenari collocati, come negli ultimi anni, sempre di più nelle aree urbane, nel CEC stanno costruendo un’intera città per addestrare il personale militare per il combattimento casa per casa, strada per strada. Per circa 100 milioni di euro sarà la città-addestramento più grande d’Europa ed è costruita su 6 km2 con tanto di canalizzazione, metropolitana, centrale idrica ed elettrica, zona industriale, quartiere diplomatico, baraccopoli, centro commerciale, campo sportivo, area boschiva e moschea occasionalmente convertibile in chiesa. Questo perché prevedono che nel 2035 il 60% della popolazione mondiale vivrà nelle città e fino al 2070 addirittura il 70% e che’ si dovrebbe ipotizzare interventi urbani sempre più frequenti della Bundeswehr.
Ma già oggi il CEC è affittato regolarmente dai partner NATO ed EU per delle esercitazioni congiunte dei vari eserciti europei. Che in futuro saranno intensificate per le forze militari e di polizia strutturate militarmente dei vari paesi.
Ormai è da tanto tempo che stanno formando delle unità militari e di polizia specializzate nell’intervento internazionale contro ogni espressione insurrezionale. Dopo i disordini del 1998 in Bosnia-Herzegowina (sotto amministrazione ONU), gli. USA ordinarono ai carabinieri italiani di formare una truppa di gendarmeria internazionale capace di “mantenere l’ordine pubblico”, vale a dire di mantenere sotto controllo la popolazione in zone di guerra o post-guerra, e si formò la prima unità multinazionale specializzata (MPU) impiegata nell’ambito delle “forze di stabilizzazione” della NATO.
Sempre sotto comando USA ma in base ad un trattato internazionale stipulato nel 2004 dai capi di Stato che parteciparono al G8 di Sea lsland, nel 2005 fu installato il centro di competenza per le unità di stabilizzazione (Coespu) con sede a Vicenza nella caserma dei carabinieri Armando Chinotto, sprovvista però di un grande campo di addestramento tipo CEC.
Secondo il direttore del Coespu, il generale dei carabinieri Paolo Nardone, si tratta piuttosto di un centro di formazione che concentra e trasmette delle competenze con seminari e convegni e compone delle «robuste forze di polizia per le missioni internazionali di pace», vale a dire forze di gendarmeria formate sul modello dei carabinieri italiani, cioè unità ibride con competenze militari e di polizia munite d’armi pesanti ma anche “non letali” che possono operare sotto comando sia militare sia civile. Continue reading


Gen 3 2014

Occhi spioni su Bolzano e Trento

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Il quartiere di Trento “Madonna Bianca” visto dal drone “DJI S 800”

Ai primi di dicembre del 2013 un drone modello “Scrabble 4”, prodotto dall’azienda “Italdron” di Ravenna, ha effettuato un ciclo di voli di prova sul centro storico della città di Bolzano. L’obiettivo delle istituzioni comunali di Bolzano è di utilizzarlo per sorvegliare le zone della città più frequentate e i quartieri più popolari. Promotore e finanziatore di questo ulteriore incremento del livello di controllo sociale nella città sudtirolese è il comune con alla testa il sindaco Luigi Spagnolli, con il plauso di tutte le forze politiche istituzionali, dai fascisti di “Fratelli d’Italia” ai postcomunisti di “Sel”.

Già da marzo del 2013 il primo cittadino e il dirigente tecnico del comune avevano preso contatto con la ditta “Italdron” di Ravenna tramite Alex Galtarossa, bolzanino di origine e uomo di spettacolo,volto noto della Milano televisiva, entrato nei primi mesi del 2013 a far parte dello staff di “Italdron”, con il ruolo di responsabile commerciale per la regione Trentino Alto Adige. Infatti è sul punto di venire stipulato (secondo quanto detto nello stesso sito di “Italdron”) il primo progetto continuativo di collaborazione fra un ente istituzionale (il comune di Bolzano) e una ditta sull’utilizzo dei droni nel campo del controllo sociale e della repressione. Continue reading


Nov 4 2013

Eurogendfor, l’esercito dei banchieri

Noi come Eurogendfor
non siamo parte dell’Unione Europea e delle sue istituzioni.
Tanto che le stelle dell’Unione,
che figuravano inizialmente nel nostro simbolo
e nello stemma che portiamo sulla divisa,
sono state tolte.
(Cornelis Kuijs – Comandante EGF)

Intro

Nel 2007 il trattato di Velsen¹ ratifica l’ultima pensata dei boia di Stato. A reprimere sommosse, bastonare manifestanti, gasare esseri umani non bastavano le polizie nazionali di vario ordine e grado, ci voleva proprio una nuova gendarmeria europea: Eurogendfor².

Il trattato in questione fu firmato a Velsen – in Olanda – il 18 ottobre 2007 dai paesi dotati di Polizie Militari: Italia (Carabinieri), Olanda (Marechaussée), Spagna (Guardia Civil), Francia (Gendarmerie) e Portogallo (Guardia Nacional). Il 3 marzo 2009 ha aderito anche la Romania come nazione costituente EGF con la sua Gendarmeria romena, mentre Lituania e Polonia sono considerate nazioni partner di EGF e la Turchia ha attualmente lo status di “osservatore”.
Tale trattato pianifica compiti e poteri delle Forze di gendarmeria europea (Eurogendfor o EGF), in sostanza la futura polizia militare dell’Europa.

Un chinotto ogni due ore fa passare il malumore […]
(Skiantos)

La sede del quartier generale di Eurogendfor è in Italia, nella caserma dei carabinieri Generale Chinotto a Vicenza, dove è situata anche la più grande base militare USA in Italia, Camp Ederle (alla quale verrà affiancata la seconda base statunitense Dal Molin che è una sede dell’Africom, il comando americano per il quadrante mediterraneo-africano), a disposizione soltanto del Pentagono. Evidentemente gli yankee hanno la loro parte nella gestione operativa di EGF. Inoltre vi trovano sede i reparti del Centro di Eccellenza per le Unità di Polizia di Stabilità (Center of Excellence for Stability Police Units – COESPU). Continue reading